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La Madonna i dipinti più belli

Le più belle Madonne di sempre. I quadri, i dipinti, le opere più suggestive dell’arte sacra di ogni epoca della Madonna di Gesù.

Cristo benedicente e Vergine orante – Campin (1424)

Questa magnifica opera è purtroppo poco conosciuta. E’ stata realizzata dal pittore fiammingo Robert Campin, anche conosciuto con lo pseudonimo di Maestro di Flemalle, ed è conservata a Philadelphia. La vergine è rappresentata in atteggiamento orante dinnanzi al Cristo, verso il quale rivolge il volto pieno d’amore. I tratti del volto sono delicati, la bocca incredibilmente realistica, i riccioli biondi ricadono morbidi sulle spalle e sono avvolti da un meraviglioso mantello blu intenso

Lippina – Filippo Lippi (1465 circa)

La Madonna col Bambino e angeli detta Lippina è un’opera tempera su tavola (92×63,5 cm) di Filippo Lippi, databile al 1465 circa e conservata agli Uffizi di Firenze. Sul verso riporta lo schizzo a pennello di un busto femminile. Si tratta probabilmente del più noto dipinto di Fra Filippo, molto ammirato e punto di riferimento per tutte le Madonne col bambino successive, soprattutto quelle di Sandro Botticelli. Il dipinto è importante anche perché è considerato una delle rare opere interamente autografe del maestro, senza interventi della bottega

Annunciazione – Leonardo da Vinci (1475 ca.)

Benché si abbiano pochissime informazioni certe riguardo alle origini di quest'opera, si ipotizza che si tratti di una delle primissime committenze che Leonardo riuscì a guadagnarsi mentre era "a bottega" dal Verrocchio

Vergine Annunciata – Antonello da Messina (1476)

Maria è colta nell'attimo in cui l'interlocutore le è davanti, e la sua mano destra sembra volerlo frenare. La posa è di tre quarti, lo sfondo scuro e la rappresentazione essenziale derivano dai modelli fiamminghi, in particolare da Petrus Christus che forse Antonello conobbe direttamente in Italia. La luce è radente ed illumina il volto quasi facendo emergere gradualmente i lineamenti e la verità del personaggio. L'uso dei colori a olio permette poi un'attenta qualità della luce, con morbidissimi accostamenti che riescono a restituire la diversa consistenza dei materiali, legno, carta, tessuto, incarnato

Madonna del Magnificat – Sandro Botticelli (1481)

La Madonna del Magnificat (Madonna con il Bambino e cinque angeli) è un dipinto a tempera su tavola (diametro 118 cm) di Sandro Botticelli, databile al 1481 e conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze. I colori preziosi e brillanti, la linea di contorno nitida e chiara, l’eleganza lineare, il disegno impeccabile caratterizzano la tavola e sono tutte caratteristiche mutuate dall’esempio di Filippo Lippi, primo maestro di Botticelli. Dal Lippi deriva anche l’ideale della malinconica e perfetta bellezza della Vergine, come nella celebre Lippina, anche se Botticelli conferì alla sua Madonna un tono più aristocratico e irraggiungibile.

Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano – Perugino (1493)

Su un alto trono decorato da volute e grottesche alla base (dove si legge la firma PETRVS PERVSINVS PINXIT AN[NO MCCCCLXXXXIII), Maria sta seduta col Bambino sulle ginocchia, il quale guarda verso san Giovanni Battista a sinistra, che a sua volta, con un gesto tipico della sua iconografia, lo ri-indica allo spettatore. A destra si trova poi san Sebastiano raffigurato durante il martirio mentre seminudo, con un elegante perizoma a righe spesso presente nei dipinti della fine del Quattrocento, si offre alla crivellatura delle frecce con uno sguardo paziente e malinconico che guarda verso il cielo: questa stessa posa si trova in numerose altre opere del Perugino dedicate al santo, oggi sparse in vari musei.

Madonna del Roseto – Bernardino Luini (1510)

La Madonna del Roseto è un dipinto a olio su tavola (70×63 cm) di Bernardino Luini, databile al 1510 circa e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. Capolavoro della fase giovanile dell’artista, venne acquistato dalla galleria nel 1826, dalla collezione di Giuseppe Bianchi. Tradizionalmente viene riferita come proveniente dalla Certosa di Pavia, ma non vi è alcuna documentazione al riguardo.

Madonna della Seggiola – Raffaello (1514)

La Madonna della Seggiola è un dipinto a olio su tavola (diametro 71 cm) di Raffaello Sanzio, databile al 1513-1514 circa e conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. L'opera mostra Maria seduta su una sedia, da cui il nome, di tipo camerale. Essa si volta, col Bambino stretto in un tenero abbraccio, verso lo spettatore. Assiste san Giovannino, a destra, che rivolge un gesto di preghiera a Maria, affiorando dallo sfondo scuro.

Annunciazione – Orazio Gentileschi (1623)

L’Annunciazione di Torino è l’opera di carattere sacro di più alto valore artistico nella produzione di Orazio Gentileschi, ma anche uno dei capolavori della pittura del XVII secolo.E’ stata dipinta dall’artista pisano nel 1623, durante il suo soggiorno a Genova. Fu inviata al duca Carlo Emanuele di Savoia per la cappella della sua residenza a Torino.Per l’originalità della composizione e l’apparente arcaismo, quest’opera straordinaria non è stata sempre compresa ed ha suscitato anche critiche negative. L’opera si trova alla Galleria Sabauda, Torino.

Madonna del riposo – Roberto Ferruzzi (1897)

La Madonnina, nota anche come La Madonna del Riposo o La Madonna delle Vie, è un dipinto su tavola di Roberto Ferruzzi del 1897. Con questo dipinto, Ferruzzi vinse la seconda Biennale di Venezia. Probabilmente i modelli per questo quadro furono ragazza Angelina Cian, di 11 anni, e il suo fratellino. All’inizio l’opera non aveva connotati religiosi, ed era solo una rappresentazione della maternità: dato il grande successo guadagnato alla Biennale di Venezia, il quadro fu rinominato a tema religioso, e divenne il più conosciuto di Ferruzzi. John George Alexander Leishman, mecenate e diplomatico in Francia, comprò il quadro ma non i diritti d’autore. È possibile quindi che l’immagine abbia subìto diverse modifiche e correzioni nel corso dei decenni e che forse sia arrivata in una collezione privata in Pennsylvania negli anni cinquanta, ma l’attuale collocazione è sconosciuta. Una seconda possibilità è che sia andata perduta durante una traversata dell’Atlantico dall’Europa agli Stati Uniti, versione fornita da un discendente di Ferruzzi. È venuta in circolazione, recentemente, una versione ad olio che si ritiene molto vicina all’originale.

(Testi estratti liberamente da wikipedia)

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