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Memoria e migrazioni L'italia di ieri e di oggi

L'Italia, nel 1861, è un paese rurale povero ed arretrato. I cambiamenti demografici hanno generato campagne sovrappopolate.

Le famiglie sono molto povere e per di più le campagne e le montagne dell'Italia sono flagellate dalla fame, dalle malattie, (pellagra, malaria), dal banditismo e dall'analfabetismo.

Per questi motivi molti italiani decidono di lasciare la loro terra d'origine ed emigrare.

L'Italia è sempre stata un paese di migrazioni e, dopo l'Unità, la migrazione divenne di massa, non coinvolge più solo maschi giovani e adulti ma intere famiglie e da temporanea diventa definitiva.

Molti vendono la loro casa e la loro terra per comprare un biglietto di sola andata per un futuro incerto.

La partenza

Da dove si partiva? E dove si era diretti?

I manifesti pubblicitari dell'epoca rappresentano un'importante testimonianza storica da cui si evince che la Compagnia di Navigazione italiana prevedeva viaggi transoceanici alla volta degli Stati Uniti e dell'America del Sud, in particolare verso l'Argentina. Vengono infatti menzionate le città di New York, Montevideo e Buenos Aires. Si partiva dai porti di Genova, Napoli, dalla Sardegna e dal Lazio e le partenze erano regolari il terzo giorno di ogni mese.

La Bagagliera- The baggage room

I dormitori, spazi angusti, dovevano ospitare il maggior numero di persone possibili. Gli emigranti potevano portare un fagotto, un sacco o una cassetta di vestiario e di generi alimentari. Tutto il resto andava nella bagagliera che spesso rimaneva chiusa fino all'arrivo. Si rimaneva con gli stessi vestiti addosso, spesso bagnati dalla pioggia e dal salino, a volte sporchi di cibo, urina o dal vomito.

Il dormitorio maschile

Dai sette anni gli uomini venivano separati da donne e bambini. Per un regolamento degli Stati Uniti erano ammesse solo le navi con due ordini di cuccette, invece, quelle dirette in America del Sud potevano presentare tre ordini di cuccette.

I dormitori erano umidi, scarsamente illuminati e mal aerati e vi si ammassavano centinaia di uomini sporchi, senza possibilità di lavarsi. Le cuccette, tutte numerate, erano di ferro e avevano dimensioni di m.1,80x 0.56 ed erano lontane dalle macchine e dalle caldaie della nave.

Alcune cuccette "speciali", di 80 cm di larghezza, erano assegnate alle donne in gravidanza.

I gabinetti

All'inizio del XX secolo poche navi avevano uno scarico a pressione a bordo. Vi erano due bagni separati per le donne e per gli uomini. I gabinetti erano divisi da una lamiera di un metro di altezza con un paravento in lamiera per porta.

La seconda classe

Nei piroscafi di emigrazione pochi posti erano riservati alla prima e seconda classe. Sul "Città di Torino", su 1400 posti per emigranti c'erano solo 20 posti di prima e 40 di seconda classe. In prima classe le cabine avevano 1-2 letti, in seconda 4-6-8. Rispetto alla terza classe c'erano vari comfort: una porta chiusa, un locale pulito, uno stipetto, un vaso da notte e si poteva mangiare a tavola in una mensa separata.

L'infermeria

Dal 1895 nei viaggi oltre Suez e Gibilterra viene imposto un medico a bordo. I piroscafi imbarcavano da 800 a 2400 persone. Le condizioni igieniche carenti e la moltitudine di persone favorivano infezioni, epidemie e malattie. le più frequenti, gastroenteriti e bronchiti, si diffondevano rapidamente con tante vittime tra i viaggiatori più deboli, soprattutto bambini e anziani. Le malattie infantili, come il morbillo, facevano strage di bambini. Quando scoppiava un'epidemia a bordo, la nave doveva essere messa in "Quarantena" e nessuno poteva scendere.

Disciplina e clandestini: la cella

In caso di rissa, furti o clandestini a bordo, i colpevoli venivano rinchiusi in cella. Erano molti gli italiani che non avevano il passaporto per motivi di leva o per procedimenti penali e sceglievano di imbarcarsi clandestinamente con la complicità dell'equipaggio. Per impedirlo alla partenza una squadra di marinai, guidata dal "capitan d'arme" frugava in ogni angolo della nave alla ricerca di clandestini.

Il cibo

Il cibo non poteva definirsi buono, variava molto a seconda delle Compagnie. Molti nelle proprie memorie se ne lamentavano, mentre per altri era l'aspetto migliore della nave. Molti che scappavano per non morire di fame si trovavano di fronte a razioni più che abbondanti. i pasti comprendevano farinacei, legumi, carne, pesce salato, insalata, conserva di pomodoro e frutta.

Il dormitorio femminile

Nel dormitorio femminile erano ammassati donne e bambini "poppanti e spoppati". Questo era uno dei luoghi più complessi della nave perché la presenza di donne di diversa età ed estrazione sociale e dei bambini rendeva difficile la convivenza.

Lettere e fotografie

Lettere e fotografie
Stati Uniti 10907

Ellis Island (New York) è ormai un luogo storico, la concreta memoria di milioni di emigranti che cercarono, tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, una vita migliore negli Stati Uniti. Fino al 1954, anno in cui fu trasferito in un’altra sede, l’ufficio immigrazione degli Stati Uniti vide transitare attraverso Ellis Island 12 milioni di persone, che arrivavano da ogni parte del mondo, ma soprattutto dall’Europa. Alcuni migranti potevano rimanere a Ellis Island per giorni, o settimane, prima di conoscere il loro destino.

Tutti gli emigranti dovevano sottoporsi ad un controllo medico, per accertare che non appartenessero a determinate categorie: “I vecchi, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni mentali, e qualsiasi altra infermità sono inesorabilmente esclusi dal suolo americano.”

Coloro che erano ritenuti idonei venivano portati nella Sala Registri, dove erano loro richieste tutte le informazioni necessarie a stabilire se potevano essere accettati negli Stati Uniti, e infine accompagnati al traghetto che li avrebbe finalmente fatti arrivare alla tanto agognata Manhattan.

Dal 1917 gli Stati Uniti iniziarono a limitare i flussi migratori, introducendo anche il test sull’analfabetismo, mentre dal 1924 furono applicate le quote d’ingresso: dall’Irlanda potevano arrivare 17.000 persone, mentre dall’Italia ne venivano accettate 7.400, e solo 2.700 dalla Russia.

Il record d’ingressi ad Ellis Island fu registrato il 17 aprile 1907, quando arrivarono 11.747 immigrati. Tutti ricevevano dei pasti gratuiti, e nel 1911 fu allestita una cucina kosher, per le persone di religione ebraica.

Si stima che circa il 40 per cento degli statunitensi di oggi abbia almeno un antenato transitato da Ellis Island.

Created By
Savina Gravante
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