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Pesi Massimi Laboratorio di lettura - Classe 2E a.s. 2018/2019

La lettura della graphic novel Pesi Massimi di Federico Appel, ed. Sinnos 2017 si inserisce in un percorso sulla biografia. Ogni capitolo è dedicato a uno sportivo che ha lottato contro forme di discriminazione e in difesa dei diritti.

Gli spunti per le attività laboratoriali proposte riprendono alcuni elementi del WRW. Si ringrazia il gruppo delle splendide Italian Writing Teachers.

Durante la lettura, abbiamo annotato:

Domande su argomenti da approfondire
Eventi, informazioni o dettagli che ci hanno sorpreso
Frasi che ci hanno emozionato e che ci hanno fatto riflettere

Sul taccuino ognuno ha indicato i momenti salienti della biografia, individuando eventi, scelte e incontri capaci di cambiare la vita, e ha svolto esercizi di immedesimazione, immaginando di entrare nel personaggio descrivendone pensieri ed emozioni.

Pesi Massimi nello sport e nella vita, un racconto che esalta la forza, la voglia di ribellarsi e l'umanità di alcuni atleti che hanno cambiato la storia. Un libro che aiuta a scoprire anche sportivi poco noti ai più giovani e non solo. (Antonio La Serra – Edoardo Marongiu)
Racconta storie complesse in modo semplice. Adatto a tutte le età. (Elia Tamburella)
Tratta di vari atleti che hanno lasciato un'impronta importante. Lo consiglio a bambini e ragazzi. (Gianmarco Avino)

Successivamente ci siamo cimentati nella scrittura di bio poem per i personaggi che ci hanno colpito di più. Eccone alcuni esempi!

Jesse Owens

Figlio di un contadino e nipote di uno schiavo

Ama correre, divertirsi, stare in pace

Prova un senso di liberazione quando corre, prova amicizia verso Lutz Long e felicità quando i suoi sforzi vengono premiati

Si diverte a parlare con Lutz Long e a gareggiare

Ha bisogno di sentirsi libero e di vincere

Odia il razzismo, Hitler, le sconfitte

Ha paura di essere chiamato “negro”, di sentirsi dire “Non puoi più correre!”

Vorrebbe vedere un mondo migliore senza discriminazioni.

ELENA BERTELLI

Duke Kahanamoku

Ama nuotare e aiutare le persone

Prova rimorso per non essere riuscito a salvare tutti nella tempesta, felicità per la sua vita piena di successi

Si diverte stando a contatto con la natura e sentendo il suono delle onde che si infrangono sugli scogli

Ha bisogno di stare in acqua e di cambiare spesso vita, come in un film

Odia i soprusi e le discriminazioni

Ha paura di fallire

Vorrebbe vedere un mondo migliore in cui la gente possa liberamente esprimersi

STEFANO PAGLIARULO

Gino Bartali

Ama scalare le salite con la sua bicicletta, il sudore sulla maglietta, faticare per vincere

Prova orgoglio e grinta quando sale sulla sua bicicletta sapendo di dover rappresentare la sua nazione

Si diverte allenandosi, sfidando avversari più forti di lui e si diverte a essere acclamato dai tifosi

Ha bisogno di aiutare, di essere fedele ai suoi principi morali e di avere una speranza che gli dia forza

Odia il governo fascista, Fausto Coppi il suo temibile avversario, la guerra che insanguina l'Italia

Ha paura di perdere

Vorrebbe rivedere suo fratello, morto con lui in bicicletta, per riabbracciarlo.

EDOARDO MARONGIU e ANDREA CAIMMI

John Carlos

Ama correre e ama sua moglie Kim

Prova soddisfazione quando vince le gare, tristezza quando esce dalla pista

Ha bisogno di raggiungere il suo obiettivo: combattere e vincere il razzismo

Odia l'antisportività e il razzismo

Ha paura di fallire

Vorrebbe vedere un mondo di convivenza pacifica, senza violenza tra bianchi e neri

NICOLA LOCHE

Mohammad Ali

Ama il pugilato, i suoi figli, i diritti umani.

Prova felicità quando vince le Olimpiadi, disgusto per come vengono trattati i neri, rabbia per essere trattato da essere inutile.

Si diverte allenandosi, facendo ragionare le persone su ciò che è giusto.

Ha bisogno di farsi rispettare.

Odia il razzismo, la guerra e la discriminazione.

Ha paura che i figli muoiano e che i diritti dei neri non vengano mai rispettati.

Vorrebbe vedere un mondo dove neri e bianchi vengano trattati allo stesso modo.

ELIA TAMBURELLA ed EDOARDO SCUDERI

Carlos Caszely

Ama far felice la sua famiglia, segnare tanto e indossare una cravatta rossa

Prova insofferenza, rabbia e tristezza per la dittatura cilena

Si diverte a giocare a calcio senza un allenatore e a vincere

Ha bisogno di sconfiggere la dittatura

Odia Pinochet, l'antisportività e i bugiardi

Ha paura delle armi da fuoco

Vorrebbe vedere il Cile con un governo democratico

ANTONIO LA SERRA e ANDREA PERITORE

Socrates

Ama giocare a calcio, studiare medicina e avere senso della giustizia

Prova rabbia per la dittatura, gioia per la vittoria, soddisfazione quando aiuta gli altri

Si diverte studiando, correndo, stando con i compagni di squadra

Ha bisogno di giocare, di riflettere, di non avere paura

Odia la dittatura

Ha paura di non riuscire nel suo scopo

Vorrebbe vedere un mondo senza violenza.

ENRICO TELESE – ALESSANDRO GUERRIERO – CATERINA COSTANTINI – EDOARDO LOVELLO

Arthur Ashe

Ama viaggiare con il pensiero, impegnarsi sempre, praticare sport

Prova rassegnazione per la sua malattia, nostalgia per i giorni vincenti, soddisfazione per ciò che fa per gli altri e per sé stesso

Si diverte leggendo, incontrando persone e giocando a tennis

Ha bisogno di lottare per far conoscere a tutti l'AIDS

Odia concentrarsi, vedere le ingiustizie

Ha paura di restare solo, di morire, di essere al centro dell'attenzione

Vorrebbe vedere l'AIDS sconfitta

STEFANO PAGLIARULO e CHENG WEI

François Pienaar

Ama la sua famiglia, gli Springboks e il Sudafrica

Prova amore, libertà e felicità

Si diverte a giocare a rugby, a insegnarlo e a parlare con Mandela

Ha bisogno di sfidare, sfogarsi e sperare

Odia perdere

Ha paura degli All Blacks, delle partite e di morire

Vorrebbe veder svanire il razzismo nel mondo

SVEVA DAL CIN

Vlade Divac

Ama giocare a basket, la Jugoslavia unita e la sua famiglia

Prova rabbia per il suo Paese diviso, felicità per aver avuto dei figli e una moglie che lo ama, illusione perché pensava di stare bene con il suo amico Petrovic

Si diverte a giocare a basket, stare con gli amici, parlare con i figli

Ha bisogno di una vita tranquilla, della famiglia e del suo amico Petrovic

Odia la guerra, essere chiamato cetnico, perdere

Ha paura che gli tolgano lo sport e che possa morire improvvisamente

Vorrebbe vedere un mondo unito

GIANMARCO AVINO e MATTEO MAZZESI

Pesi massimi al femminile

Storie di donne che hanno lasciato il segno nello sport e non solo

a cura di Caterina Costantini, Camilla Libera Favini, Sara Liana Leonardi, Chiara Mancori, Ginevra Roccaldo

Alfonsina Strada

Alfonsina Morini è nata a Castelfranco Emilia il 16 marzo 1891. Nel 1901 i genitori le regalarono una bicicletta. La ragazza amava così tanto il ciclismo che la domenica mentiva ai genitori dicendo che andava a messa mentre si andava ad allenare per le sue competizioni. Quando i genitori lo scoprirono, le dissero che si sarebbe dovuta sposare e andare via di casa. A soli quattordici anni si sposò con Luigi Strada e si trasferì a Milano. Nel 1907 andò a Torino e cominciò a gareggiare battendo anche Giuseppina Carignano e guadagnandosi il titolo di "miglior ciclista italiana". Nel 1911 a Moncalieri stabilì il record mondiale di velocità femminile. Morì a Milano nel 1959. È stata la prima donna a competere in gare maschili come il giro di Lombardia e il giro d'Italia. È ritenuta tra le pioniere della parificazione tra sport maschile e femminile.

Alfonsina ama le competizioni e la bicicletta

Prova gioia, libertà e amore

Si diverte a girare la città con la sua bici

Odia il buio, le sconfitte e le bugie

Ha paura dei topi, di cadere e di morire

Ondina Valla

Ondina Valla è nata il 20 maggio 1916 a Bologna. La sua carriera è iniziata all'età di tredici anni, quando diventa una delle protagoniste dell'atletica leggera italiana. Nel 1932 viene convocata ai Giochi Olimpici di Los Angeles, ma non poté partecipare perché molti pensavano che una ragazza non dovesse fare un viaggio transoceanico insieme agli atleti maschi. Alle Olimpiadi di Berlino del 1936 vinse la medaglia d'oro negli 80 metri a ostacoli. Questo le diede immensa popolarità. Nel 1937 stabilì il record di 1,56 metri nel salto in alto che mantenne fino al 1955, quando fu superata per un centimetro da Paola Paternoster. Dopo le Olimpiadi ebbe un grave problema alla schiena, una spondilosi vertebrale, che la costrinse ad abbandonare l'attività agonistica. Nel 1978 subì il furto della medaglia d'oro ma successivamente le fu donata una riproduzione dal Presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Si è spenta nel 2006.

Ondina ama l'atletica e la sua medaglia d'oro.

Prova entusiasmo per la sua vittoria.

Si diverte a raccontare ciò che ha fatto e a scaricarsi attraverso la corsa.

Ha bisogno di allenarsi, di riavere la medaglia d'oro rubata, di ristabilire il record nel salto in alto.

Odia chi non l'ha mandata a Los Angeles

Ha paura di non poter più correre.

Nadia Comaneci

Nadia Comaneci è nata a Onesti il 12 novembre del 1961 ed è un'ex ginnasta rumena. Ha iniziato ginnastica a tre anni, presso la Società Flacora. All'età di sei anni, fu notata da Béla Károlyi nel cortile della sua scuola mentre giocava con un'amica. Károlyi chiese alle due bambine di entrare a far parte della nuova società. Nel 1970 Nadia partecipa alla sua prima gara nazionale e nel 1971 è campionessa nella sua prima gara internazionale a Lubiana. A soli quattordici anni passa alla categoria senior, battendo ai campionati europei le ginnaste favorite nella competizione, tanto che l'Associated Press la elegge atleta dell'anno. Ai Giochi Olimpici di Montreal del 1976 riesce a conseguire il "10 perfetto" nella sua specialità: le parallele asimmetriche. Continuano le sue medaglie e viene insignita delle maggiori onorificenze. Nadia si ritirò dalle Olimpiadi del 1984 e fuggì dal suo Paese nel 1989, camminando a piedi per sei ore, fino ad arrivare alla macchina del suo amico per superare il confine. Fu poi accolta negli Stati Uniti come rifugiata politica. È considerata la più grande ginnasta di tutti i tempi.

Nadia ama le parallele e suo marito Bart

Prova soddisfazione quando prende il 10 perfetto e quando vede le sue allieve allenarsi.

Si diverte a stuzzicare Ludmilla Tourishevo e Nelli Kim.

Ha bisogno di libertà, di speranza e di allenamenti.

Odia il governo del suo Paese.

Ha paura di rimanere nel suo Paese, ma anche di fuggire.

Vorrebbe vedere il suo Paese più unito e libero dalla dittatura.

Tania Cagnotto

Tania Cagnotto è una tuffatrice italiana, nata a Bolzano il 15 maggio 1985. Fin da piccola ama fare i tuffi come i suoi genitori, Giorgio e Carmen. È la prima sportiva italiana ad aver conquistato una medaglia in tuffi alle Olimpiadi ed è la tuffatrice europea con più podi. Dopo le Olimpiadi di Rio del 2016 pensa di volersi ritirare, ma poi l'amore per l'acqua l'assale e decide di continuare ad allenarsi.

Tania è la figlia dei tuffatori Giorgio e Carmen.

Ama sua figlia, l'acqua e la libertà.

Prova orgoglio, soddisfazione, gioia.

Si diverte a scherzare, a tuffarsi e a parlare di sport.

Ha bisogno di esprimersi, di stare a contatto con l'acqua e di essere confortata.

Odia l'ingiustizia e il silenzio.

Ha paura di sentirsi sola, di deludere e di fallire.

Vorrebbe vedere sua figlia felice.

Bebe Vio

Beatrice Vio, detta Bebe, nasce a Venezia il 4 marzo 1997. All'età di cinque anni inizia a praticare la scherma, uno sport che diventa da subito una forte passione. Negli anni delle scuole medie, Bebe viene ricoverata in ospedale a causa di una meningite da meningococco C. Durante i primi giorni è in bilico tra la vita e la morte. A causa di una crisi settica, i dottori per salvarla sono costretti ad amputarle gambe e avambracci. Nei giorni seguenti, le condizioni diventano più stabili e Bebe torna a casa. I primi tempi sono stati duri, ma piano piano ricomincia a studiare e a praticare sport. Inizia a praticare l'equitazione, ma questo sport non le dona le stesse emozioni di quando faceva scherma. Così con le protesi riprende la scherma e torna ad avere il suo sorriso. Bebe ha vinto la sua prima medaglia d'oro nel 2013. Da questo momento in poi inizia a salire su molti podi e nel 2015 scrive il suo primo libro: Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le paralimpiadi.

Bebe ama la scherma, lo spritz e le paralimpiadi.

Prova gioia e fatica.

Si diverte sulla pedana.

Ha bisogno delle protesi.

Odia l'equitazione.

Ha paura della meningite.

Vorrebbe vedere il suo corpo diverso.

Incontro con federico appel

Mercoledì 19 dicembre 2018 - Scuola Secondaria I grado "R. Bonghi" di Roma

Intervista a Federico Appel
Riflettiamo sul processo di scrittura e sul fumetto! Il segreto degli scrittori è sottrarre, selezionare... soprattutto se bisogna raccontare tante storie in uno spazio ristretto come le tavole del fumetto.
Gli appunti di BLANKA HARTMANN durante l'incontro con Federico Appel
Autografi personalizzati

GRAZIE, FEDERICO APPEL!

Created By
VALENTINA FELICI
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