Il Giorno della Memoria classe V sez. E - I.C.S. "Alberico Gentili", scuola primaria "Giuseppe Pitrè" Palermo

Il 27 gennaio è il giorno dedicato (dal 2000 anche in Italia) alla memoria della Shoah.

Quest'anno le classi quinte del nostro Istituto hanno legato questa giornata a una riflessione sul tema della memoria, a partire da un fatto di cronaca avvenuto pochi giorni prima...

L'Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, a sinistra, con il Rabbino Pinhas Punturello

Per la prima volta, dopo più di 500 anni, Palermo torna ad avere una Sinagoga.

Oltre cinquecento anni dopo l'editto di espulsione, gli ebrei di Palermo ritrovano un luogo di preghiera. Sarà l'oratorio di Santa Maria del Sabato, proprio nell'antico quartiere ebraico della Meschita, edificio seicentesco non lontano da via Calderai e dal luogo dove sorgeva la sinagoga attiva fino al 1492. La chiesa è stata concessa in comodato d'uso dall'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, che ha accolto la richiesta di Evelyne Aouate, presidente dell'Istituto siciliano di studi ebraici.

Ci siamo chiesti allora come mai nella nostra città non fossero presenti comunità ebraiche da così tanto tempo e se rimanessero tracce del vecchio quartiere ebraico.

Abbiamo scoperto che effettivamente fino al 1493 la comunità ebraica era numerosa e attiva a Palermo. La sinagoga era il centro del quartiere ebraico, diviso in due zone, Meschita e Guzzetta, sulle rive del torrente Kemonia.

Gli ebrei, insediati già dal VI-VII secolo d.C., arrivarono a Palermo in numero consistente con gli Arabi. Erano molto apprezzati nel campo della medicina e abili tessitori. La maggior parte era costituita da famiglie modeste che lavoravano nei campi. Nel corso dei secoli subirono diverse persecuzioni "legalizzate", chiamate angherie e nel medioevo erano spesso costretti a portare come segno distintivo una rotella rossa.

Nel 1492 il re Ferdinando il Cattolico aveva ordinato di espellere tutti gli ebrei e i musulmani dai territori del regno spagnolo, tra cui anche la Sicilia. Il decreto venne attuato nel gennaio del 1493 e da allora non si ricostituì mai più una comunità ebraica a Palermo, anzi, venne di fatto cancellata la memoria della presenza ebraica in città.

Pochi decenni fa, i nazisti volevano cancellare gli ebrei (così come i rom e i sinti, gli omosessuali, le persone disabili, oltre a coloro che la pensavano in modo diverso da loro) dal mondo intero.

Abbiamo trascritto le parole di Primo Levi, che non conoscevamo, e con l'aiuto della maestra abbiamo provato a comprenderle.

I versi che ci hanno più colpito sono stati questi:

Meditate che questo è stato / vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore...

Primo Levi ci ha dato un compito importante, ci ha affidato la memoria delle persone che erano vive, ciascuna con la propria storia.

Alcune di queste storie le conosciamo proprio grazie alle testimonianze dirette, come i diari e le memorie. Il più celebre di questi documenti è il Diario di Anne Frank, dal quale abbiamo letto alcuni brani.

Molte cose ci hanno colpito dei suoi scritti: Anne era una ragazzina poco più grande di noi, piena di voglia di vivere, nonostante il tempo difficile in cui si trovava. Nelle pagine del suo diario si trovano pensieri che danno ancora speranza e coraggio a ciascuno di noi, nonostante sappiamo che Anne è morta poco prima della fine della guerra.

È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo.
Come è meraviglioso che non vi sia nessun bisogno di aspettare un singolo attimo prima di iniziare a migliorare il mondo.

Qualche giorno dopo, proprio il 27 gennaio, abbiamo visto insieme il film Woman in gold, tratto dalla storia vera della restituzione di un quadro di Gustav Klimt alla legittima erede.

Perché era così importante per Maria riavere il quadro di sua zia?

Perché a un certo punto anche per il giovane avvocato diventa importante ristabilire la verità?

Abbiamo riflettuto su questo tema, e anche sulle scene del film in cui si racconta la precipitosa fuga della protagonista e del marito quando Hitler invase la Polonia.

Anche loro infatti divennero profughi a causa della guerra. Riuscirono a fuggire negli Stati Uniti e si salvarono.

Anche questo ha a che fare con la memoria.

Abbiamo deciso allora di prenderci l'impegno di ricordare una delle persone che furono deportate dall'Italia solo perché ebrei.

Ciascuno di noi ha cercato notizie e fotografie di uno dei deportati ebrei italiani, poi abbiamo composto delle brevi poesie con la tecnica del cut-up poetico secondo il Metodo Caviardage. Abbiamo incollato le nostre poesie su una stella gialla, ciascuna con il nome della persona di cui abbiamo cercato informazioni.

In questo modo ci impegniamo a fare memoria e ricordare le persone che hanno vissuto la Shoah (proprio l'opposto di quello che avrebbero voluto ottenere i Nazisti).

le nostre stelle della memoria - da simbolo di discriminazione a impegno di memoria

I testi da cui siamo partiti sono stati la poesia di Primo Levi che abbiamo citato sopra e una canzone di Marco Mengoni che stiamo imparando: Esseri umani.

Sarà questa la fine del nostro percorso?

Stiamo scoprendo che sono tante le cose di cui fare memoria, non per vivere nel passato, ma per ricordarci cosa significa essere umani.

Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo.

Anne Frank

Created By
Adele Cammarata
Appreciate

Credits:

Created with images by veritatem - "names" • namho - "Anne Frank Huis, Amsterdam" • evangelinarangel - "Woman in Gold by Klimt."

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