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PROGETTO INCONTRI: L'ISLAM Lommi Gianluca E DANIELA LUMANGLAS - 1A Fellini

Lunedì 8 febbraio, la classe I A del plesso F. Fellini, ha avuto un incontro con una ragazza islamica di nome Rihab.

L'incontro è stato organizzato dal Centro Astalli che aiuta i rifugiati politici e diffonde nelle scuole le diverse culture del mondo.

Rihab ha raccontato della sua vita da islamica, del Dio in cui crede, dell’importanza della preghiera, delle regole da rispettare e del Corano.

Ha detto che la religione islamica prevede cinque pilastri molto importanti: dare l'elemosina ai poveri, fare il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita, pregare in un luogo non affollato e in tranquillità, testimoniare la propria fede e infine digiunare nel mese del Ramadan (nono mese dell'anno).

Dopo i cinque pilastri ha detto chi è Dio per gli islamici, ci ha spiegato che per loro Gesù non è il figlio di Dio, perché Dio non ha avuto figli e non si è mai fatto uomo, ma è un profeta mandato dall'unico Dio; poi ci ha parlato del Corano, il libro sacro dei musulmani; quali sono le regole religiose che bisogna rispettare, (per es. come vestirsi), e per ultimo ha raccontato l’importanza della preghiera.

Rihab, indossava un velo, come tante altre donne islamiche, e parlava con un linguaggio molto semplice da comprendere; l'incontro è durato circa un'ora e mezza.

L'incontro ci è piaciuto molto e noi ragazzi siamo stati anche molto curiosi, infatti le abbiamo fatto tante domande a cui lei ha risposto con tanta gentilezza.

Lommi Gianluca

Lunedì 8 febbraio 2021, si è svolto il progetto Incontri per conoscere la religione islamica. A causa della pandemia Covid-19 purtroppo, questo incontro non si è potuto svolgere dal vivo e quindi abbiamo dovuto utilizzare la piattaforma Google Meet.

Mentre abbiamo aspettavamo che la testimone di religione islamica si collegasse, padre Giuseppe Trotta ci ha parlato del Centro Astalli.

Il Centro Astalli è un’organizzazione che accoglie i rifugiati che hanno bisogno di aiuto perchè sono stati costretti a scappare dalle loro terre per vari motivi, ad esempio la guerra.

Dopo una decina di minuti si è collegata Rihab, una ragazza di religione islamica che vive in Italia. Ho subito notato che nonostante non fosse italiana parlava benissimo la nostra lingua.

Prima di iniziare a parlarci dell’islamismo, Rihab ci ha chiesto cosa sapevamo già. Noi eravamo tanto preparati perché questo argomento lo avevamo già affrontato in storia, infatti sia lei, sia padre Giuseppe ci hanno fatto i complimenti.

Poi Rihab ha parlato della sua religione.

Come prima cosa ci ha detto cosa volesse dire la parola “Islam” ovvero “sottomissione”, poi ci ha parlato delle regole fondamentali che tutti i fedeli islamici devono rispettare, note come i “5 pilastri dell’Islam”.

Il primo è testimoniare la propria fede e credere che Allah è il Dio unico e Maometto è il suo profeta.

Il secondo pilastro è pregare cinque volte al giorno, ovunque ci si trovi basta che sia un luogo pulito e tranquillo. Ci sono due preghiere che si possono fare; inoltre, per pregare, le donne si devono coprire il capo con il velo mentre gli uomini devono coprirsi dalle ginocchia all’ombelico. Prima della preghiera si deve fare il richiamo alla preghiera che può fare solo una persona ovvero il muezzin. I bambini non devono per forza pregare, gli adulti sì. Se capita di scordarsi di pregare bisogna rimediare al più presto. Credo che se io fossi una musulmana mi dimenticherei di pregare ogni volta ed infatti ammiro tanto i musulmani per questo.

Il terzo pilastro è dare l’elemosina a persone povere.

Il quarto pilastro è di praticare il Ramadan, ovvero il digiuno dall’alba al tramonto, durante il nono mese del calendario arabo e non c’è una data precisa di inizio. I bambini possono non digiunare fino ai 10 anni, questo avviene anche con le persone malate, gli anziani e le donne in periodo post-parto. il fatto che i bambini non devono per forza digiunare mi sembra giusto, perché hanno bisogno di crescere.

L’ultimo pilastro è recarsi almeno una volta in pellegrinaggio alla Mecca considerata la città santa della religione Islamica. Vorrei tanto andare anche io in alla Mecca per vedere le moschee e gli altri monumenti perché dalle foto mi sembrano tanto belli.

Di solito in questa religione le donne devono indossare il velo ma questa è una scelta propria, quindi non vuol dire che se una ragazza non ha il velo non è credente.

Questo incontro mi è piaciuto tantissimo perché io e i miei compagni abbiamo avuto l'opportunità di conoscere di più questa interessante religione. È stata un’esperienza bellissima e Rihab è stata gentilissima e molto chiara con il linguaggio.

Non vedo l’ora che nei prossimi anni si svolga un nuovo incontro per conoscere una nuova religione.

Daniela Lumanglas