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Senza pietà Una multinazionale nell'era della globalizzazione

Il colosso globale

Nell'immagine di copertina, la sede centrale dell'azienda.

Nestlé è un’azienda multinazionale svizzera che opera prevalentemente nel settore alimentare, con un fatturato che supera i sessanta miliardi di euro.

Buona parte di ciò che oggi si mangia e si beve nel mondo è ormai prodotto da questo colosso globale o da un marchio controllato da esso: ogni cinque tazzine di caffè che si consumano sul pianeta Terra, una è prodotta da Nestlé.

Sono prodotti Nestlé diversi tipi di latte in polvere, tra cui il Nidina, i Corn flakes e tutte le principali marche di cereali per la colazione, il Nesquik, il Nescafé, le bibite Sanpellegrino, la pasta Buitoni, i cioccolati Perugina, il Kit kat, gli Smarties, numerose acque minerali, tra cui Panna, Vera e Levissima, le principali marche di tè in bottiglia, le più diffuse marche di cibo per animali, tra cui Friskies, molte marche di gelati, tra cui Motta e Antica gelateria del corso, e poi il Formaggino Mio, il Fruttolo, il dado Maggi e centinaia di altri prodotti.

Alcuni dei marchi Nestlé

La Nestlé nelle campagne promozionali si presenta come un'azienda che promuove il benessere e la felicità dei consumatori (good food, good life -dice il suo motto, con contorno di uccellini), in realtà si tratta di un'azienda che ha operato in modo particolarmente spregiudicato e aggressivo, sfruttando il lavoro minorile e impiegando OGM (organismi geneticamente modificati) nella realizzazione di molti prodotti.

Spregiudicato = privo di scrupoli e di preoccupazioni di carattere morale
Uccellini e belle parole
La realtà: good food, ma non per tutti; good life, ma non per tutti

Un cammino inarrestabile

Intorno al 1860, il farmacista Henri Nestlé (svizzero, ma di origine tedesca) sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto salvò la vita di un bambino, e fu presto venduto in tutta Europa. Nel 1866 fu così fondata la Nestlé.

Rapidamente l'azienda crebbe fino a possedere fabbriche negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Spagna. Durante la prima guerra mondiale aumentò la richiesta di latte in polvere, e la produzione della Nestlé andò alle stelle.

A guerra finita, la Nestlé iniziò a espandersi nel settore della produzione del cioccolato, che oggi rappresenta la seconda attività più importante dell'azienda.

Alcune barrette Nestlé a base di cioccolato

La seconda guerra mondiale portò all'invenzione di un nuovo prodotto di enorme successo, il Nescafé, che venne inizialmente utilizzato dall'esercito degli Stati Uniti e poi divenne un prodotto di massa, consumato in tutto il mondo.

Un manifesto che "festeggia" i 75 anni del Nescafé

La fine della seconda guerra mondiale fu l'inizio di una fase di forte crescita. Nel 1947 la Nestlé si fuse con la Maggi (produttrice di condimenti e zuppe), in seguito si espanse anche in settori diversi da quello alimentare acquisendo pacchetti azionari della L’Oreal, produttrice di cosmetici.

Nella prima metà degli anni novanta, la nascita del mercato globale fornì alla Nestlé nuovi importanti mercati nei quali espandersi. Oggi la Nestlé commercia in tutto il globo e da tutto il globo ricava materie prime per i suoi prodotti.

E io non compro più niente

Fin dagli anni Settanta, la Nestlé è stata oggetto di numerose critiche per i suoi comportamenti poco rispettosi dell'ambiente e dei diritti degli operai.

I movimenti di opposizione a questa azienda, iniziati in diversi paesi, sono approdati all'istituzione di un International Nestlé Boycott Committee ("Comitato internazionale per il boicottaggio della Nestlé").

Boicottaggio = Pratica messa in atto per ostacolare e danneggiare l'attività di un'azienda o di una persona; nel caso di un'azienda non si comprano, ad esempio, i suoi prodotti e si invitano gli altri a fare altrettanto.
Un manifesto che promuove il boicottaggio della Nestlé

Il latte criminale

La Nestlé viene accusata di una politica commerciale irresponsabile per quanto riguarda la promozione di latte in polvere per neonati nei Paesi del terzo mondo, condotta soprattutto attraverso una massiccia campagna pubblicitaria secondo la quale il latte in polvere sarebbe "più sicuro", più civile e moderno dell'allattamento naturale al seno, roba invece da terzo mondo.

Il latte in polvere è però costoso, le mamme di questi Paesi pertanto tendono a diluirlo eccessivamente, in modo da "farlo durare", senza rendersi conto che così non nutrono adeguatamente i loro piccoli. Ma c'è di peggio: siccome il latte artificiale va diluito con acqua, e l'acqua sterile è difficile da trovare in tanti paesi poveri, le mamme finiscono per prepararlo usando acqua sporca o infetta, mettendo seriamente a rischio la salute del neonato.

A parte il martellamento pubblicitario, la Nestlé si è ingraziata medici e strutture ospedaliere con regali e tangenti, in modo che essi promuovessero l'uso del latte artificiale (un medico, con la sua autorevolezza, influenza fortemente i comportamenti delle madri, quindi convincere un medico significa assicurarsi praticamente tutte le sue pazienti). Tutto ciò è testimoniato da Aamir Raza, ex funzionario della Nestlé in Pakistan, che ha denunciato i comportamenti della multinazionale per la quale lavorava.

Intervista ad Aamir Raza

Secondo l'UNICEF, la sostituzione dell'allattamento materno con il latte in polvere porterebbe nei paesi del terzo mondo alla morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno.

E a volte dentro c'è di tutto

Bambini schiavi del cacao

Nel 2005 la Nestlé e le sue aziende fornitrici sono state denunciate per l'uso di manodopera ridotta in schiavitù, testimoniata da un caso di minori costretti a lavorare in piantagioni di cacao della Costa d'Avorio gratuitamente dalle 12 alle 14 ore al giorno, con poco cibo, poco sonno e frequenti percosse.

La cernita dei semi del cacao

L' Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che 284.000 minori lavorino nelle coltivazioni di cacao nell'Africa Occidentale, soprattutto in Costa d'Avorio, dove Nestlé è la terza compratrice mondiale.

Nel 2001 la Nestlé ha firmato un impegno, il Protocollo sul cacao, sulla base del quale il suo cioccolato avrebbe dovuto essere prodotto senza lo sfruttamento di manodopera minorile o del traffico di esseri umani. Il Protocollo, secondo un rapporto dell'International Labor Rights Fund pubblicato nel 2008, non sarebbe stato rispettato.

Mani di un bambino alle prese con i frutti del cacao

OGM

Nell'agosto 2004 un test di Greenpeace riscontrò per la prima volta la presenza di organismi geneticamente modificati in una confezione di Nesquik.

Greenpeace = Organizzazione non governativa, ambientalista e pacifista, fondata a Vancouver nel 1971. È famosa per la sua azione in difesa dell'ambiente, del clima e delle balene, e contro la diffusione degli OGM.

Nel 2013 Greenpeace ha effettuato una nuova ricerca, dalla quale è risultato che i seguenti prodotti Nestlé contengono OGM:

• Alimentazione infantile: tutti i prodotti.

• Alimenti per animali domestici : Nido, Friskies, Vital, Felix, Equilibrio, Elite, Nutrizione, Beneful, Gourmet, Tonus.

• Preparati o conservati : Maggi, Buitoni, Costa, Solis, Nestlé, il cuoco.

• Bevande: Nesquik, Nescafe, Nestlé, Bonka, Eko, Ricore.

• Cereali per la colazione : Chocapic, fitness, Fibre1, Estrellitas, Golden Grahams, Crunch, Cheerios.

• Prodotti congelati : Buitoni, Il cuoco.

• Cioccolato e dolci : Nestlé, Galak, Crunch, Kit Kat, Nesquik, Blues, Dolca.

• Gelati : La Lechera, Maxibon, Nestlé Extreme.

Dopo aver preso numerose multe e a causa della pressione dell'opinione pubblica internazionale, nel 2015 la Nestlé ha annunciato che i suoi prodotti, ma solo quelli destinati al mercato degli Stati Uniti, non conterranno più OGM.

Kit Kat: secondo la ricerca di Greenpeace, il popolare snack al cioccolato conterrebbe prodotti geneticamente modificati
Created By
vincenzo sciacca
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