Facebook a scuola? Conoscere per educare - di Enrico Marani e jenny poletti riz

Gli insegnanti devono usare Facebook?

In Italia gli utenti Facebook sono quasi 30 milioni, con un tasso d'utilizzo dell'85% tra tutti gli utenti internet (fonte Vincos) Molte persone ormai non partono più nemmeno da Google per cercare informazioni o notizie, ma vanno direttamente su Facebook, Twitter e gli altri social.
Immagine tratta da vincos.it
Si tratta di "una massa di persone mai raggiunta in Italia da un servizio web"

Ma gli insegnanti sembrano non amarlo molto: siamo la categoria che lo usa meno in Italia? Questo è un bene?

Gli adolescenti sono molto poco attenti ai problemi di privacy e di sicurezza.In generale, la maggior parte delle persone trascura la privacy su internet e non fa nulla per proteggere la sicurezza dei suoi account, ma i ragazzi più giovani sono particolarmente superficiali. Solo il 10% degli adolescenti utenti dei social media afferma di essere preoccupato per la privacy dei propri dati.

Gli insegnanti devono conoscere i social per educare

E' vero che la popolarità di Facebook tra gli adolescenti sta diminuendo a favore di Instagram e Whatsapp ma è ancora significativa. Inoltre è possibile che inizino ad usarlo più tardi: questo ci dà un vantaggio educativo, permettendoci di intervenire a formare prima che sia già tardi.

Facebook e i social per insegnanti

Non siamo certo costretti ad usare Facebook e i social per condividere la nostra vita personale o per leggere gossip e guardare video di gattini, ma a nostro parere è consigliabile avere un profilo per imparare ad usare lo strumento, in modo da essere competenti e svolgere una funzione di guida per i nostri studenti. Anche per capirli meglio. Se vogliamo insegnare loro ad essere utenti corretti e consapevoli, dobbiamo esserlo noi prima di tutto. Inoltre Facebook può essere uno strumento molto utile per la nostra professione.

  • Possiamo usarlo per tenerci in contatto e collaborare più da vicino con i colleghi della scuola o del consiglio di classe, creando un gruppo chiuso/segreto
  • Esistono gruppi di insegnanti decisamente interessanti, utili per l'auto-aggiornamento e per la nostra crescita professionale
  • I gruppi di insegnanti su Facebook, oltre ad essere utili per l'auto-formazione, rappresentano importanti comunità di pratica, dove è facile ottenere risposte, suggerimenti, esempi di attività.
  • Parola chiave "documentare": io uso Facebook anche per documentare esperienze didattiche o momenti particolarmente significativi. Scrivere è per me occasione per riflettere e naturalmente per condividere con colleghi e genitori, soprattutto.

Privacy su Facebook - Conoscere per controllare

Facebook è un social media, ma abbiamo la possibilità di controllare, almeno parzialmente, la nostra privacy. Teniamo conto che ciò che pubblichiamo può comunque essere copiato e condiviso, come succede per qualsiasi altro contenuto postato sul web. Ma vediamo alcune caratteristiche di base importanti da conoscere per ciò che concerne Facebook.

Gli amici sono miei e li vedo solo io!

Piuttosto strategico, specialmente per i nostri studenti, insegnare come nascondere il numero e la lista di amici, ritenuti da molti parametri di popolarità/impopolarità. Vediamo come. Quando entriamo nel nostro account, clicchiamo su "Modifica il mio profilo" nel menu a sinistra, immediatamente sotto il nostro nome utente. Da li', scorrendo, arriveremo ad "Amici". Facciamo Bingo cliccando sulla minuscola matitina nella prima riga!

Le informazioni su di me

Possiamo decidere chi vede cosa. Ogni elemento è personalizzabile. Basta cliccare su "Informazioni", una delle sezioni principali sotto la nostra foto di copertina, e poi sulle varie voci clicco di nuovo sull'iconcina "Mondo" per modificare.

Decido io chi vedrà cosa (almeno in parte)

Importante ragionare prima noi e poi e far riflettere gli studenti su ciò che si pubblica, sui contenuti e sulla forma dei post. Ricordiamoci di settare l'opzione predefinita su "Amici" (da "impostazioni" e poi "Privacy"). Dopo aver selezionato dal menu la voce "Impostazioni", cliccando sull'icona nel menu di sinistra con la dicitura "Blocco" abbiamo la possibilità di selezionare "Lista limitata" per impedire ad alcuni contatti di vedere ciò che pubblichiamo per gli amici.

Liste: amici veri o contatti? A ciascuno il suo post

Se vogliamo possiamo anche creare diverse liste personalizzate di amici (famigliari, colleghi, ecc.): basta cliccare sulla voce di menu "Amici" a sinistra e poi su "Crea lista": quando andrò a pubblicare un post potrò scegliere se condividerlo solo con una lista.

Chi può pubblicare sul mio diario?

Possiamo deciderlo cliccando sull'icona del menu di sinistra con la dicitura "Diario e aggiunta di tag", raggiungibile sempre dopo aver selezionato "Impostazioni" dal menu principale.

Facebook e abusi

Facebook permette di bloccare gli utenti che ci infastidiscono e di segnalare abusi (da Impostazioni/blocco). Possiamo in questa sezione bloccare utenti, messaggi o inviti ad eventi.

Possiamo segnalare anche il singolo post che ci turba o ci danneggia cliccando sulla freccina di fianco, in alto a destra. Lo stesso possiamo fare con la singola foto, cliccando su "segnala foto" nelle opzioni.

Facebook e cyberbullismo

Prevenzione

Amici o non amici su FB?

In realtà la questione è complessa, più di quanto sembri. Credo che sia possibile per un insegnante consapevole e utente esperto di social, gestire in modo costruttivo l'amicizia con suoi alunni (dai 13 anni in poi, naturalmente).

I pro

  • Avere i propri studenti tra gli amici permette di conoscerli meglio come persone e instaurare una relazione educativa più efficace, ma anche di scoprire segnali di disagio
  • I social sono i "Luoghi" dove si trovano i nostri studenti e avere contatti con loro in questa piazza permette di ridurre il gap fra scuola e vita
  • Avere gli studenti tra gli amici se non si ha un sistema LMS permette di avere scambi anche con messaggi diretti e quindi di seguire gli studenti più da vicino da un punto di vista didattico, specialmente i più riservati e timidi
  • Avere un'amicizia su Facebook permette di insegnare la Digital Citizenship in contesto autentico, mostrando agli studenti cosa è appropriato e cosa no, intervenendo in situazioni reali e mostrando la strada con il proprio esempio
  • Le impostazioni legate alla privacy permettono di condividere con gli studenti, anche se inseriti tra i nostri amici, solo alcuni post (si possono creare liste) e di controllare la comunicazione, filtrandola opportunamente

I contro

  • C'è chi sostiene che sia necessaria una certa distanza tra insegnante e studente per mantenere la coscienza dei ruoli e questa potrebbe essere accorciata dall'amicizia sui social
  • Per docenti non esperti di social si potrebbe avere il rischio di intrusioni da parte degli studenti nella vita privata
  • Possibile sovrapposizione della sfera professionale e della sfera privata, anche nel caso di docenti esperti che utilizzino liste o doppi profili (profilo professionale, profilo personale) per la maggiore complicazione nelle procedure (possibili dimenticanze nei settaggi della privacy dei post)
  • Aumento delle richieste di intervento da parte di studenti, a volte difficili da regolare (diventare docenti 24/24?)

Facebook in classe?

Il gruppo segreto: un'esperienza

  • Classe: terza media, 90% degli studenti possiede e utilizza account FB
  • Dotazione: mixed mobile, dispositivi 1:1 in comodato d'uso
  • Ambiente: Google apps for Edu, ma niente Classroom o altro LMS
  • Esigenza: aspetto social per comunicazione e condivisione
  • Iniziativa: creazione di un gruppo Facebook segreto
  • Progetto didattico: condiviso e approvato dai genitori dopo accesa discussione in assemblea
  • Preparazione: regole condivise in classe e con i genitori, in una discussione sulla sicurezza e sugli aspetti educativi
  • Funzionalità: assegnazione compiti, scambio materiali, peer feedback, chiarimenti, rielaborazione, scambio con i genitori, comunicazioni di servizio
  • Aspetti positivi: utilizzo regolare da parte dei ragazzi che non devono loggarsi per accedere ad un LMS "solo per la scuola"; partecipazione attiva dei genitori con segnalazioni, suggerimenti, commenti; comportamento corretto dei ragazzi dopo le prime correzioni; condivisione e comunicazione immediate e funzionali; educazione alla cittadinanza digitale in contesto autentico ma protetto; documentazione dell'esperienza e trasparenza verso l'esterno (genitori informati); riflessioni e partecipazione attiva anche in classe da parte di studenti normalmente meno attivi e aperti; supporto alle relazioni e miglioramento del clima d'aula (solo se FB unito ad altre iniziative); condivisione con i colleghi di classe (quasi tutti)
  • Aspetti negativi: mezzo non pensato come LMS; difficoltà di reperire e ordinare materiali nello stream; mancanza di funzionalità specifiche (gestione compiti o altro).

Facebook per la didattica: educazione alla "cittadinanza digitale"

L'uso di Facebook in classe è utile prima di tutto perché ci consente di lavorare in modo autentico alla costruzione della cittadinanza digitale. In questo ambito gli studenti vanno guidati: hanno bisogno del nostro modello positivo e di un'istruzione esplicita e mirata su comportamenti virtuosi. Non bastano infatti i percorsi gestiti nelle scuole da esperti esterni che mettono in guardia contro i rischi dei social. Ci vuole una "pars costruens" e solo la scuola può offrirla. Chi altri?

Tre proposte di attività

  • Creazione di un regolamento e progetti legati alla Netiquette: lo creano gli studenti a partire da spunti di riflessione dati dai docenti, da materiali offerti da Facebook stesso o reperiti sul web (eventualmente postati sul gruppo FB di classe); regolamento può essere riferito all'uso del gruppo di classe o semplicemente a cosa fare e non fare su Facebook. L'attività si può gestire in modalità PB (Project Based Learning) a partire da una Driving Question e con un prodotto finale rivolto ad un vero pubblico (un volantino? una proposta di regolamento da estendere ai compagni di altre classi? una pagina Facebook? una guida per studenti e insegnanti?)
  • Usi costruttivi di Facebook (diario + discussione): far riflettere gli studenti sugli usi utili e su quelli meno produttivi. Auto-osservazione (tengo un diario sul mio modo di utilizzare FB e condivido le osservazioni più significative con i compagni sul gruppo) e discussione guidata usando lo stesso mezzo (meta-discussione). Alla fine gli studenti possono produrre una pagina Facebook sul tema, con esempi e loro riflessioni, ma anche con infografiche e altri prodotti digitali (video, interviste, ecc.). Anche qui il PBL è la modalità più indicata.
  • Gruppo Facebook di classe per un meta-debate (anche per il testo argomentativo): l'insegnante posta le tesi o domande su cui dibattere nei post (ad esempio: I genitori dovrebbero avere accesso alla pagina Facebook dei figli?). Gli studenti devono postare commenti articolati secondo indicazioni del docente (lunghezza, presenza di dati, tipologie di argomentazioni)

Facebook per compiti autentici

  • Creazione e aggiornamento (da parte degli studenti) di una pagina Facebook legata ad un evento o ad un'iniziativa organizzati dalla scuola o dalla classe: si può chiedere agli studenti di ideare anche l'iniziativa. Per esempio i miei studenti avevano pensato di contrastare una catena terribile diffusa proprio sui social (le Nek nominations) con una simile per modalità ma diversissima negli intenti: le Kindness Nominations, sempre pubblicizzate tramite la pagina da loro creata. La stessa cosa si può fare per svariate iniziative, all'interno di progetti gestiti preferibilmente in modalità PBL

Facebook per trovare risorse e comunicare

  • Far seguire agli studenti pagine di giornalisti, scrittori, politici, scienziati per ricercare informazioni, anche in modo guidato. Proporre sempre forme di rielaborazione o di discussione, anche sul gruppo Facebook di classe
  • Far entrare in contatto gli studenti con esperti di vari settori, attraverso le loro pagine. Proporre loro interviste o chat.
  • Far ricercare informazioni o far svolgere visite guidate utilizzando le pagine di Musei, località o altro
  • Far creare sondaggi che gli studenti possono poi sottoporre a parenti ed amici per ottenere risposte con facilità
  • Far contattare classi in altri paesi per comunicare in un'altra lingua e migliorare le skills degli studenti

La settimana"Unplugged" per riflettere e documentare

Credo sia utile proporre ai ragazzi diverse modalità per utilizzare in modo costruttivo i social, ma ritengo anche importante riflettere insieme a loro in modo critico sulla loro capacità di starne lontani e vedere che effetto fa. Quindi l'anno scorso, a partire dalla provocazione di una scrittrice, Manuela Salvi, abbiamo iniziato ad interrogarci e infine ho lanciato una sfida: la settimana della 3D "unplugged".

I ragazzi hanno tenuto dei diari e hanno documentato il tutto, poi abbiamo commentato e riflettuto insieme ed è stato interessantissimo. Tra le altre cose gli studenti hanno scoperto l'esistenza dei campanelli! Credo che ogni classe come gruppo trarrebbe beneficio da un'esperienza simile condotta tutti insieme, fatta oggetto di discussione e rielaborazione.

Facebook per la produzione di contenuti e la "content curation"

  • Far curare agli studenti la pagina Facebook della classe (con aggiornamenti per genitori o compagni assenti legati ad attività, uscite, compiti, progetti e informazioni)
  • Far curare agli studenti la pagina Facebook della scuola: creare una redazione formata da studenti di diverse classi oppure far gestire la pagina a turni ad una classe alla volta (notizie su eventi, progetti e iniziative della scuola con i commenti degli studenti)
  • Far creare agli studenti pagine fittizie di personaggi storici, scienziati o letterati, in modo da rielaborare con creatività contenuti appresi e sfogare la loro voglia di Fake
  • Creare dei gruppi/club letterari in cui gli studenti si scambiano commenti, recensioni di libri, notizie su autori e consigli di lettura
  • Far creare e curare agli studenti la pagina Facebook legata ad un contenuto specifico (un evento legato all'attualità, un fenomeno, una corrente artistica o letteraria): in essa gli studenti raccolgono risorse, articoli, video e li commentano, rielaborandone i contenuti

Suggerimenti per minimizzare i danni e massimizzare i benefici

  • App o software per limitare il tempo sui social: per insegnanti e studenti
  • E quando troviamo un contenuto che ci interessa su Facebook? Possiamo salvarlo per tornarci in seguito, cliccando sulla freccina in alto a destra del post o del video e selezionando "Salva".
  • Se invece ci interessa seguire una discussione nata a partire da un post senza parteciparvi possiamo cliccare sulla freccina in alto a destra e poi su "Attiva le notifiche per questo post"
  • Se usi Facebook in classe con gli studenti gira frequentemente tra i banchi (vietato stare alla cattedra e avere i banchi disposti in file). Verifica che gli studenti siano sulla pagina del gruppo e stiano usando Facebook solo quando richiesto: discuti con loro di ciò che è consentito e ciò che non lo è in anticipo.

Ora tiriamo le fila!

Dopo questa carrellata su due Social media, quali sono le vostre conclusioni? Provate a discuterne a coppie e poi annotate le vostre riflessioni su questa lavagnata virtuale creata con Padlet.

Chi tra voi è "tech savy" e sa usare lo strumento o non teme l'uso di strumenti nuovi, può inserire sul padlet il link ad una presentazione creata sul momento con Haikudeck (o altro strumento affine e altrettanto rapido) , dal titolo "Social a scuola" così costruita:

  • 5 slides
  • 5 immagini
  • 5 parole chiave
Grazie per l'attenzione!

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