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È L’unica terra che abbiamo Giorgia Bordini, Ilaria Polverini e Angelica Ricci - Fellini 2C

Il 22 aprile è l'Earth Day, una giornata dedicata alla Terra e alla promozione della sua salvaguardia. La parola d’ordine della manifestazione di quest’anno è “Restore Our Earth”, e tra gli obiettivi della campagna ci sono la riforestazione, l'agricoltura rigenerativa, il cibo sostenibile e la rimozione della plastica. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 Paesi del mondo.

Poiché siamo noi tutti a fare la differenza, è importante essere consapevoli di come possiamo migliorare la condizione dell’ambiente e fare un passo avanti. È urgente essere sempre informati su ciò che sta avvenendo al pianeta Terra, e darsi da fare per porre fine al suo sfruttamento da parte del genere umano. Le emergenze ambientali che minacciano ogni forma di vita terrestre sono numerose, tra queste una delle più pericolose è l'inquinamento causato dall’eccesso dei rifiuti, al quale si aggiungono i danni causati dalle polveri sottili che portano alla morte di molte persone. Ancora oggi molta dell'energia prodotta proviene dalla combustione di petrolio e carbone che sprigionano numerosi elementi inquinanti nell'aria tra cui l'anidride carbonica tra i maggiori responsabili, dell'effetto serra. Fortunatamente da alcuni decenni gli uomini hanno capito che è necessario utilizzare altre fonti energetiche che siano rinnovabili, come le energie pulite altrimenti dette energie verdi. Come abbiamo già scritto, per l’ambiente sono pericolosi anche i rifiuti generati dal nostro stile di vita consumistico: per esempio, una volta veniva data una seconda vita agli oggetti danneggiati facendo delle riparazioni perché nel secolo scorso il risparmio era un valore. Oggi, invece, non ci pensiamo due volte a buttare le cose anche perché gli oggetti sono prodotti seguendo il criterio dell’obsolescenza programmata, proprio perché vengono costruiti con l’intento che si rompano o si rovinino in fretta, inducendo le persone a gettare via gli oggetti appena si guastano producendo così una quantità importante di rifiuti. Le tonnellate di rifiuti accumulati ovviamente vanno eliminate ma bisogna essere consapevoli che l'eliminazione dei rifiuti non si conclude buttando un sacco nel cassonetto, il vero problema viene dopo, ovvero come smaltirli senza inquinare l'ambiente. Poiché le discariche andranno via via eliminate, i rifiuti dovranno essere separati potenziando così la raccolta differenziata. Ma le persone che contestano gli inceneritori poiché pensano che siano inquinanti, propongono altre soluzioni, cioè riciclare il 100% dei rifiuti. Si tratta della strategia “RIFIUTI ZERO”, ma se non tutti riescono a realizzare questa strategia, se ne propone un’altra: le 5 R, che sarebbero RICICLARE, RIDURRE, RIUTILIZZARE, RIPROGETTARE e RESPONSABILITÀ. È fondamentale capire che noi possiamo frenare questo processo che può portare alla morte di molti degli esseri viventi, e i rimedi sono tanti e devono essere percorsi tutti nel modo più veloce possibile.