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TRIDUO PASQUALE venerdì SANTO 10 aprile

Il Venerdì Santo contempliamo il grande mistero della Croce. Ai piedi della Croce, segno per eccellenza dell'umiliazione dell'uomo e della misericordia di Dio, la Chiesa si raccoglie in preghiera per elevare un'intercessione che abbraccia tutta l'umanità e fa memoria della vivificante passione e morte del suo Signore, entrando così nell'attesa silenziosa del Sabato Santo.

Mettiti alla presenza del Signore. Fai spazio al silenzio contemplativo: «Concedimi, Signore, il dono del silenzio nell'ascolto della tua Parola e nella contemplazione del tuo Volto. Il tuo Santo Spirito plasmi il mio cuore e lo renda tua stabile dimora, nell'indicibile dolcezza del tuo mistero d'amore. Amen».

Prenditi qualche minuto e osserva in silenzio l'immagine. Quali emozioni suscita in te? quali particolari 'attirano' la tua attenzione? La associ ad una parola, un episodio della tua vita, un luogo, una situazione particolare... una frase della Scrittura? Fai scorrere i pensieri, liberi, fatti portare da essi. Se vuoi, annota su un foglio ciò che emerge... basta una parola chiave!

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, Incoronazione di spine

Soffermati su alcuni particolari...

  • Gli aguzzini sono vestiti in abiti contemporanei, la scena è indeterminata nel luogo e nel tempo... la passione di Cristo non è un fatto lontano nel tempo, essa continua oggi nelle sofferenze del mondo. Dio non solo soffre nella sofferenza dell'uomo, ma è Egli stesso deriso, umiliato, tradito e abbandonato.
  • Il volto reclinato e abbandonato di Cristo prefigura gli ultimi momenti dell’agonia sulla Croce. Egli tiene passivamente tra le dita la canna esercitando una pressione minima... Gesù non si è opposto violentemente ai suoi accusatori, in obbedienza al Padre, ha donato liberamente la sua vita, per amore. La vita non gli è strappata contro la sua volontà.
  • Il corpo di Cristo, incorniciato nel manto purpureo, sembra separato da tutto; i bastoni che dovrebbero colpirlo sembrano non toccarlo; la scelta di una postura frontale, la raffigurazione di un fisico muscoloso, che non mostra ferite e non è stremato dai colpi dei torturatori, prefigura la Risurrezione.
  • A sinistra di spalle c’è un uomo in armatura, con un cappello piumato che osserva la scena avvicinandosi a Cristo. L’espressione del suo volto rimane a noi sconosciuta perché completamente avvolto nell’ombra, possiamo solo guardare la postura del suo corpo e cosa ci trasmette... ciascuno di noi può immedesimarsi in questo personaggio, può osservare da vicino questo tragico evento, prendere posizione...

Leggi con attenzione il passo del Vangelo di Luca che ci consegna gli ultimi incontri, le ultime parole di Gesù. Prova a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggio, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. Lascia affiorare il tuoi sentimenti, le tue emozioni, ciò che senti, senza censure, senza giudizi.

Dal Vangelo secondo Luca

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest'uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

Confronta la Parola di Dio con la tua vita: pensieri, desideri, sentimenti, decisioni. Se ti sono d'aiuto utilizza gli spunti seguenti per meditare il brano.

Gesù muore in totale, perfetta, amarissima solitudine. Le persone che avrebbero potuto capirlo, che avevano motivi per essergli almeno vicino, non lo sono. Il popolo sta a vedere, i capi lo scherniscono, i soldati lo beffeggiano, persino uno dei malfattori appesi alla croce lo insulta. Tutto sembra dirgli che è una morte assurda, che non serve a niente; è un gesto sbagliato e per questo nessuno lo sostiene.

Gesù sceglie di non scendere dalla croce, per testimoniare che il Dio che dà la vita, il Dio che è a servizio dell'uomo, il Dio che è Amore. Di fronte alla contestazione massima, definitiva, quella che riguarda la sua missione alla quale vuole essere fedele fino in fondo, Gesù reagisce esclamando: «Nelle tue mani, Padre, affido la mia vita». Così testimonia il Dio a cui ci si affida a occhi chiusi, il Dio nel quale siamo invitati noi stessi a deporre la nostra vita, il nostro passato, il nostro presente e il nostro avvenire.

La domanda fondamentale che emerge da questa scena e da questa parola di Gesù è: a quale Dio credo? Al Dio da cui posso sperare un certo successo, una certa alleanza, di cui mi posso servire a mio vantaggio? Oppure credo al Dio che dà la vita se affido a lui tutto me stesso, il mio progetto di vita e il mio futuro? Credo al Dio che mi saprà ridare la vita al centuplo, anche se l'evidenza sarà la morte perché la certezza è la vita con il Risorto?

Quando il Signore ci guida verso il culmine delle preghiera, che è preghiera di affidamento, di consegna della nostra vita nelle sue mani, allora abbiamo raggiunto l'atteggiamento fondamentale, primario e sorgivo dell'esistenza, perché l'esistenza dell'uomo è affidarsi e sapersi fidare. Il bene che si fa nel mondo viene dal fatto che qualcuno va oltre il calcolo, oltre la misura, oltre la pura razionalità. (Carlo Maria Martini)

Sosta qualche minuto in adorazione silenziosa della Croce. Esprimi il tuo amore riconoscente e la tua fede in Gesù.

Durante la preghiera, quando sentirai che è il momento giusto, compi un piccolo gesto di adorazione: traccia sulla fronte, sulle labbra e sul cuore un segno di croce, chiedendo che i tuoi pensieri, le tue parole e le tue scelte siano da Lui illuminate e accompagnate. Così prendi su di te quella croce, dici a te e a Lui che è qualcosa che ti riguarda.

Di null’altro mai ci glorieremo se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore: egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati.

Fa', o Gesù, che la tua croce sia sempre presente nelle nostre giornate e divenga la strada per camminare nell'amore e nel perdono verso tutti. Donaci di arrenderci senza riserve nelle tue mani di crocifisso, in cui risuona il senso dell'esistenza umana, della storia e del cosmo.

Fa', o Signore, che la potenza impotente della croce si mostri, ancora una volta e sempre, più forte del male che ci minaccia, dei molteplici peccati presenti nella vita degli uomini e della società, perché con il tuo sangue hai redento il mondo!

Illumina i nostri cuori con la luce del fuoco della tua croce, così che ci sia dato di unirci intimamente a te, di partecipare alle tue prove e di capire il senso delle nostre prove quotidiane.

Contemplando Gesù in croce porta al Padre i bisogni e le necessità di tutta l'umanità.

Per la santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra.

Per il nostro santo padre papa Francesco: il Signore gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa.

Per il nostro vescovo Lauro, per tutti i vescovi, presbiteri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.

Per tutti i fratelli che credono in Cristo e non appartengono alla chiesa Cattolica; il Signore Dio nostro conceda loro di vivere la verità e di professarla.

Per gli ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell'amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza.

Per coloro che appartengono ad altre religioni perché, illuminati dallo Spirito Santo, possano entrare anch'essi nella gioia della salvezza.

Per coloro che non credono in Dio perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero.

Per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace.

Preghiamo Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine. Allontani le malattie, in particolare il virus che oggi fa soffrire tanti. Scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza ai migranti, la salute agli ammalati, ai morenti la gioia eterna.

Padre nostro...

Concludi questo momento di riflessione e di preghiera ascoltando questa meditazione di don Tonino Bello.