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Cartoline da Riposto VIAGGIO NELLE MERAVIGLIE DELLA NOSTRA CITTà

L'origine di Riposto

Il nome Riposto, secondo accurati studi storici, deriva dalla vocazione commerciale della zona, che aveva fatto sorgere un luogo attrezzato quale deposito (per "riporre") per le botti e le merci da spedire via mare. La storia di Riposto ha avuto nel suo rapporto con il mare il principale fattore di sviluppo, anche se, dal punto di vista demografico, le sue fortune furono legate alla nascita e allo sviluppo della Contea di Mascali. Sin da tempi antichi, Mascali e le sue grandi estensioni terriere appartenevano alla Mensa episcopale di Catania che li concedeva in gabella. Nel secolo XVI, queste terre furono costituite in Contea ed il vescovo di Catania divenne così Conte di Mascali. In quel periodo, Catania era sovrappopolata e pressava demograficamente il territorio di Acireale. Gli Acesi, nella necessità di spingersi a nord, verso la ricca pianura mascalese, cominciarono a richiedere al Conte quelle terre e per poi poterle subaffittare con canone raddoppiato. Altre comunità si unirono ai coloni in quest'insediamento che in parte si stabilì nella fascia costiera ripostese ove sorgevano già le "capanne-pagliai" dei pescatori e delle loro povere famiglie; capanne sparse inizialmente attorno all'antichissimo tempio, forse di origine proto-cristiana chiamato "l'Anticaglia di S. Giovanni" (attuale chiesa Madonna della Lettera) sito a circa mille passi a sud "dell'Arzanà". Così alla fine del secolo XVI, i tre gruppi (coloni, pescatori e barcaioli-costruttori) si fusero creando il primo nucleo di una nuova comunità che prese il nome di Riposto da "Res Ponere".

La Marina di Riposto

L’Istituto Tecnico Nautico è nato con Riposto ed è espressione della cittadina di Riposto, in quanto strettamente legato al tessuto connettivo della cittadina ed alla sua crescita culturale e sociale. È tra le più antiche scuole nautiche di Italia. Ferdinando I di Borbone, il famoso re nasone, con Reale Iscritto datato 12 febbraio 1820 istituiva a Riposto una scuola nautica per capitani di cabotaggio e d’altura.

Il nautico però non sorgeva per la generosità del re, ma per l’impegno dei commercianti ripostesi che nel 1819 avevano chiesto al governo borbonico l’istituzione di una scuola nautica, obbligandosi al mantenimento della stessa.

Il porto di Riposto, detto anche Porto dell'Etna o Marina di Riposto, è una moderna e complessa struttura portuale composta di un porto turistico e di un porto commerciale e da pesca a servizio dell'hinterland dell'area nord della Provincia di Catania.

La Chiesa di San Pietro

La basilica di San Pietro è la chiesa madre di Riposto.

L'altare del Crocifisso è in marmo e legno

La Pescheria

Le corse dei cavalli a Riposto

La Chiesa della Madonna della Lettera

La Chiesa della Madonna della Lettera (patrona di Messina), è stata la prima chiesa di Riposto: è stata costruita in epoca arabo-normanna, ma al giorno d’oggi si presenta notevolmente rimaneggiata in quanto ha subito diversi rifacimenti: in epoca spagnola, nel Settecento e infine dopo la seconda metà dell’Ottocento. Al suo interno sono custoditi un dipinto di Giuseppe Zacco raffigurante la Madonna della Lettera che sostituisce un'icona bizantina ormai perduta. Particolare la cripta dove, durante l’alta marea, l’acqua si alza e si abbassa.

L'industria ripostese delle botti.

Si racconta che intorno all’anno 1100, periodo della dominazione araba in Sicilia, alla Kalsa, antico quartiere della città di Palermo, vivesse una bellissima fanciulla. La ragazza trascorreva le sue giornate quasi esclusivamente in casa, dedicandosi alla cura delle piante che ornavano il suo balcone. Un giorno, passando per la Kalsa, un giovane moro vide la bella ragazza intenta ad annaffiare i suoi fiori, e subito se ne innamorò. Decise di volerla tutta per se e, senza indugio, entrò in casa della ragazza per dichiararle il suo amore.

La fanciulla, colpita da quell’ardito e intenso sentimento, ricambiò l’amore del giovane, ma quando seppe che questi l’avrebbe presto lasciata per tornare nelle sue terre in Oriente, dove l’attendevano moglie e i figli, approfittò della notte e lo uccise mentre giaceva addormentato. La ragazza gli tagliò la testa, e con questa fece un vaso dove piantò una pianta di basilico. Infine lo mise in bella mostra fuori nel balcone, affinché l’uomo rimanesse per sempre con lei.

Il basilico crebbe rigoglioso, grazie alle lacrime che la fanciulla vi versava giornalmente, destando però l’invidia di tutti gli abitanti del quartiere che, per non essere da meno, si fecero costruire dei vasi di terracotta a forma di testa di moro.

La granita siciliana

Granita al cioccolato con panna
Granita al pistacchio con panna
Granita di mandorla con panna
Brioches "col tuppo"

Abbiamo preparato per voi la granita al limone!!

Pronti per gustare un'ottima granita!!!

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