Tutto è numero La scuola pitagorica e i numeri figurati

A Pitagora, la cui nascita si fa risalire intorno al 570 a.C., a Samo, nel Mar Egeo, si può attribuire la fondazione dell'ARITMETICA (dal greco Arithmòs= Numero) con la quale, mediante i Numeri, è possibile spiegare ogni cosa: dal mondo che ci circonda al moto degli astri, al succedersi delle stagioni, dalle armonie della Musica al ciclo della vegetazione.

Samo, nel Mar Egeo

Per Pitagora il Numero è tutto, è l'elemento di cui tutte le cose sono costituite. I Numeri erano divisi in pari e dispari, positivi e negativi, maschili e femminili. L'ordine e la perfezione stanno dalla parte dei numeri dispari, mentre, al contrario, il disordine ed il male stanno sempre dalla parte dei pari. I pitagorici svilupparono un vero e proprio culto del numero, immaginando che ciascun numero possedesse attributi particolari.

  • Il numero 1 è il generatore dei numeri e il numero della ragione
  • Il numero 2 è il primo numero pari o femminile
  • Il numero 3 è il primo vero numero maschile, il numero dell’armonia
  • Il numero 4 è il numero della giustizia o del castigo
  • Il numero 5 è il numero del matrimonio
  • Il numero 6 è il numero della creazione
  • Il numero 10 è il più sacro di tutti (sacra decade), il numero dell’universo: tetractys
Tetractys

La sua visione del cosmo era per quei tempi rivoluzionaria, in quanto spiegava agli allievi che al centro dell’universo esisteva il Fuoco Centrale e intorno a questo Fuoco ruotavano in orbite circolari perfette la Terra, la Luna ed il Sole, più i pianeti allora conosciuti, emettendo una musica armoniosa.

Cosmologia per Pitagora

I numeri venivano rappresentati con ”unità-punto”, “atomi- matematici” detti anche “monadi” disposti in modo che ad ogni numero corrispondesse una figura geometrica: i Numeri triangolari e i Numeri quadrati sono un esempio.

I Pitagorici chiamavano perfetto ogni numero che fosse uguale alla somma dei propri divisori compreso l’1 ma non il numero stesso; 6 = 1 + 3 + 2; 28 = 1 + 2 + 4 + 7 + 14; 496 = 1 + 2 + 4 + 8 + 16 + 31 + 62 + 124 + 248. Quelli che superavano la somma dei loro divisori erano chiamati eccessivi, mentre al contrario quelli che non la superavano erano chiamati difettivi.

Dicevano amicali due numeri tali che ciascuno era uguale alla somma dei divisori dell’altro; per esempio 284 e 220 sono amicali dal momento che la somma dei divisori di 220 è 1+2+4+5+10+11+20+22+44+55+110=284, mentre la somma dei divisori di 284 è 1+2+4+71+142=220.

Pitagora fondò una scuola a Crotone, in Magna Grecia, alla quale erano ammesse anche le donne, fatto assai strano per quell’epoca! Era una sorta di società segreta dove venivano imposte delle regole di vita molto rigide ad es. erano tutti vegetariani. La scuola era vissuta come una specie di clan segreto dove non si poteva entrare se non dopo aver fatto giuramento di segretezza. Le regole erano ferree:

  • nessun membro del gruppo avrebbe mai potuto rivelare agli estranei le discussioni fatte in gruppo
  • le scoperte di un membro del gruppo sarebbero state divulgate solo come scoperte della scuola dei Pitagorici.
  • Appena fatto il giuramento veniva impresso su palmo della mano il simbolo della scuola dei Pitagorici: la stella a cinque punte che conteneva la proporzione aurea.
La stella a cinque punte e la proporzione aurea

Ma quindi nella scuola pitagorica erano ammesse anche le donne? Come fu possibile in una società che escludeva totalmente la donna dalla vita pubblica relegandola ad una sorta di reclusione casalinga totalmente subordinata? Forse lo si deve ad una perfetta alchimia che si dovette instaurare tra le idee innovatrici di Pitagora e le doti intellettive e la voglia di emancipazione di sua moglie Teano e di sua figlia Muia.

Le donne nella Scuola pitagorica

Diogene Laerzio afferma che ai suoi tempi, III sec. d.C., (circa otto secoli dopo Pitagora) si trovavano ancora delle copie di libri scritti da Teano. Anche se si trattava probabilmente di apocrifi, il fatto lascia comunque affiorare quanto valore il mondo antico attribuisse al contributo di Teano alla scuola pitagorica. Soprattutto se si considera il fatto che, da quel che sappiamo, Pitagora non lasciò alcuno scritto.

Created By
Maria Sgrò
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