Non solo tetti Parkour, oltre i luoghi comuni

Sono passati trenta minuti da quando il campanile della chiesa di Sant'Anna situata in via Azuni a Cagliari ha ricordato a tutti gli Stampacini che le undici sono passate da un pò: quindi il mio ospite si fa attendere. Nel mentre, lungo le antiche vie di Stampace, tra il rumore delle auto, il battere e il raschiare di Carmelo all'interno del suo laboratorio di cornici, tra le voci dei passanti e dei turisti che si addentrano nei quartieri storici, iniziano a farsi sentire i profumi sublimi della cucina italiana.

Proprio nel momento in cui i miei pensieri vengono catturati dal buon odore di soffritto che si espande a macchia d'olio per via Carlo Buragna e che mi fa immaginare un sugo fatto con i pomodori dolcissimi di Pula, proprio allora il batacchio della mia porta tuona tre volte, quasi a farmi ricordare che ho una linea da recuperare e che quel rosso sugo devo cercare di dimenticarlo.

Finalmente il mio ospite, protagonista di questa nuova storia, si è fatto vivo. Lui ventun anni, quasi ventidue, io sicuramente qualche anno di più; lui salta, corre e si arrampica come se fosse un incrocio tra Spiderman e l'uomo da sei milioni di dollari, io quando scendo le scale di corsa per far star zitto il gatto che miagola affamato sembro l'uomo da due euro con troppa ruggine depositata nelle giunture; lui Tarzan e io Cita ubriaca; lui Luca Grasso e io.. bè già mi conoscerete... spero!

Sei in ritardo di ben trenta minuti, c'è il fuso orario tra casa nostra?

Scusa, sono il cultore del benessere. Di mattina devo farmi anche un pò di acqua con zenzero e miele.

Perché?

Perché ha proprietà antinfiammatorie, l'ho imparato da mia mamma. E' importante avere un certo equilibrio sia fisico che mentale.

Mi rendo conto che confrontare le mie abitudini pseudo salutiste con le sue non fa altro che accuire i mie dolori articolari e amplifica il mio sconforto, quindi decido di orientare immediatamente la nostra conversazione verso la strada maestra.

Luca è nato il 13 maggio del 1995 a Cagliari da mamma sarda e da papà siciliano; ha fatto il suo primo vagito sotto il segno del Toro, per il calendario cinese sotto il segno del Maiale. Scout da tantissimo tempo, amante del buon cibo (e qua capisco l'ironia dei cinesi) e della musica Rock, studente universitario presso la facoltà di scienze motorie e quindi in definitiva cultore del benessere, insomma tutti i nodi vengono al pettine.

L'impegno investito in tantissime ore settimanali di allenamento e le sue attenzioni per il benessere hanno portato Luca ad affacciarsi al mondo del Parkour, famosa disciplina grazie alla quale ha potuto trovare l'equilibrio fisico e mentale di cui aveva bisogno e in definitiva è potuto diventare un giovane tracciatore, che badate bene non ha nulla a che fare con un giovane elettricista pagato per segnare le tracce lungo le quali verrà steso un impianto elettrico.

Corre voce che tu sia un tracciatore, cosa vuol dire? In cosa consiste?

Deriva dal francese traceur, perché il nome parkour ha origine da parcours che significa percorso. quindi essere tracciatore non vuol dire preparare le tracce per gli impianti elettrici ma tracciare i percorsi che si fanno nel parkour.

Tracci i percorsi con i gessi? (mi lancio in domande di ogni genere perché stare accanto a Luca fa sembrare tutto più divertente, però mi rendo conto anche che il suo non è solo un passatempo ma una vera e propria passione, uno stile di vita che si sta orientando sempre più verso una professione)

Niente gessi, al massimo un pò di sangue sui muri quando tutto non va come programmato. Battute a parte quando devo tracciare un percorso il primo step che affronto è capire qual è il punto "a" e quale il punto "b", ovvero l'inizio e la fine del percorso. Mentre mi sposto lungo questi punti mi adatto agli ostacoli che trovo all'interno, iniziando così a capire i movimenti più veloci ed efficienti per affrontarlo.
...al massimo con un pò di sangue sui muri quando tutto non va come programmato.

Come scegli le location dove svilupperai un percorso?

si potrebbe pensare che ci siano alcuni spot (appunto i posti dove si sviluppa un percorso) che sembrano fatti apposta per allenarsi, ma in realtà il parkour si può praticare ovunque perché quello che conta sono i movimenti che si compiono per muoversi all'interno di un dato percorso.

Come hai scoperto il Parkour?

Nel lontano 2008 quando un pomeriggio passato su you tube con mio fratello - invece di studiare???? ero alle medie ahahah- ci imbattemmo in vari video in cui delle persone saltavano dai tetti, e continuando a vedere tutti i video correlati sono finito a scoprire il parkour. Solo nel 2010 ho provato ad avvicinarmi a questa disciplina.

Come nasce la voglia di fare Parkour? Perché sono passati due anni?

Mi sono avvicinato in punta di piedi un pò per gioco e un pò per curiosità, anche perché non ero un ragazzino desideroso di lanciarsi a capofitto da una parte all'altra. Anzi forse ci pensavo anche troppo.

Perché è uno sport pericoloso? Lo chiedo perché anche io ho visto dei video e non ti nascondo che a tratti certi salti mi sembrano assurdi. Mi sembra si rischi tanto.

Dipende. Dall'esterno posso capirlo perché uno non conosce tutta la preparazione che c'è dietro e nei video che girano su internet ci sono solo i salti migliori, che sono solo la punta dell'iceberg. per me che sono praticante il rischio c'è in ogni salto, solo che l'esperienza e la sicurezza delle proprie capacità lo rendono minimo e in alcuni casi lo annullano proprio.

Quali pericoli si corrono in questa disciplina? Che consigli daresti e quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato?

secondo me uno dei pericoli più grandi è l'incoscienza che ti fa credere di essere in grado di eseguire un salto quando magari sei pronto solo mentalmente ma non fisicamente. Uno dei consigli che do oltre ad allenarsi nella tecnica e fare molta preparazione fisica - Spinaci??? no, pizza e birra ahahah - Quando ho iniziato eravamo veramente pochi, in più molte cose che adesso conosciamo e insegniamo non si sapevano, infatti può capitare che qualche ragazzo che viene da me in palestra in tre o quattro mesi raggiunga il livello che magari io ho raggiunto in due anni, quindi avere qualcuno con cui allenarsi e confrontarsi è sicuramente un grande aiuto.

Quindi insegni?

certo! questo è il terzo anno di insegnamento e ne sono molto soddisfatto. oltre che vedere i ragazzi che vengono da me per allenarsi e divertirsi con il parkour, mi piace vedere nascere e crescere le amicizie che si formano nel gruppo.

Quale messaggio trasmette il parkour?

Nasce come disciplina non competitiva, di conseguenza non vedrete mai gare ne tantomeno premi per il più forte. l'unica vera competizione è con se stessi. infatti una cosa che dico sempre ai ragazzi è di non scoraggiarsi se magari non arrivano all'obiettivo prefissato perché tanto se arrivano a fine giornata con qualcosa in più di ieri hanno vinto lo stesso - quindi senza perdere organi? è un traguardo anche quello.

Tutti possono fare parkour?

Si. l'importante è diventare migliori di come si era ieri sera, quindi per ovvie ragioni non vedrete mai un anziano saltare da un palazzo ad un altro, perché i suoi standard fisici non glielo permettono, però se questi limiti gli permettono al massimo di salire cento scalini quello è per lui arrivare al massimo.

IL parkour implica solo correre e saltare?

No, il parkour è migliorarsi costantemente, capire quali sono i propri limiti e superarli. Sfatiamo un mito perché anche guardando certi film si potrebbe pensare che praticare questa disciplina implichi vivere una sorta di esperienza estrema, un pò come l'arrampicata libera.
IN realtà frequentando determinati eventi mi è capitato di passare la maggior parte del tempo a fare piegamenti e quadrupedia piuttosto che saltare tra i muretti. Poi comunque è anche vero, come in tantissime altre discipline (vedi calcio e calcetto), che all'interno ci siano diverse sfumature, ad esempio c'è chi vive questa disciplina come una forma di spettacolo, e quindi farà determinati movimenti, e c'è chi invece la pratica come forma di potenziamento fisico.
Infatti tengo a ricordare che il parkour trae origine proprio dal movimento naturale di george hébert.

Hébert parla di collegamento tra corpo e mente, pensi che il parkour venga praticato solo per il corpo?

no, perché secondo me anche se inizialmente sei attratto dall'aspetto teatrale o dai benefici fisici, alla fine la tua mente finisce sempre per connettersi e svilupparsi insieme al tuo corpo.
Quindi più si allena il corpo e più aumenta l'energia, la volontà, il coraggio, la freddezza la fermezza.

..e perché non giocare a basket o a calcio?

Perché per giocare a calcio o a basket serve solo una palla.

Con quest'ultima esplicita dichiarazione chiudiamo l'intervista di Luca. Saluto il mio ospite e mi lancio nella preparazione del mio pseudo pranzo dietetico.

Testo e foto di Marco Ciampelli

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