Serigrafia LA STAMPA ROCK'N'ROLL

La serigrafia è un metodo di stampa che utilizza una matrice (un tessuto fissato su una cornice di legno o metallo) sulla quale viene impressa un'immagine, tramite una particola emulsione, che successivamente può essere stampato su una moltitudine di materiali con specifici colori.

Il termine "serigrafia" deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "γράφειν" (grapho, scrivere), dato che i primi tessuti che fungevano da tessuto per serigrafia erano di seta.

In ambito commerciale è usata principalmente per stampare immagini su tessuti, T-shirt, cappelli, CD, DVD, gadget, penne, matite, banner, ecc....

Le caratteristiche della stampa serigrafica sono:

  • la versatilità, in quanto si presta sia alle tirature molto basse e ai formati grandissimi (con formatura e stampa manuale), sia alle tirature elevate, con impianti altamente automatizzati.
  • la possibilità di stampare su qualsiasi tipo di supporto, anche su quelli fragili e assolutamente non assorbenti;
  • la possibilità di stampare su supporti e oggetti comunque sagomati: piani, cilindrici, sferici, ovali, ecc.;
  • la possibilità di trasferire sul supporto spessori molto elevati di inchiostro, ottenendo pellicole molto coprenti, resistenti all’abrasione e alla luce.

Può essere utilizzata per decorare qualunque materiale: carta, plastiche, vetro, marmo, ceramica, metalli, polipropilene, legno. Questa tecnologia può essere applicata anche su oggetti tridimensionali ed è in grado di offrire stampe molto durevoli e coprentissime.

Enamelled Glass by Theresa Easton

La diversa definizione delle tipologie di serigrafia dipende dalle procedure e dagli obiettivi:

  • la serigrafia tessile include tutte le specialistiche applicazioni per gli innumerevoli supporti definiti tessuti;
  • la serigrafia artistica/grafica è quella normalmente intesa per stampa pubblicitaria o di illustrazioni e grafici o disegni;
  • la serigrafia artistica è sia tecnica artistica che modalità operativa per riprodurre opere più vicine possibile all’originale;
  • la serigrafia industriale per applicazioni di decorazione funzionale e non solo decorativa (pannelli di comando, segnaletica stradale ecc.).

Storia della stampa serigrafica

L'origine della stampa serigrafica è antichissima: pare che i Fenici già sperimentassero la tecnica dello stencil. La tecnica si sviluppò ulteriormente in Giappone, dove si iniziarono ad utilizzare dei intessuti prima con capelli e in seguito con la seta, applicando lacche sulla matrice.

Il processo serigrafico moderno venne invece ideato da Samuel Simon nei primi anni del Novecento, in Inghilterra. L'idea venne poi adottata da John Pilsworth a San Francisco che nel 1914 usò la tecnica serigrafica per comporre stampe multicolore anel modo in cui le facciamo ancora oggi.

Durante la Prima guerra mondiale, la tecnica divenne molto popolare: venne utilizzata come processo industriale per stampare bandiere e stemmi.

In ambito artistico, la serigrafia ha avuto larga diffusione nel Novecento, in particolare tra gli artisti della Pop Art statunitense. Nell'immaginario collettivo abbiamo tutti certamente presente le opere di Andy Warhol e Roy Lichtenstein, i più celebri esponenti di questa corrente artistica che hanno fatto della serigrafia una delle loro caratteristiche più riconoscibili.

Andy Warhol

Il processo di stampa

Il processo di stampa può sembrare inizialmente un po' complesso o macchinoso, basterà ripeterlo un paio di volte per padroneggiarlo e iniziare a capirne i limiti e sfruttarne le possibilità!

Il procedimento della serigrafia è detto permeografico in quanto utilizza forme di stampa costituite da tessuti a maglie fitte, lasciate permeabili all’inchiostro nelle zone corrispondenti ai grafismi e rese impermeabili nei contrografismi.

La stampa viene ottenuta premendo, con una racla di gomma, l’inchiostro ad attraversare le maglie aperte, in modo da depositarlo supporto sottostante.

il procedimento in breve

  1. si prepara la pellicola fotocopiando o stampando il grafismo su di essa;
  2. si prepara il telaio stendendo l’emulsione uniformemente e su entrambi i lati;
  3. si pone la pellicola sul telaio;
  4. attraverso un sistema di sottovuoto che fissa la pellicola al tessuto gelatinato, si illumina la matrice con una potente sorgente luminosa ultravioletta (5000W), procedimento analogo alla impressione delle lastre offset;
  5. il telaio che contiene la matrice viene lavato con un getto d’acqua con l’obiettivo di rimuovere l’emulsione gelatinosa sulle parti che non hanno ricevuto luce. Il lavaggio rimuove la gelatina lasciando le parti libere di tessuto di stampa dove poi fluirà l’inchiostro;
  6. asciugata quindi la matrice, si isola la cornice del telaio con del nastro adesivo;
  7. si inserisce il telaio sulla giostra serigrafica automatica, semi–automatica o manuale, quindi si procede con la messa a registro;
  8. si versa il colore sul telaio e con la racla si esercita la pressione necessaria per far passare l’inchiostro da un lato al lato opposto della matrice facendolo depositare sul supporto;
  9. si elimina il colore rimasto sul telaio (recuperandolo quando possibile);
  10. si lava il telaio solo dal colore (se il telaio andrà riutilizzato in futuro) o procedendo con gli appositi solventi per rimuovere la gelatina e recuperare completamente il telaio.

Il telaio

Il telaio serigrafico è realizzato con un tessuto di filato finissimo e regolare, ad armatura tela, teso su una cornice di alluminio, ferro o talvolta legno. Originariamente di seta, attualmente vengono utilizzati al suo posto nylon o poliestere. I moderni tessuti hanno struttura superficiale liscia con maglie regolari, cosa indispensabile per una permeabilità uniforme dell’inchiostro e per la pulitura dei telai dopo la stampa. Può essere preparato per lavorare in piano o in rotativa.

Se nel disegno non ci sono dettagli troppo fini (al di sotto dei 0,3 mm) va bene un telaio con tela a 55 fili, solitamente per la stampa su t-shirt va benissimo, perchè la stampa non necessita di una definizione troppo alta e si deposita una buona quantità di inchiostro. Per disegni con molti dettagli o tratti sottili conviene una filatura maggiore che garantisce una migliore definizione del disegno ma con un deposito di inchiostro inferiore. In questo caso si può rimediare dando più passate di inchiostro.

Dice antico proverbio cinese: il telaio è tuo amico, trattalo con rispetto! :)

Gli Inchiostri

Caratteristica fondamentale degli inchiostri serigrafici è la loro tissotropia, la capacità cioè che ha un liquido di variare la sua viscosità sotto l’azione di forze meccaniche (o al variare della temperatura) e di tornare allo stato precedente al cessare dell’azione meccanica (e alla temperatura precedente). Questa proprietà permette all’inchiostro di attraversare le maglie del tessuto del telaio solamente sotto la pressione esercitata dalla racla da stampa e di rivenire quasi immediatamente alla viscosità precedente senza allargarsi troppo sull’oggetto da serigrafare e senza colare dal telaio. Si ottengono così la precisione nei dettagli, l’elevata coprenza e l’uniformità di stampa.

Distinguiamo generalmente due categorie di inchiostri ed emulsioni: quelli ad acqua e quelli a solvente.

Con inchiostri ad acqua (che non necessitano di cottura, adatti alla stampa su t-shirt anche per i più inesperti) la filatura massima consentita è 77 fili, mentre per tutti gli altri tipi di inchiostro si può stampare senza limiti di filatura.

gli inchiostri

Alla fine delle lezioni ricordatevi: il laboratorio deve essere pulito e in ordine, come (o meglio di!) come l'abbiamo trovato.

Alcuni link utili:

Qualche domanda? :)

Credits:

Created with images by eryn.rickard - "Revealing"

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