IL GELSO NERO FAMIGLIA: Moraceaee

ASPETTO: albero con fogliame deciduo alto fino a 8(10)m, con chioma globosa espansa, densa, di colore verde carico; tronco corto, massiccio largamente ramificato, con ramuli pubescenti; corteccia brunastra, screpolata e reticolata, rotta in tante piccole squame.

FOGLIE: da ovate e lanceolate a cuoriforme fino a 12x15 cm, con margine dentato, ruvide sulla pagina superiore pubescenti su quella inferiore.

FOGLIA DEL GELSO

FIORI: sia ermafroditi che unisessuali, in amenti cilindrici giallo-verdasti di 2-4 cm. Fiorisce in Aprile-Maggio.

FRUTTI:Le more prodotte dall’albero di gelso hanno ottime proprietà e un sapore dolce e succoso. Questo frutto non ha trovato fama perché di scarso interesse commerciale: i frutti hanno una rapida deperibilità e nonostante il sapore e le caratteristiche nutrizionali, le more di gelso non hanno raggiunto la popolarità che meriterebbero.Le proprietà del Gelso

La mora del gelso ha ottime proprietà! I frutti maturano in giugno luglio (per il gelso bianco) e tra agosto e settembre (per il gelso nero) e possono essere impiegati sia da mangiare come le classiche more, sia per la preparazione di crostate, marmellate, centrifugati, muffin…. Quando consumati tal e quali, possono essere serviti con una spolverata di zucchero, una spruzzata di limone e… per chi non bada a calorie, anche un po’ di panna. Anche se nella cultura culinaria non è introdotto, il gelso è l’ingrediente principale di molti dolci tradizionali, è il caso del Tronchetto di Gelso, dolce tipico del Nepal.

HABITAT: Il gelso è stato importato dall’Oriente per l’allevamento del baco da seta, più precisamente, è stato importato l’albero di gelso nero dalla Persia (l’attuale Iran) e solo in seguito è stato adottato anche il gelso bianco, importato dalla Cina nel lontano Medioevo.

DIFFUSIONE:L’albero di gelso potrebbe essere coltivato in giardino anche per le sue qualità ombreggianti: le foglie cadono precocemente agli albori dell’autunno consentendo ai raggi del sole di filtrare, al contrario, la pianta inizia a riempirsi di foglie in tarda primavera, quando il sole è ancora gradevole. Chi alleva galline potrebbe pensare di coltivare un albero di gelso nella zona del pascolo, la pianta procurerebbe la giusta ombra d’estate e alimenterebbe gli avicoli con i frutti caduti.

GELSO ROSSO DELLA NOSTRA SCUOLA

LA COLTIVAZIONE DEL BACO DA SETA:

Il baco da seta è un insetto dell’ordine dei lepidotteri,famiglia Bombicidi, genere Bombyx ,specie Mori.

Le tappe fondamentali della vita del baco sono 4:uovo,larva,crisalide, farfalla. Con la schiusa delle uova, inizia la fase larvale , i bachi appena nati misurano circa 3 mm e iniziano subito a mangiare la foglia di gelso tagliata finemente.

Seguiranno 4 "mute" durante le quali il bacolino cresce, dorme e cambia pelle.

Giunti alla fine della quinta età larvale, il raggiunto circa 9 cm di lunghezza ed è pronto per iniziare la "salita al bosco" e la costruzione del bozzolo, formato da un unico filamento serico che può raggiungere una lunghezza di 2000 metri.

Chiusa dentro il bozzolo la larva si trasforma in crisalide e dopo circa 10 giorni sarà pronta ad uscire una bianca farfalla. Tutto il ciclo dura circa 45 giorni.

LA LAVORAZIONE DELLA SETA

Una volta raccolti i bozzoli dal bosco inizia il delicato processo di trattura, in cui il bozzolo viene scaldato in acqua bollente per eliminare lo strato gommoso che lo ricopre.

Una volta pronti si procede a cercare l’inizio della bava e si avvolge il filo tramite un aspo.

Successivamente per rendere il filo idoneo alla tessitura si hanno altri passaggi tra i quali i principali sono la torcitura e la sgomma

Tessuti di seta

CURIOSITÀ: Gelso bianco e gelso nero - la mitologia

Il gelso bianco (Morus alba) può vivere 4 secoli.

Il re normanno Ruggiero II introdusse il gelso bianco nel regno di Sicilia nel 1130.

Nel 1500 in tutto l'Italia era già diffuso. Precedentemente veniva coltivato nell'impero Bizantino, dove il gelso bianco era attivato dalla Cina attraverso la Persia.

Fino al VI secolo la Cina aveva invaso l'Europa con le sue sete che i romani e i bizantini pagavano a peso d'oro. La via della seta attraversava tutta l'Asia centrale e attraverso numerosi intermediari arrivava in Europa. Per lungo tempo si pensò che la seta fosse prodotta dagli alberi, fino a quando nel 555 due monaci (a rischio della propria vita) portarono nei manici dei bastoni alcune uova del bombice del gelso, i cui bruchi sono i bachi da seta.

I cinesi lo conoscevano da 3.000 anni; le cronache narrano che verso che verso il 2.700 a.C. l'imperatrice Si-Ling-Chi, dopo aver osservato dei piccoli bruchi che mangiavano le foglie di gelso bianco che tessevano dei bozzoli sericei in cui si chiudevano per diventare crisalidi, ebbe l'idea di allevarli per trarre profitto dalla loro seta lucente.

Per i suoi frutti si coltivava (prima del gelso bianco) il gelso nero (Morus nigra L.) con foglie e frutti di colore scuro.

In Grecia si conosceva la mora viola/nerastra chiamata Sykaminon, nome derivato da Sukè , il "fico" o più correttamente moron, frutto del rovo.

Secondo Plinio e Dioscoride, il gelso costituiva una cura contro la diarrea. combatteva i parassiti intestinali e le foglie tritate e con l'uso di un po' d'olio venivano applicate sulle ustioni.

Nella metamorfosi di Ovidio, il gelso nero tratta della drammatica storia di due giovani babilonesi: due giovani si amavano teneramente e si trovavano spesso presso una fonte all'ombra di un albero di gelso. Di nascosto, perchè le famiglie come nell'opera di Shakespeare "Romeo e Giulietta" contrastavano questa unione. Un giorno Tisbe (nome della giovane innammorata) arrivata per prima alla fonte, scorse una leonessa e fuggì spaventata, lasciando cadere il velo che la ricopriva. La belva lacerandolo lo arrossò del sangue di una preda che aveva precedentemente uccisa. Poco dopo arrivò Piramo (nome del giovane) trovò il velo e credette che Tisbe fosse morta per colpa sua. Disperato si trafisse il cuore e il suo sangue schizzò le more del gelso. Quando Tisbe tornò e vide l'accaduto maledì l'albero: "porterai per sempre frutti scuri in segno di lutto per testimoniare che due amanti ti bagnarono con il loro "sangue" e si trafisse con la stessa spada usata da Piramo.

Da allora i frutti del moro nero prima bianchi poi rossi, quando maturano assumono un colore porpora scuro.

Dipinto che ritrae Tisbe e Piramo

Se Ovidio attribuisce a questa leggenda un'origine asiatica è perchè il gelso nero proviene da Sud, nel Caucaso, dal Mar Caspio, dall'Armenia e dall'Iran del Nord. Da lì, la sua coltivazione fu diffusa in nord-Africa, poi nella Spagna e in Italia, ma la seta ottenuta è di scarsa qualità.

Samuele e Sabina

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