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Silicon Valley La contraddittoria fabbrica del futuro

In questo luogo, che coincide con la parte meridionale della Baia di San Francisco, 250.000 tra scienziati e tecnici informatici fabbricano quotidianamente il futuro, guadagnando stipendi da capogiro con la convinzione di contribuire alla nascita di un mondo migliore. Basta però girare lo sguardo dietro le sedi immense ed abbaglianti delle grandi compagnie per trovarsi avviluppati in una rete di contraddizioni: una prodigiosa ricchezza accanto alla miseria, disperata e senza soluzione, dei senzatetto.

All'interno della Silicon Valley ci sono una ventina di città piccole e grandi, la più importante delle quali è San Jose, in cui complessivamente vivono circa quattro milioni di persone. La crescita industriale dell'area è iniziata già al tempo della seconda guerra mondiale, con l'insediamento di centri di ricerca militari nei quali si mettevano a punto le armi più sofisticate. Negli anni '70 è arrivato il mondo dei microchip, ossia l'altissima tecnologia, e da allora questa valle ha smesso di essere un semplice luogo geografico ed è entrata nel mito. La parola "silicon" (silicio, in italiano) inizialmente si riferiva proprio al fatto che nella regione c'era una grande concentrazione di fabbricanti di semiconduttori e di microchip (entrambi basati sul silicio).

L'area è oggi sede di colossi industriali in vario modo legati alla tecnologia informatica e a internet: Apple, Microsoft, Google, Adobe, Facebook, Asus, Yahoo, Mozilla, Netflix, Huawei...

I luoghi

La Baia di San Francisco

La Baia di San Francisco è un estuario poco profondo dove sfociano importanti fiumi della California, come il Sacramento, per gettarsi poi nell'Oceano Pacifico.

È situata nello Stato della California (USA), circondata da una ricca e popolosa regione, dominata dalle grandi città di San Francisco e San Jose, e lambita a sud dalla Silicon Valley.

La Baia è attraversata da 7 ponti, il più famoso dei quali è il Golden Gate Bridge, che sovrasta lo stretto attraverso il quale l'Oceano Pacifico comunica con lo specchio d'acqua interno.

Il Golden Gate Bridge

San Jose

Abitata da circa un milione di persone, è la principale città della Silicon Valley. Ha un aspetto moderno dovuto non soltanto al suo eccezionale sviluppo economico ma anche ai terremoti, che hanno distrutto la maggior parte delle testimonianze del passato. San Jose si trova infatti nei pressi della faglia di San Andreas, responsabile di numerosi terremoti catastrofici

Uno dei luccicanti quartieri centrali della città

Cupertino

Cupertino è una piccola città di poco più di 50.000 abitanti, ma si può considerare il cuore economico e industriale della Silicon Valley perché qui hanno sede le aziende più importanti, come la Apple.

Cupertino: "Astronave madre", la nuova sede, appena ultimata, della Apple. L'edificio fu pensato e progettato fin nei minimi particolari da Steve Jobs poco prima di morire: un anello di 1,6 km di circonferenza, grande quanto il Pentagono, che ospita uffici, laboratori e un grande ristorante con 2800 posti a sedere.
L' "Astronave" Apple da un altro punto di vista.

In passato anche l'Olivetti, azienda italiana che oggi opera nel settore dell'informatica e delle comunicazioni, aveva a Cupertino un importante istituto di ricerca, l'Olivetti Advanced Technology Center.

Santa Clara

Sorge al centro della Silicon Valley, ha circa centomila abitanti ed è sede dei quartieri generali di Intel, Applied Materials, Sun Microsystems, NVIDIA, Netgear e numerose altre aziende high-tech.

Palo Alto

Palo Alto (nome spagnolo che significa "albero alto") è una città di 61.200 abitanti che sorge nel versante settentrionale della Silicon Valley, quasi a ridosso della Baia di San Francisco.

Una veduta aerea della città

La piccola città ospita sezioni dell'Università di Stanford e, naturalmente, i quartieri generali di molte compagnie ipertecnologiche come la HP.

La crisi, il carovita, i senzatetto

Dal boom alla crisi

Il boom dell’economia legata alla tecnologia informatica (la cosiddetta New Economy) ha fatto rapidamente esplodere il numero e la dimensione delle aziende insediate nella Silicon Valley. Alla fine degli anni novanta qui si progettava e si produceva il 30% di tutta la tecnologia elettronica mondiale. Nell'area, che attirava giovani laureati da tutto il mondo, la disoccupazione era praticamente inesistente. Un ingegnere che aveva la fortuna di lavorare nella Silicon Valley guadagnava stipendi altissimi (fino a quattro o cinque volte lo stipendio medio di un ingegnere italiano). Ma nel 2000 anche qui è arrivata la crisi economica che ha portato alla chiusura di oltre un migliaio di aziende e al licenziamento di circa centomila dipendenti. Nella zona di Santa Clara la disoccupazione è ancora, nonostante la ripresa economica, al 19%.

Ricchezza per pochi

Negli ultimi anni le grandi aziende che operano all'interno della Silicon Valley sono state duramente contestate, perché accusate di produrre una quantità enorme di ricchezza che si concentra nelle mani di poche persone, senza alcun vantaggio per la società. Nel 2014 durante alcune manifestazioni di protesta sono state tagliate le gomme degli autobus che trasportano i dipendenti di Google ed è stato occupato il quartier generale di Airbnb.

Affitti alle stelle

La presenza di aziende così importanti ha fatto innalzare enormenete i costi dei terreni e delle case. A Cupertino, nei pressi della nuova sede della Apple, per acquistare un appartamento si possono spendere anche 14.000 dollari al metro quadro. Di conseguenza anche gli affitti sono aumentati vertiginosamente. Molta gente, in modo particolare se non lavora in una delle grandi aziende hi tech, fugge perciò dalla Silicon Valley, perché la vita ha un costo ormai insostenibile.

The jungle

Nonostante sia la regione più avanzata al mondo, nella Silicon Valley non è raro imbattersi in senzatetto accampati per strada.

Nei pressi di San Jose i senzatetto avevano dato vita a un accampamento abusivo conosciuto come the jungle (la giungla), una baraccopoli fatiscente e malsana dalla quale le insegne al neon delle aziende supertecnologiche sembravano pallidi riverberi di un universo estraneo e lontano.. Nel suo momento di maggiore espansione, the jungle ospitava circa 350 persone in condizioni disperate.

Per molto tempo il Comune di San Jose ha ignorato l’esistenza della baraccopoli, ma quando i cumuli di rifiuti in decomposizione, i topi e la puzza insopportabile non gli hanno più consentito di far finta di niente, è intervenuto con il pugno di ferro: la "giungla" è stata sgombrata e l'area ripulita.

Non si sa che fine abbia fatto la gente che viveva in questa piccola città di rifiuti, cartone e lamiera.

Fare soldi o cambiare il mondo?

Se la Silicon Valley è il futuro, ci attende un mondo in cui il divario tra ricchi e poveri aumenterà enormemente, segnato da un capitalismo che si preoccuperà soltanto di accumulare soldi illudendo se stesso di operare per cambiare il mondo.

Il googleplex

Il Googleplex (gioco di parole fra "Google" e "complex", in inglese "complesso" in senso architettonico) è il patinato quartier generale di Google. Sorge a Mountain View, nei pressi di San Jose, non troppo distante dalla "giungla". Si tratta di 320 ettari di edifici nei quali lavorano più di 60.000 dipendenti che mediamente guadagnano 140.000 dollari all'anno.

L'interno dell'edificio è arredato in modo originale con lampade colorate, giganteschi palloni di gomma, divani rossi, blu, verdi e gialli, i colori sbarazzini del marchio aziendale. Vi si trovano anche numerosi servizi e luoghi di ritrovo per i dipendenti, come ad esempio ambulatori medici, bar e una sauna.

Il Googleplex visto dall'alto

Nell'immagine di sfondo, i giovanissimi dipendenti di Google che si recano al lavoro con la bici aziendale, anch'essa colorata come il marchio.

L'università di Stanford

Ritenuta una delle migliori al mondo, l'Università di Stanford si trova nei pressi di Palo Alto, quindi nel cuore della Silicon Valley. Vi insegnano più di 2000 professori, alcuni dei quali vincitori del premio Nobel, mentre soltanto 7000 sono gli studenti che la frequentano. L'ateneo può quindi vantare la media di un professore ogni tre studenti!

Nel 1969 ha partecipato al progetto ARPANET, precursore di internet. La vocazione per le nuove tecnologie si è mantenuta nel tempo, ed oggi Stanford offre la possibilità di conseguire, accanto alle lauree tradizionali in economia e giurisprudenza, anche prestigiose lauree nell'ambito dell'informatica e della cibertecnologia.

Sono stati studiosi di questo ateneo o alcuni loro ex allievi a creare compagnie come Google e Yahoo.

L'università di Stanford è dunque il vero motore intellettuale della Valley.

La Silicon Valley? Una "invenzione" degli italiani.

Stavolta non è un'esagerazione campanilistica, lo ha riconosciuto anche Bill Gates, fondatore di Microsoft: senza il fondamentale contributo degli ingegneri italiani la Silicon Valley non sarebbe mai diventata quel che è.

Un brianzolo a Palo Alto

Federico Faggin

Nel febbraio del 1968, a soli 27 anni, ancora fresco di laurea, Federico Faggin lascia Agate di Brianza, dove vive e lavora, e vola a Palo Alto per conto dell'azienda presso cui è impiegato, la SGS-Fairchild, produttrice di semiconduttori (oggi STMicroelectronics). Nel 1970 passa a lavorare per la INTEL e per conto di questa azienda realizza l'Intel 4004, il primo, rivoluzionario, microchip della storia.

A questo brianzolo di genio si devono anche l'invenzione degli schermi touch.

Bill Gates: "Prima di Faggin, la Silicon Valley era semplicemente una valle".

Non solo Faggin

Negli anni '70 e '80 la Olivetti, come hai già letto un po' sopra, fece crescere nella Silicon Valley un importante centro di ricerche da cui uscirono prodotti di avanguardia e molti ingegneri, che poi avrebbero fondato proprie aziende operanti nell'area.

Ecco alcuni nomi eccellenti.

Giacomo Marini: fonda la Logitech dove viene messo a punto il mouse a sensori ottici.

Pierluigi Zappacosta (studi perfezionati all'università di Stanford): fonda la Digital Persona, compagnia all'avanguardia nella tecnologia touch end go (riconoscimento delle impronte digitali).

Francesco Lacapra: fonda Peaxy, azienda che opera nel settore dei Big Data (algoritmi capaci di raccogliere, elaborare e organizzare una mole di dati colossale).

La Silicon Valley di Bangalore

Il progresso tecnologico mondiale e l'incalzante globalizzazione hanno contribuito allo sviluppo in tutto il mondo di altre aree simili alla Silicon Valley, che a volte, per analogia, vengono chiamate allo stesso modo. È quello che è successo a Bangalore (India meridionale), dove la concentrazione di compagnie che operano nell'informatica e nell'ingegneria aerospaziale ha fatto parlare di una Silicon Valley of Bangalore.

Dalla metà degli anni '80 Bangalore è diventata punto di riferimento internazionale per la produzione di software informatico grazie alla presenza di oltre 160 società produttrici di computer, tra cui Ibm, Helwett-Packard e Bull.

Gli uffici della IBM a Bangalore
Created By
vincenzo sciacca
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