Loading

Analisi Barcellona A spasso..con classe

Die Fahne von Spanien

Die Fahne von Spanien hat sechs Farben: rot, gelb, rosa, blau, weiß und grün.

Rot ist oben und unten. Gelb ist in der Mitte. Die Fahne hat ein Wappen in der Mitte links. Das Wappen ist rot, gelb,rosa, blau, weiß und grün.

Die Fahne von Barcellona

Die Fahne von Barcelona hat drei Farben: rot, weiß und Gelb. Unten links und Oben rechts gibt es viele Streifen. Die Streifen sind rot und gelb.

Oben links und unten rechts gibt es zwei Kreuze. Die Kreuze sind rot. Der Grund ist weiß.

"Un vero e proprio museo all’aperto"

Non appaia esagerato definire così Barcellona, ​​città mediterranea e cosmopolita che racchiude all'interno del tracciato urbano resti romani, quartieri medievali e le più belle espressioni del modernismo e delle avanguardie del XX secolo.

A plan of urban development

The history of Barcelona and its chessboard planimetry has precise historical and cultural reasons which help us to understand the urban development.

The growth of the middle class and its need of autonomy were in contrast with the presence of the walls.

In the 1850s the population grows thanks to the development of the harbors and the trade. The population is the highest all over Europe. The walls, which were built under King Philip, reduce its growth:

  • 69.500 habitants in 1750
  • 115.000 habitants in 1770
  • 130.000 habitants in 1800
  • 150.000 habitants in 1850

The walls are destroyed in 1854 in order to diminish the pressure of the overcrowding and to reduce the problems of hygiene. So, the government accepts the demolition of the walls.

The engineer Ildefonso Cerdà makes the cartographic survey and proposes to the government a town plan. Starting from the local problems Cerdà writes la Teorìa general de l’Urbanizaciòn in 1867.

He draws a plan of expansion based on the statistics elements: economic development, overcrowding and demographic growth.

The architect Rovira prepares a project: the city develops around a big square which connects the old town. The plan is composed by rings, which become bigger and bigger like circles. The form is that of a fan. In this way the city has separate areas, which are different from their distance from the centre and prestige.

Cerdà’ s project includes a new net of street and boroughs. The modern city must guarantee the same measure of the spaces of the houses. The roads are 20 mt wide. He bases his project on the MANZANA, a house of equal characteristics and measures (113 mt wide) with a surface of 12,370 mq.

This project isn’t created as Cerdà planned. There were some problems due to: the building of many houses with closed gardens and many parks and gardens weren’t built.

The structure is regular, divided into wide roads of 20 mt, with five diagonals (from 60 to 80 mt wide) which meet in a square which is to become the new centre (the roundabout of the Tower of Agbar).

In these we can find two tracks for the passers-by, two for the carriages, and one main track for the rail.

Die Sagrada Familia is aus Beton. Ihr Architekt heißt Gaudí. Der Mercado de la Boqueria is in der Rambla. Die Rambla ist eine wichtige Straße in Barcellona. Die Kirche Santa María del Mar. Der Architekt heißt Berenguer de Montagut. Casa Batllò. Ihr Architekt heißt Gaudí. Die Burg Castell de Montjuïc ist wichtig für die Geschichte der Stadt.

La Sagrada Familia di Barcellona è un’opera straordinaria, non è importante che sia incompiuta ma è già un grande simbolo quello che c’è già.

Sagrada Familia

La Sagrada Familia è stata realizzata il 19 marzo del 1882. Fu Antoni Gaudì a progettare questa cattedrale, ma Francisco de Paul posò la prima pietra nel 1882. La sua funzione era volgere un inno a Dio ed ogni pietra o colore doveva rappresentare una strofa.

Il progetto iniziale prevedeva che la Sagrada Familia fosse di dimensioni più piccole di quella attuale che misura 172,5 metri di altezza. La cattedrale vuole rappresentare la natività, lo stile si ispira alle forme della natura. Le quattro torri esterne ricordano i castelli di sabbia, al suo interno alte colonne si ramificano verso il soffitto decorato da stelle geometriche dando l’impressione di trovarsi dentro una foresta. Le vetrate con tonalità dall’azzurro al verde illuminano all’alba il portale della natività, mentre quelle di colore rosso e oro al tramonto illuminano il portale della passione.

Port Vell: alla scoperta del porto vecchio di Barcellona. Un buon punto di riferimento per iniziare a esplorare il porto vecchio, è la Rambla. Il Port Vell si trova proprio in fondo alla famosissima Rambla, dove si trova anche il Monumento a Cristoforo Colombo.

Porto Vell

È un porto che si affaccia sul lungomare di Barcellona e che fa parte del suo porto. Fu costruito come parte di un programma di rinnovamento urbano prima delle Olimpiadi di Barcellona del 1992 recuperando l'area in rovina coperta da magazzini vuoti, cantieri ferroviari e fabbriche in disuso. Oggi interamente rinnovato e modernizzato come un museo all'aria aperta. Nell’ antichità fu costruita da molti schiavi e persone molto ricche che avevano avuto la possibilità di andare in scuola prestigiose.

Inizialmente fu costruito con pietre ma con il passare del tempo il porto fu costruito con materiali duraturi all’acqua come metallo e cemento.

Il porto di Barcellona è tuttora molto famoso e importante per la città e i suoi visitatori. Annualmente attira circa 50.000 turisti e 20.000 persone arrivano al porto in crociera.

Park Güell

Park Güell was built in the 1900. It was designed by the famous architect Antonio Gaudì. It was a commercial disaster because it diden’t attract people. It is in Spain, Barcellona. The park is very big; 17,18 hectars of surface, and the entrance is at the bottom of the mountain. Its nature is of Mediterranean type characterised by sculputers and ondulating monuments.

The park Güell takes its name from a rich gentelmen Eusebi Güell a friend of the influential middle-class.

Barcellona è la città natale o di adozione di molte celebrità che hanno fatto grande la sua storia. Si tratta di personalità di spicco del passato artistico, promesse letterarie e anche vip moderne che hanno saputo conquistarsi una fetta del pubblico nel mondo dello spettacolo. Ci siamo concentrati su un personaggio in particolare, che è riuscito a raccontare in modo eclettico la sua arte, il suo mondo.

Pittore Mirò

Pittore e scultore, Joan Mirò nasce a Barcellona il 20 aprile 1893. Per volontà del padre frequenta una scuola commerciale ma contemporaneamente si iscrive ai corsi delle scuole di Belle Arti. A 17 anni inizia a lavorare come contabile in una azienda di Barcellona: questi sono gli anni più brutti della sua vita.

A causa di un esaurimento nervoso lascia il lavoro e si trasferisce nella tenuta di famiglia a Montroig. In seguito, una volta guarito, si iscrive alla Scuola d’Arte di Barcellona: qui ha la possibilità di conoscere altri pittori e storici dell’arte di quel tempo. Inizia la sua carriera disegnando con i carboncini e i disegni a china.

Già dai primi dipinti Mirò preferisce i colori decisi, i personaggi che dipinge sono grotteschi e i suoi lavori esprimono le cose che lui non sa spiegare a parole.

Negli anni ’20 arriva a Parigi, dove entra in contatto con esponenti della corrente Dada (Dadaismo), con le sue manifestazioni di pittura, poesia e letteratura insieme. Nel 1921 organizza la sua prima mostra: il quadro “La Fattoria” (1921-1922) è un’opera che rappresenta come l’artista proietta oggetti amati in un’atmosfera da sogno. Nel 1925 viene incluso nella prima mostra surrealista di Parigi. Con “Il Carnevale di Arlecchino” (1924 -1925) Mirò anima oggetti ed animali in una bellissima composizione.

Nel 1929 sposa Pilar Juncosa a Mallorca, e da quel momento alternerà la sua vita tra Spagna e Parigi. Negli anni successivi crea le sue prime ceramiche e negli anni ’40 si dedica a sculture in bronzo murale e litografie. Mirò non smise mai di lavorare nel suo studio, a Palma de Mallorca, fino a due anni prima della sua morte, nel 1983. Ancora oggi il suo laboratorio è rimasto esattamente come lo aveva lasciato lui. “Tutti i bambini sono nati artisti; il problema è come rimanere artisti una volta cresciuti”: così lo descrisse Picasso.

"Il Carnevale di Arlecchino"

L’opera fa parte del surrealismo e ne racchiude tutti gli aspetti con la fantasia dell’artista. Mirò crea una realtà surreale, un mondo parallelo al nostro. Alcuni elementi si ritrovano anche in altri dipinti: la scala, che rappresenta l’evasione; gli animali, che lui amava, come il gatto; il triangolo nero, che evoca la Torre Eiffel, dove viveva in quegli anni; la chitarra, simbolo di musica e di allegria; l’uomo seduto che fuma la pipa al centro del dipinto. Nel quadro si notano anche minuscole forme in un grande spazio vuoto, note musicali, oggetti fantastici, piccole figure indecise tra l’essere umano e l’animale ed infine un cerchio verde trafitto da una freccia sottile, posto su un tavolo, che simboleggia probabilmente un mappamondo.

È un dipinto realizzato ad olio su tela intorno al 1924-1925. venne creato nello studio di Blomet a Parigi. Oggi si può ammirare quest’opera alla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo (USA).

Mirò ha continuato a sperimentare ed è sempre rimasto coerente alla sua ricerca di evasione dalla realtà, rifugiandosi in una dimensione surreale in cui l’arte e il sogno vincono sugli eventi orribili accaduti durante la guerra, da cui più volte dovette fuggire.

Barcellona è una città viva, piena di monumenti, edifici antichi e moderni. Una città affascinante per le sue tradizioni, luoghi, palazzi e panorami mozzafiato. Con spazi verdi dedicati interamente alla natura, fa sentire a casa, perché in ogni angolo regala scorci di allegria e grande solarità. Famosa per i suoi personaggi come scrittori, architetti e pittori che rendono così caratteristica la città e che con le loro opere stupiscono i turisti che la visitano. È un luogo prediletto, che custodisce storia, leggende e arte come pochi al mondo.