Lev Davidovič Bronštejn Storia di un uomo che riunì il vigore dell'azione politica e del suo genio militare per la causa della rivoluzione russa

Più che mai di fronte al Centenario della Rivoluzione Russa (1917-2017), si rivela importante la memoria del Capo dell'Armata Rossa che contro ogni previsione riuscì a coalizzare un esercito proveniente da uno Stato assolutamente pre-industriale, povero ed emarginato dalla scena europea in una temibile armata unita da ideali politici e nazionalistici altamente coesivi. A tutto ciò si unisce la figura del politico: la sua evoluzione delle teorie marxiste sulla scia del bolscevismo e la critica allo stalinismo hanno da sempre rappresentato un'alternativa alla deriva dittatoriale stalinista dell'URSS.

Nel corso della sua travagliata vita, Lev fu costretto a fuggire numerose volte e per tale motivo assunse moltissimi falsi nomi (L'vov, Arbuzov, Vikentiev...) e uno di questi, in particolare quello che utilizzò per fuggire dal confino in Siberia insieme alla moglie e alle figlie Zanaida e Nina, sarà quello con cui diverrà universalmente noto: Leon Trotsky (nonostante la traslitterazione corretta dal russo fosse Trockij, lui si firmerà sempre in alfabeto latino come Trotsky) dal nome di un suo carceriere di Odessa.

Grande oratore, in grado di pronunciare discorsi capaci di smuovere le masse ("...ma tutti ammisero ch’egli possedeva un rimarcabile talento come oratore, avvertendo anche, certamente, che non di un pulcino si trattava, ma di una giovane aquila” dirà di lui Lunacharsky, Commissario del Popolo all'istruzione) oltre che scrittore di finissimo talento (ricordiamo le sue opere più importanti: La rivoluzione Permanente, opera che meglio descrive il suo pensiero, del 1929, Storia della Rivoluzione Russa del 1930, e La Rivoluzione Tradita del 1937; interessante notare come tutte queste opere fossero state scritte dopo il suo esilio ordinato da Stalin, personalità che Trotsky non smetterà mai, durante tutto l'arco della sua vita, di tentare di combattere, seppur sul piano ideologico), Lev nella sua vita assumerà i più svariati incarichi:

  • Nel 1897 fonda L'Unione operaia della Russia Meridionale, (organizzazione segreta che si occupava di distribuire opuscoli a metà tra marxismo e populismo per la denuncia delle iniquità) con cui pubblica un giornale clandestino: Nashe delo (La Nostra Causa), per colpa della quale sarà successivamente (nel 1898) incarcerato per violazione della stretta censura zarista.
  • Nel 1902, appena fuggito dal confino in Siberia, giunge a Londra dove conosce Lenin e prende subito parte alla redazione dell'Iskra (giornale socialdemocratico russo nato nel 1900) in cui dimostra grande fervore intellettuale e capacità redattoriali; alla frattura tra bolscevichi e menscevichi avvenuta nel 1903 durante il II congresso del POSDR prende inizialmente parte coi secondi, ma successivamente si alienerà le simpatie di entrambe le fazioni per iniziare il concepimento di una sua tesi in qualche modo gravitante a metà tra le due parti, che lo contraddistinguerà e lo renderà capace di un'evoluzione del pensiero marxista, ossia quella della Rivoluzione Permanente.
  • Nel 1905 fu leader del Soviet di Pietroburgo e appoggiò la rivoluzione armata dello stesso anno, motivi per cui fu incarcerato e, nel 1907 deportato a Obdorsk (oggi Salekhard), un piccolo villaggio nel Circolo Polare Artico all'estremo Nord della Russia, al tempo raggiungibile solo con le renne; o almeno, si tentò di deportarlo: difatti fuggì in maniera rocambolesca, gettandosi dal treno in corsa e fuggendo attraverso il gelo siberiano per giungere a Pietroburgo dalla moglie.
  • Nel 1908 rilancia un giornale di un gruppo menscevico ucraino, Pravda (dal russo per Verità) che cesserà la sua tiratura nell'agosto 1910 per essere poi ripresa dal neonato partito bolscevico russo come Nuova Pravda nel 1912.
  • Nel 1912 Lev parte come corrispondente della Guerra dei Balcani (1912-1913) per il quotidiano radical-democratico Kievskaia Mysl' (Pensiero di Kiev).
  • Nel 1917 entra a far parte del Comitato Centrale del Partito Bolscevico (divenendo Commissario del Popolo per gli Affari Esteri) e combatte il comandante e capo delle forze armate Kornilov che tentava un colpo di Stato.
  • Il 23 febbraio 1918 Lev viene nominato Commissario per la Guerra e fonda l'Armata Rossa degli operai e dei contadini per fronteggiare l'emergente Armata bianca reazionaria, formata da ex militi zaristi e avente l'obiettivo della restaurazione della monarchia. Il 22 aprile dello stesso anno Lenin reintrodusse la leva obbligatoria per "la pace perpetua" e "la cooperazione tra i popoli".
"Trotsky crede nella pace. Me lo ha ripetuto quasi ogni volta che ho parlato con lui, ma egli è, nondimeno, un apostolo della forza. 'Il momento più felice della mia vita', ha detto, 'è stato quando ho pensato di trasformare l'Armata Rossa in un esercito del lavoro per ricostruire la Russia'. Trotsky avrebbe probabilmente organizzato con successo questo esercito del lavoro, rendendolo un vero e proprio esercito, con ferree regole e disciplina militare. Un esercito è il perfetto strumento di lavoro per Trotsky. Egli preferisce un esercito del lavoro anziché un esercito militare perché il costruire lo rende più felice del distruggere." -Thomas Seltzer ["Mirrors of Moscow", New York, 1923]
  • Nel 1920 viene nominato Commissario per le ferrovie e tra l'1 e il 7 marzo 1921 reprime la rivolta della base navale zarista di Kronštadt (città-fortezza sull'Isola di Kotlin), dichiarando gli insorti controrivoluzionari e fucilandoli senza processo per timore di una rivolta borghese anti-bolscevica.
  • 21 gennaio 1924: Morte di Lenin. Nella Lettera al Congresso (o Testamento) dove esprime le sue ultime volontà, si ritrovano brani importanti concernenti anche Lev, che aveva ormai assunto uno dei ruoli simbolo del potere bolscevico:
"Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza. D'altro canto, il compagno Trotsky come ha già dimostrato la sua lotta contro il CC (Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, ndr) nella questione del commissariato del popolo per i trasporti, si distingue non solo per le sue eminenti capacità. Personalmente egli è forse il più capace tra i membri dell'attuale CC, ma ha anche una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi."

E ancora:

"Stalin è troppo grossolano, e questo difetto, del tutto tollerabile nell'ambiente e nel rapporti tra noi comunisti, diventa intollerabile nella funzione di segretario generale. Perciò propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per una migliore qualità, quella cioè di essere più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso, ecc. Questa circostanza può apparire una piccolezza insignificante. Ma io penso che, dal punto di vista dell'impedimento di una scissione e di quanto ho scritto sopra sui rapporti tra Stalin e Trotsky, non è una piccolezza, ovvero è una piccolezza che può avere un'importanza decisiva."

Si può dunque notare una notevole avversione di Lenin nei confronti di Iosif Stalin, che nonostante ciò diveniva Segretario Generale del Partito e si apprestava a tradire la rivoluzione per diventare, quindi, dittatore. E' questo l'anno della lotta al trotskismo: la Trojka (Stalin, Kamenev e Zinov'ev) riuscì con audaci azioni politiche ad emarginare sempre di più l'ala trotzkista (che cominciava a farsi chiamare Opposizione di Sinistra) e a insabbiare o modificare fatti storici (si ridimensionò il ruolo di Trotsky nella rivoluzione d'Ottobre, giungendo perfino a dire che al suo posto vi fu Stalin).

  • Il 17 gennaio 1925 Trotsky viene costretto da Stalin alle dimissioni dalla sua precedente carica di Commissario del Popolo alla Guerra e agli Affari della Marina, escludendo di fatto ogni possibilità di successione a Lenin.
  • Tra il 1925 e il 1926 Kamenev e Zinov'ev lasciarono la Trojka per unirsi a Trotsky a formare la cosiddeta Opposizione Unificata allo scopo di combattere il crescente strapotere staliniano.
  • Nel 1927 tutti i membri dell'Opposizione Unificata (Trotsky compreso) sono espulsi dal Comitato Centrale.
  • Il 16 gennaio 1928 viene accusato di attività controrivoluzionaria e deportato ad Alma Ata, nel Turkestan. Vi rimarrà fino al febbraio 1929, ed a questo periodo risale la gestazione dei suoi scritti più importanti.
  • Sempre nel febbraio 1929 è espulso dalla Russia, motivo per cui esilia a Bujuk Ada, nell'isola di Prinkipo in Turchia. Fino al luglio 1933 questo soggiorno sarà teatro di numerosi avvenimenti nefasti, come la morte suicida della figlia Zanaida e la lucida osservazione dell'ascesa del nazismo.
  • Dal 1933 al 1935 vive in Francia in incognito, fino a che un banale incidente lo rivela sulla scena internazionale ed è costretto nuovamente, nella primavera del 1935 a fuggire a Honefoss, tranquillo sobborgo finlandese. Il nascente governo laburista lo protegge fino a quando le grandi purghe staliniane non hanno inizio, imputando come peggiore accusa la complicità con Trotsky, ritenuto coordinatore di un generico terrorismo contro il dittatore dell'URSS.
  • Nessun Paese della scena europea sembra voler aprire le porte all'esiliato Lev; e difatti sarà da un paese centramericano che Trostky riceverà un invito. Giungerà in Messico il 9 gennaio 1937 e soggiornerà con la famiglia a Coyoàcan, sobborgo di Città del Messico.
  • Nel 1938 fonda la Quarta Internazionale (resa nota da un documento interamente scritto da Trotsky, ovvero la "Dichiarazione dei Quattro"), nuova organizzazione marxista e internazionalista che voleva essere l'alternativa alla Terza Internazionale di impronta stalinista.
  • Il 23 maggio 1940 sfugge miracolosamente ad un raid militare effettuato in casa sua: il fuoco incrociato delle mitragliatrici non basta a convincere il partito comunista messicano della veridicità dell'accaduto; l'attentato verrà imputato come una messa in scena, nonostante le sdegnate smentite di Trotsky.
  • Nel tardo pomeriggio del 20 agosto 1940, Ramon Mercader del Rio (detto "Jacson" e zio di Christian De Sica, ndr), rivelatosi agente stalinista sotto falso nome e infiltratosi pazientemente nella rete di fiducia di Lev Bronstejn (alcuni anni prima aveva sposato la fervente trotzkista Sylvia Ageloff), dopo aver richiesto di sottoporre un proprio articolo all'esame di Trotsky, nel momento in cui quest'ultimo gli dà le spalle coglie l'attimo estraendo dall'impermeabile una piccozza e colpendolo al cranio. Contro ogni previsione, l'esiliato bolscevico riesce a reagire all'attacco bloccando il suo attentatore e invocando aiuto. Morirà alle 18:48 del giorno successivo (21 agosto 1940). La sua tomba si trova nel giardino accanto alla sua casa a Coyoàcan, che nel frattempo è stata lasciata intatta ed è divenuta un museo.
IL PENSIERO

LA RIVOLUZIONE PERMANENTE

Questa è probabilmente la teoria con cui Bronstejn è maggiormente conosciuto ed è il fondamento stesso del Trotskyismo (che divide il suo pensiero dal Marxismo-Leninismo). E' inoltre il titolo del libro di teoria politica più importante da lui scritto e risalente al 1930. Partendo da un anti-stalinismo obbligato (il dittatore georgiano aveva definito la teoria del "Socialismo in un solo Paese", che prevedeva di concentrare tutte le forze nello sviluppo della Russia verso il divenire uno Stato comunista) Trotsky giunse a definire una elegante e raffinata teoria marxista che oggi è concordemente considerata una concezione alternativa (oltre il Leninismo e lo Stalinismo) nata direttamente in seno alle prime teorie di Marx ed Engels. Di seguito i punti principali.

ASSENZA DELLA FASE DI RIVOLUZIONE BORGHESE

La Russia, come già detto in precedenza, era a inizio Novecento uno Stato sostanzialmente pre-industriale e dotato di un apparato borghese di produzione completamente disomogeneo e non capillare (le fabbriche erano poche e concentrate nei grandi agglomerati urbani come Mosca o Pietrogrado). A questa situazione Lev Bronstejn reagisce formulando la teoria secondo cui il socialismo scientifico marxista potesse essere applicato anche in assenza della spinta propulsoria del capitalismo borghese. Difatti, nei Paesi a sviluppo borghese ritardato, oltre che negli Stati coloniali o semi-coloniali è possibile avviare una dittatura del proletariato, che rappresenta l'unica soluzione (l'altra sarebbe rappresentata dalla Dittatura democratica del proletariato e dei contadini, che però si rivela inconsistente in quanto richiederebbe l'appoggio incondizionato della classe media contadina, ovvero la componente maggiore, che invece spesso assume le parti della classe alta contadina, come sotto il regime di Kerenskij) al ciclo eternamente peggiorativo delle crisi cicliche capitaliste. La tradizionale dicotomia proletariato urbano-contadini è risolta riunendo entrambe le fazioni sotto le maglie della comune lotta implacabile contro la borghesia nazionale liberale.

ESPANSIONE DEL SOCIALISMO NEGLI ALTRI STATI: MOTIVAZIONI ALLA BASE

Il concetto di "Rivoluzione Permanente" nasce dal fatto della concezione del mondo occidentale-capitalista come estremamente e intrinsecamente ostile alla Rivoluzione Comunista "in un solo Paese" staliniana. Attraverso due fattori essenziali, quali l'Armata Rossa e i Partiti Comunisti presenti negli altri Stati, l'URSS si doveva far carico di accendere focolai rivoluzionari in giro per il mondo e al contempo, sul fronte interno, provvedere ad un'accelerazione generalizzata del processo industriale.

AVANGUARDIE ARTISTICHE RUSSE

Dovendo identificare una comune nell'intera complessa e multiforme produzione artistica che caratterizza la storia della rivoluzione russa si può dire che essa muova i primi passi da diverse correnti culturali: dal Futurismo italiano di Marinetti (nel caso del Raggismo), dall'astrattismo di Kandisnkij (nel caso del Suprematismo, o Astrattismo Geometrico) o ancora dal rifiuto del puro estetismo dell'arte che doveva invece essere una pratica diretta verso scopi sociali (nel caso del Costruttivismo). Ma il giovane Stato bolscevico diventò il laboratorio di nuove sperimentazioni anche in campi diversi dalla produzione pittorica; difatti tra i grandi geni della Russia del primo Novecento si annoverano:

  • Il regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (1898-1948) per la cinematografia (all'epoca la settima arte era ai suoi veri esordi) che con il film Ottobre (1928) darà un affascinante quadro della rivoluzione; alquanto affidabile in quanto realizzato a distanza di un decennio (nonostante le censure della dittatura stalinista, che impedirono scene raffiguranti sia Trotsky che Zinov'ev);
  • L'architetto e ingegnere Vladimir Grigor'evič Šuchov (1853-1939), il quale, oltre ad aver ideato due nuovi tipi di caldaie tubolari (verticali ed orizzontali), fu incaricato da Lenin stesso nel 1919 di realizzare un'antenna per la stazione radio del nuovo Stato Sovietico; fu cosi che tra il 1920 e il 1922 venne realizzata la Torre Šuchov, monumento alto 160 metri e costituito da un traliccio d'acciaio a forma di iperboloide di rotazione.
A sinistra: una veduta della Torre Šuchov. A destra: un iperboloide di rotazione ad una falda.
Una veduta della Torre Šuchov

Ritornando all'arte pittorica, è fondamentale distinguerla in due fasi storiche:

  1. Le avanguardie artistiche russe propriamente dette;
  2. Il Realismo Socialista che col suo figurativismo (rappresentazioni di immagini sensibili intorno a noi, ndr) obbligato dalla censura si imporrà in Russia con l'ascesa di Stalin.

Essendo Trotsky partecipe della fase leninista-bolscevica (e, di conseguenza, la maggiormente vera) della rivoluzione, si tratterà solo la produzione artistica del periodo, e quindi le avanguardie. Inoltre, il Raggismo è inquadrabile nella corrente più grande del Futurismo, come si può evincere dal suo Manifesto:

"Lo stile raggista mira alle forme spaziali, che possono derivare dall'intersecazione dei raggi emessi dai vari oggetti, quali vengono rilevate dalla volontà dell'artista […] Il raggio viene convenzionalmente raffigurato in piano con una linea di colore"

Conseguentemente, i movimenti artistici considerati saranno invece quelli maggiormente aderenti all'intesa arte-rivoluzione: Suprematismo e Costruttivismo.

COSTRUTTIVISMO

Questo movimento d'avanguardia russo nato nel 1913 (poco prima della Rivoluzione bolscevica) muove i suoi primi passi da una concezione dell'arte come interprete dei cambiamenti nella politica e nella società e in particolare si affianca con entusiasmo e fermento al clima post-Rivoluzione d'ottobre: la condivisione degli ideali socialisti porta ad un'esaltazione del proletariato come classe fondante della società attraverso una partecipazione attiva dell'artista in senso propagandistico.

Il Bolscevico, Boris Michajlovič Kustodiev, 1920, Galleria Tret'jakov. Immagine dal forte connotato simbolista che riconduce a termini fiabeschi i processi rivoluzionari.

SUPREMATISMO

Movimento artistico-culturale nato nel 1915 con la pubblicazione dell'opuscolo "Dal Cubismo e Futurismo al Suprematismo: un nuovo realismo nella pittura" da parte dell'artista Kazimir Severinovič Malevič, che realizzerà definitivamente il suo pensiero nel saggio del 1920 "Il suprematismo, ovvero il mondo della non rappresentazione". E' un'arte non rappresentativa e non oggettiva (difatti è anche detta Astrattismo Geometrico) e nasce dal concetto che il vero realismo sia quello delle masse pittoriche della geometria fondamentale e che si debba pervenire ad un assoluto privo di relazioni con le forme sensibile del reale.

LE OPERE PIU' RAPPRESENTATIVE

QUADRANGOLO (Quadrato Nero su Sfondo Bianco)

Kazimir Severinovič Malevič, 1915, Olio su tela, 79x79 cm, Mosca, Galleria Tret'jakov.

Pura essenza dell'arte suprematista: nel contrasto tra bianco e nero si naufraga in una contemplazione dell'infinito, con una massima semplificazione della forma, resa come massa geometrica.

SPEZZA I BIANCHI CON IL CUNEO ROSSO

Lazar' Markovič Lisickij (El Lissitzky), 1919, litografia

Punto di congiunzione tra suprematismo e costruttivismo (ciò è possibile in quanto il primo è inteso come una definizione della forma della produzione artistica, mentre il secondo ne delinea il soggetto), è probabilmente l'opera simbolo della Rivoluzione Bolscevica.

UN CONFRONTO: TROTSKY E IL SURREALISMO

Infine, è d'obbligo ricordare la vicinanza della corrente artistica del Surrealismo al comunismo, e, in particolar modo, del suo proprio fondatore André Breton al trotskismo. A dimostrazione di questo vi è la visita compiuta da quest'ultimo tra l'aprile e l'agosto del 1938 a Coyoàcan, presso la villa del rivoluzionario russo esiliato; da questo incontro nacque il Manifesto scritto a quattro mani da entrambi: "Per un'arte rivoluzionaria indipendente", di cui di seguito sono riportati i passi salienti:

"La vera arte, cioè quella che non si soddisfa delle variazioni sui modelli stabiliti, ma che si sforza di esprimere le necessità intime dell’uomo e dell’umanità attuali, non può cessare di essere rivoluzionaria, cioè non può se non aspirare a una ricostruzione completa e radicale della società, sia anche solo per liberare la creazione intellettuale dalle catene che la legano e permettere all’umanità intera di elevarsi alle altezze che solamente geni solitari avevano raggiunto in passato. [...] Ecco qui quello che chiediamo: — L’indipendenza dell’arte: per la rivoluzione; — La rivoluzione: per la liberazione definitiva dell’arte."

A PARALLELISM: ERIC ARTHUR BLAIR AND LEV BRONSTEJN

Eric Arthur Blair (whose pen name was George Orwell) was an English novelist, journalist, essayist and literary critic. During his life he wrote novels like "Keep the Aspidistra Flying" (1936), a documentation of his experience of working class life in the north of England called "The Road to Wigan Pier" (1937) and reportages like "Homage to Catalonia" (1938), as well as a lot of different essays on various subjects (politics, language, literature, general culture etc.). But his most remarkable works (which contributed to making him worldwide known) are the ones written during the last five years of his life: the allegorical satire "Animal Farm" (1945) and the dystopian novel "1984" (1948). His relationship with Trotskyism was problematic: on one hand there's his participation in the Spanish Civil War, where he went with the POUM ("Partido Obrero de Unificación Marxista", in English "Workers' Party of Marxist Unification", a Trotskyist party that fought with Republicans) and the fact that in many of his works he criticised totalitarianism, with a particular anti-Stalinist aspect: in "The Freedom of the Press" (introduction to Animal Farm that was censored by the Ministry of Information and was written when WWII broke out), he stated:

"At this moment what is demanded by the prevailing orthodoxy is an uncritical admiration of Soviet Russia. [...] To name only one instance, the BBC celebrated the twenty-fifth anniversary of the Red Army without mentioning Trotsky. [...] At present, not only is serious criticism of the USSR considered reprehensible, but even the fact of the existence of such criticism is kept secret in some cases. For example, shortly before his death Trotsky had written a biography of Stalin. One may assume that it was not an altogether unbiased book, but obviously it was saleable. An American publisher had arranged to issue it and the book was in print — I believe the review copies had been sent out — when the USSR entered the war. The book was immediately withdrawn."

But, on the other hand, here is how he defined trotskyism in one of his essays, "Notes on Nationalism" (1945):

"Trotskyism. This word is used so loosely as to include Anarchists, democratic Socialists and even Liberals. I use it here to mean a doctrinaire Marxist whose main motive is hostility to the Stalin regime. Trotskyism can be better studied in obscure pamphlets or in papers like the Socialist Appeal than in the works of Trotsky himself, who was by no means a man of one idea. [...] The Trotskyist is against Stalin just as the Communist is for him, and, like the majority of Communists, he wants not so much to alter the external world as to feel that the battle for prestige is going in his own favour. In each case there is the same obsessive fixation on a single subject, the same inability to form a genuinely rational opinion based on probabilities. The fact that Trotskyists are everywhere a persecuted minority, and that the accusation usually made against them, i. e. of collaborating with the Fascists, is obviously false, creates an impression that Trotskyism is intellectually and morally superior to Communism; but it is doubtful whether there is much difference. The most typical Trotskyists, in any case, are ex-Communists, and no one arrives at Trotskyism except via one of the left-wing movements."

Also in the 2nd Appendix to "Homage to Catalonia" he tried to explain the reasons why the POUM was not a completely Trotskyist party because it was mainly the result of how international press tried to define it (and mock it). He also explained how every critic "from Left side" to Stalinism was seen as Fascist-Trotskyist by the dominant pro-URSS orthodoxy.

ANIMAL FARM

A Fairy Story

"Orwell got the germ of the fable from seeing a little boy, perhaps ten years old, driving a huge cart horse along a narrow path, whipping it whenever it tried to turn. It struck me that if only such animals became aware of their strength we should have no power over them, and that men exploit animals in much the same way as the rich exploit the proletariat." [CEJL, III, 406]

This satyrical, political and allegorical novel written by George Orwell in 1945 represents all of his hate towards totalitarianism. The author, knowing that an intellectual approach to the Russian Revolution would not have sold his book, that would not have been attractive to the majority of readers (with the exception of some intellectuals), did what Walt Disney had previously done with Mickey Mouse: he created a world animated by cartoonish animals that lead the reader to sympathize with them and to feel involved in the story. In particular, every character or fact is an indirect allegory with particular reference to the Russian Revolution:

CHARACTERS

  • Old Major: the 12 years old pig is the most acknowledged and intelligent animal in the farm; unfortunately, he dies shortly after the beginning of the book, after a speech that inflamed the hearts of all the animals. He might represent either Karl Marx or Lenin.
  • Napoleon: A pig with a negative and really aggressive approach to other animals and to the Revolution in general. He never contributes to create but usually to destroy anything. He represents Joseph Stalin, but the allegory might be enlarged to all dictators of totalitarian's regimes. To describe him in Orwell's own words:
"A large, rather fierce-looking Berkshire boar, the only Berkshire on the farm, not much of a talker, but with a reputation for getting his own way"
  • Snowball: A pig with a nobler and kinder soul than Napoleon, that always tries to better the conditions of the Revolution; all these details show this character as a political allegory of Leon Trotsky. A peculiar aspect, that makes us doubt about Orwell's Trotskyism, is the fact that he does not idealize him (for example, he approves the superiority of pigs over the other animals) and he always describes him in a relatively positive light.
  • Mr Jones: An outrageous and rude alcoholic, he's the owner of the farm. He represents the Tzar Nicholas II, who escaped after the Bolshevik revolution and was killed shortly after (in the final chapter we know that he had died in a home for alcoholics);
  • Boxer: an hard-working, determined and really strong horse, which represents the positive and negative aspects of the working-class in Orwell's opinion. He is humble and always trying to improve himself: his motto is "I will work harder"; on the other hand, his second motto is "Napoleon is always right", and this, together with his modest intelligence, will lead him not to stand up against the evident lies told by Napoleon.
  • Squealer: a rhetorically skilled and extremely loyal pig who has the duty to hide the truth all the time and to provide lies to cover the unpleasant reality of the crimes of Napoleon; his lack of conscience makes him the perfect instrument of propaganda in the hands of the intelligentsia. He might represent either Vyacheslav Molotov (the head of Stalinist propaganda) or the Soviet newspaper "Pravda".
  • Mollie: the vain and egoist white horse who does not understand the true meaning of revolution. She is the allegorical representation of the Russian Aristocracy.

BIBLIOGRAFIA

  • Blair E. A. (Orwell G.), Animal Farm, London, ed. Penguin Books, 1987;
  • Blair E. A. (Orwell G.), Nel Ventre della Balena e altri saggi, Milano, ed. RCS Quotidiani S.p.A., 2010;
  • Blair E. A. (Orwell G.), Omaggio alla Catalogna, Milano, ed. Mondadori Libri S.p.A., 2016;
  • Bronštejn L. D. (Trotsky L.), La Rivoluzione Permanente, Milano, ed. A.C. Editoriale Coop, 2004;
  • Rodden J., Understanding Animal Farm. A Student Casebook to Issues, Sources and Historical Documents, Westport, ed. Greenwood Press, 1999.

SITOGRAFIA

Created By
Davide Mangano
Appreciate

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