Giove Il pianeta gigante

Realizzato da Andrea D'alessio, I A scientifico, Istituto Sacro Cuore Napoli.

COs'è e da cosa deriva il Suo nome?

Giove è il quinto pianeta del sistema solare ed è collocato tra Marte e Saturno, con il suo diametro di circa 142.984 km, viene soprannominato "il pianeta gigante", esso occuperebbe quasi la metà dello spazio che separa la Terra dalla Luna. A causa delle sue straordinarie dimensioni è conosciuto fin dall'anitichità. I Romani, infatti, gli diedero questo nome, quello del padre degli dei, in nome della sua grandezza. (Dal latino lovem, accusativo di Iuppiter.)

Esso è il quarto oggetto più luminoso del cielo, dopo il Sole, la Luna e Venere. È un pianeta gassoso, infatti la sua densità è molto minore di quella della Terra.

Ma da cosa è composto?

Foto di alternative-news.tk

È composto da un enorme corpo di idrogeno allo stato liquido circondato da un'atmosfera spessa e densa di idrogeno, elio e metano. Molto probabilmente al suo interno potrebbe esserci anche un nucleo centrale roccioso.

Inoltre è ricoperto di nubi di cristalli di ammoniaca ghiacciata e composti del fosforo, del carbonio e dello zolfo. Le nubi si dispongono in fasce orizzontali alternate di vari colori, che si muovono in senso opposto l'un all'altra. Esse vengono spinte da venti fortissimi e raggiungono velocità molto elevate. L'attrito tra le diverse fasce produce dei vortici, che appaiono come macchie di forma ovale.

Il più grande tra questi vortici è "La Grande Macchia Rossa", un enorme tempesta nell'atmosfera di Giove di colore rossastro.

La sua rapida rotazione gli conferisce l'aspetto di uno sferoide (superficie tridimensionale ottenuta per rotazione di un'ellisse attorno ad uno dei suoi assi principali) schiacciato ai poli, e genera un intenso campo magnetico che dà origine ad un'estesa magnetosfera. Infatti, Giove, come tutti gli altri giganti gassosi, emette una quantità di energia superiore a quella che riceve dal Sole.

Orbita intorno al Sole in quasi 12 anni, ad una distanza di circa 78O milioni di chilometri. Un giorno su Giove dura meno di 1O ore.

Satelliti Galileiani

Foto di stelle.bo.astro.it

Giove possiede 60 satelliti. I quattro satelliti più grandi (Io, Europa, Genimede e Callisto) sono noti fin dal 1610, quando per la prima volta Galileo Galilei li osservò al cannocchiale. Per questo motivo essi vengono chiamati "Satelliti Galileiani"

Voyager, La prima sonda ad atterrare Su gioVe

Foto di voyager.jpl.nasa.gov

È stato visitato per la prima volta nel 1973 da una sonda, il Voyager 1. In seguito la Voyager 2 e tante altre si sono avvicinate ad esso per studiarlo con maggiore attenzione.

Il Voyager 2 scoprì dei deboli anelli intorno a Giove, questa fu una sorpresa perché si pensava che solo Saturno ne possedesse.

Foto di it.wikipedia.org

I suoi anelli sono molto sottili e poco luminosi. Si estendono fino a 130.000km dal pianeta. Sono composti da particelle di roccia e ghiaccio; probabilmente si tratta di qualche piccolo satellite di Giove che si è frantumato.

La cometa Schoemaker-Levy

Nel luglio del 1994, la cometa Shoemaker-Levy è precipitata su Giove. Essa si è spezzata in almeno 21 frammenti prima di scontrarsi con il pianeta. Ogni frammento, durante l'impatto con l'atmosfera di Giove, ha lasciato dei segni molto evidenti.

Immagine della regione di Giove sulla quale è precipitato un frammento della cometa.

Foto di www.cielidelsud.it

Ci sono possibilità di sostenere la vita su Giove?

Nel 1953 un neolaureato, Stanley Miller, ed il suo professore, Harold Urey, realizzarono un esperimento che provò che molecole organiche si sarebbero potute formare sulla Terra primordiale a partire da precursori inorganici.

Poichè la composizione dell'atmosfera di Giove ricalca quella che doveva essere la composizione dell'atmosfera terrestre primordiale e al suo interno avvengono con una certa frequenza intensi fenomeni elettrici, lo stesso esperimento è stato replicato per verificarne le potenzialità nel generare le molecole che stanno alla base della vita.

Tuttavia, però, la forte circolazione dell'atmosfera gioviana porterebbe via gli eventuali composti che si verrebbero a formare nelle zone basse del pianeta e, le elevate temperature di queste regioni, provocherebbero la decomposizione di queste molecole impedendo la formazione della vita.

Per queste ragioni si ritiene che sia altamente improbabile che sul gigante gassoso vi possa essere vita simile a quella terrestre. I dati forniti dalle due sonde Voyager confermano la non idoneità a supportare eventuali forme di vita.

Video di approfondimento

Fonti utilizzate: it.m.wikipedia.org e archi e.oapd.inaf.it

Created with images by jccwrt - "Jupiter and Callisto Shadow" • North Essex Astronomical Society - "Jupiter and Ganymede" • TBIT - "jupiter sky space" • kvanhees940 - "jupiter science class craft" • NASA Goddard Photo and Video - "Hubble’s Planetary Portrait Captures New Changes in Jupiter’s Great Red Spot" • James St. John - "Montoume Breccia (214 Ma, Late Triassic; Rochechouart Impact Structure, Haute-Vienne, France) 2"

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