Loading

Il Santuario della Spogliazione

Il nuovo Santuario ha radici centenarie. Esso mette a fuoco un Francesco che non ha ancora intorno i suoi frati. Un Francesco prima del “francescanesimo”. Quando l’evento della spogliazione si compie, egli è ancora solo un giovane di questa Città, fino a poco tempo prima re delle feste, giovane gaudente delle allegre brigate, ed ora finalmente un innamorato di Cristo. Un giovane che lotta con l’incomprensione di suo padre, dentro le passioni della sua famiglia e della sua Città. Questo Santuario appartiene forse più di tutti alla “storia” di Assisi: è ancora tutto “dentro” le mura della Città, prima che il carisma di Francesco sviluppi il suo empito missionario sulle vie del mondo, ricevendo il sigillo della Chiesa universale. Il giovane Francesco e il vescovo Guido: singolare coppia di uomini di Chiesa che furono, insieme, “complici dello Spirito”. Nella Lettera che mi ha inviato, il Papa guarda all’esemplarità del loro rapporto, chiedendo alla Chiesa del nostro tempo di far propria la causa dei giovani, di valorizzarli e di accompagnarli. Il futuro si costruisce così, in questa complicità spirituale fatta di premura, di discernimento, di accoglienza. Dentro l’icona della spogliazione ci sono significati che toccano la vita spirituale e pastorale, la stessa vita sociale ed economica.

Il Vescovo Guido

Sì, lo Spirito di Dio, come a Pentecoste, agisce nelle parole e nei gesti di Francesco. Ma lo si può intravedere anche nel discernimento di Guido: «Il vescovo, vedendo questo e ammirando l’uomo di Dio nel suo fervore senza limiti, subito si alzò, lo prese piangendo fra le sue braccia e pietoso e buono com’era, lo ricoprì con il suo stesso pallio». Sfondo trinitario perfetto. Rapporti ecclesiali esemplari. Raramente, nella storia della Chiesa, istituzione e carisma si sono incontrati con tale immediatezza. Francesco e Guido sono entrambi “complici dello Spirito”. […] La figura paterna, e si direbbe materna, del vescovo ci introduce in un’altra dimensione: la prospettiva ecclesiale. Francesco si distingue, nella storia dei movimenti evangelici del suo tempo, per non aver mai posto l’amore per Cristo in tensione con l’amore per la Chiesa. E ciò non perché gli sfuggissero i limiti che segnano la vita della Chiesa, anche nei suoi ministri. Ma nella Regola, come nel Testamento, è perentorio: ai ministri della Chiesa, anche ai meno esemplari, occorre assicurare il massimo rispetto. Mi viene da supporre che, in questa convinzione profonda, non dovette mancare l’influsso di quel rapporto speciale avuto con il vescovo Guido. Nell’affresco di Giotto è fissato il momento in cui il vescovo lo avvolge con il suo mantello, mentre Francesco leva lo sguardo al cielo. C’è, in questo gesto, qualcosa di battesimale. Francesco è rigenerato, come nel giorno in cui era stato immerso nelle acque del battesimo. Anche nell’affresco che si può ammirare nella Sala della Spogliazione c’è un afflato materno: il vescovo tende le sue braccia al giovane che gli si abbandona come un figlio. Una bella esperienza della Chiesa madre. L’icona della spogliazione evidenzia così due dimensioni indissociabili della spiritualità di Francesco: la radicalità evangelica e la passione ecclesiale.

Created By
Santuario Spogliazione
Appreciate