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“Il Bebè in Sintonia con la Mamma”: Contributo delle Catene GDS all’Ostetricia

Tratto dalla rivista “Inforchaines “-La rivista dei praticanti del Metodo GDS Anno n° 16 -secondo semestre 2011”

Autrici: Veronique Donadille e Martine Matton, Fisioterapiste belghe, formate nel metodo delle Catene Muscolari ed Articolari GDS

Il metodo delle catene muscolo aponevrotiche GDS lascia giustamente un grande spazio all’osservazione, tanto sul piano fisico che comportamentale sia nello sviluppo individuale che quello collettivo e sociale.

È proprio forti di questa formazione che possiamo porci dopo numerosi anni la domanda circa il legame che esiste tra l’esperienza del bambino nel ventre di sua madre (tanto durante la gravidanza che alla nascita ) e l’attitudine psico comportamentale di quest’ultima.

Vale a dire: in che maniera l’attitudine psico-comportamentale della madre permette al bambino di avere delle esperienze sensoriali specifiche durante la vita intrauterina e al momento della nascita?

In effetti le differenti attitudini fisiche indotte da vari motivi e le diverse pulsioni psicologiche della madre danno luogo a dei vissuti unici tanto per la madre che per il figlio.

Questo sembra evidente eppure capita spesso di attribuire al caso o a dei fattori esterni, senza relazionarle alla specificità psico comportamentale della madre, enormi variazioni di funzionamento, comportamento e persino di peso del bambino che ci sono durante la gravidanza e alla nascita.

La signora G. Denys Struyf ha scritto un articolo nel giugno dell’89 intitolato “riflessioni per un piccolo prematuro” che ci conduceva già con emozione e delicatezza alle riflessioni che prova il piccolo.

Una conferenza fatta per Patricia Montaud nel 1998 a tal proposito pone luce su questa riflessione:

ridare la giusta collocazione al bambino alla sua nascita, ella ci ha scosso con la descrizione del suo vissuto ritmato da tappe differenti che si succedono con numerose esigenze e la necessita assoluta di attraversarli. Con Montaud siamo in quello che è il percepito del bebe’ al momento della nascita (che si sa non essere dovuto dal mondo esterno).

Qualunque sia la fase della sua evoluzione, perche’ la sua esistenza comincia prima della sua nascita, il sentito di questo piccolo essere. Le sue esperienze iniziali costituiranno un bagaglio che conserverà per tutta la sua vita e serviranno da memoria e da riferimento a ulteriori esperienze. Ma chi siamo noi per parlare di un essere cosi lontani da noi?

La tentazione è grande , fare una sorta di antropomorfismo alla nostra evoluzione. Premesso che noi abbiamo perduto il linguaggio corporeo e sensoriale dei bebè, così ricco e potente, in quanto questi in verità sono EXTRA-SENSORIALI, quindi non possiamo comprendere a pieno la loro ricchezza con nostri riferimenti limitati.

Nelle catene GDS noi dovremmo avere lo stesso interesse degli speleologi, per scavare nel nostro profondo per ricercare le nostre radici e la nostra ricchezza, depositai in noi stessi, quindi un lavoro di ripresa…come dice la stessa Annick Souzenelle per mettersi in sintonia con il bambino. La gravidanza diventa questo momento straordinario in cui le diverse esperienze sentite dal bambino sono registrate e diventano un bagaglio referenziale per tutta la vita.

Questi eventi possono differire in funzione della personalità della mamma, del suo comportamento del suo vissuto e ai valori che da ai suoi cambiamenti durante la gravidanza, alla sua vita interiore e al suo bebè.

Certi sono più influenzati di altri da questi vissuti prenatali, intrauterini ed extrauterini, e quindi avere una sensibilità più o meno acuta rispetto ad altri.

Attraverso la lettura delle catene GDS delle attitudini psico-comportamentali della mamma, noi mettiamo in evidenza i diversi vissuti del nascituro, ed i fattori più favorevoli al loro successivo sviluppo.

In questo articolo ci limiteremo ad affrontare due tipologie opposte dette: AM (catena Antero Mediana) e PM (catena Postero Mediana).

Attitudine AM

L’attitudine AM sollecita la catena muscolo-aponevrotica che percorre tutta la faccia antero-mediana del tronco e che induce una attitudine centrata, con caduta posteriore del tronco, con bacino stabile.

Questa tipologia è portata ad essere adinamica e passiva, a guardarsi l’ombelico ripiegata su se stessa, il chè porta il soggetto ad avere un grande interesse alla sua propria persona e a ciò che la tocca in tutti i sensi del termine. Vivono molto nelle loro sensazioni, il soggetto si crea un riferimento interiore radicato alla base del buon senso. Attribuisce enorme valore a ciò che sente, al passato, alle radici, alle tradizioni, senza alcuna analisi e riscontro.

Un ginecologo che lavora con Patricia Montaud racconta anche della “sensibilità” della donna incinta che la mette più a contatto con le sue sensazioni, voglie e bisogni. Lui sostiene, che durante la gravidanza questa sensibilità deve essere coltivata, questo essere più sensibili, è percepito dalla stessa donna, durante la gravidanza. La invita a coltivare l’arte del riposo, a occuparsi di se stessa, a curare il proprio corpo, a riconnettersi ad esso, a ritornare ad una via più interiore…

Ecco quindi l’AM nel nostro linguaggio GDS; il rispetto e l’amore per l’altro, in questo caso il bambino; passa attraverso il rispetto del proprio corpo e la sua abilità a occuparsi di se stesso. Nutrita a sufficienza l’AM potrà in seguito beneficiare dell’altro (il bebè).

Per noi questo succede già fisicamente attraverso la preparazione del “nido”, ben stabilizzato, ben vascolarizzato, costruito dalla coscienza di una bacino osseo vero.

Noi andremo ad incoraggiare una statica pelvica che metta il bacino fisicamente al centro, ma anche al centro delle preoccupazioni realizzando così un alto legame di presenza e di coscienza. Questo bacino deve essere la sede delle tensioni muscolari reciproche e ben equilibrate per essere eutoniche, nello stesso tempo senza tensioni muscolari superflue e abbastanza tonico per dare gli appoggi necessari. Questo luogo diventa uno spazio rassicurante, accogliente, caldo, quando l’abbiamo nutrito bene. Per affermare questo ci riferiamo al pensiero di M.Paulus che ha constatato che un lavoro di presenza in eutonia di G.Alexander produce un grande effetto circolatorio. Questo utero sospeso al sacro e agli iliaci con un sistema legamentoso (notoriamente il legamento largo), diventa un amaca confortevole senza tensioni in un senso o nell’altro, ideale alla vita, nel quale sentire il corpo con i propri limiti, i suoi appoggi. La mamma è seduta sul suo bacino, sospesa su i suoi legamenti, attitudine che le permette di godersi, sentire e di approfittare di questo stato di pienezza.

La madre non sopporta il dolore ma lo accetta per godere a pieno la gravidanza. Essa con un buon senso radicato, e con il suo senso biologico, segue tutto ciò che di meglio può essere fatto per il suo bebè, lei è cosi connessa alle sue sensazioni tanto da sentire il suo bambino come se fosse un tutt’uno con se stessa, in questa attitudine il parto può risultare difficile perché la mamma (AM) è restia a lasciar andare il bambino al mondo esterno e preferisce lasciarlo dentro di se, ben al riparo, aver sempre bisogno di qualcosa in più esprime nettamente la caratteristica di questa attitudine, questo eccesso di contenimento, si esprime anche con la eccesiva volontà di tenere il bambino stretto a se, che si traduce con una contrazione permanente del muscolo retto dell’addome. Questa tensione eccessiva comporta una elevata compressione addominale, che determina alcune conseguenze digestive, respiratorie e motorie. Il bambino in questo caso con la sua posizione a “germe” tipica dell’AM, ben ripiegato su se stesso, con la testa flessa in avanti, assume la posizione più indicata per affrontare il parto. Il bambino ha acquisito un bagaglio di informazioni e sensazioni che gli torneranno utili per le fasi del parto e della vita.

Attitudine PM

Nell’attitudine PM, la donna incinta è spinta in avanti. Essa sollecita le catene muscolo-aponeurotiche che percorrono essenzialmente la faccia postero e mediana del tronco, questo al prezzo di un grosso sforzo, che non percepisce in quanto essa lavora e vive sotto questa sollecitazione continua. L’attitudine PM è dinamica, pronta a partire, a scattare in avanti, a precipitarsi nelle cose senza calcolare i rischi, la mamma in attitudine PM è proiettata al mondo esterno, dal quale prende tutte le informazioni, queste non sono sentite e vissute in lei, lei è senza appoggio, manca di stabilità, di ancoraggio, di costanza, la donna in questa attitudine, vede la sua nuova condizione di gravidanza attraverso gli altri, lei vede il suo corpo trasformarsi come se non fosse il proprio e sopporta male questa trasformazione anteriore che può considerare come una deformazione, non percependo i suoi nuovi limiti lei va oltre, pur facendo grandi sforzi resta insensibili ai segnali e non valuta i suoi limiti mettendo in pericolo se stessa ed anche il suo bebè.

La mamma PM si aspetta di avere un super bebè che sia in grado di vivere la propria vita in maniera autonoma, senza che abbia bisogno dell’aiuto della mamma, infatti lei parlerà delle sue sedute di ginnastica serali, non rispetterà i ritmi del bambino, in quanto spesso fa una vita da superwoman. Al bambino non spetteranno pochi momenti dove la mamma si riposa per vivere la quiete, infatti la donna in attitudine PM proiettata in avanti attiva la catena posteriore che fa reagire la catena AM antagonista, questo comporterà una tensione della stessa catena (AM), che sarà vissuta dal nascituro in malo modo in quanto si sentirà costretto e scomodo, in questa attitudine della mamma (PM) il bambino non vivrà la percezione di un nido confortevole e stabile come avviene in un bacino AM, ma sarà inteso come una parte fuori da se e sospesa ai muscoli dell’addome e spesso in questa tipologia la mamma avrà la sensazione di essere chiusa in un panciotto stretto dietro per via della prominenza dell’addome in avanti.

Dentro questa tipologia (PM) troveremo la maggior parte delle diastasi dei grandi retti, il nascituro viene trasportato, trasferito come un pacchetto più o meno ingombrante, in questa condizione avrà meno occasioni di sentire e di arricchire, il proprio bagaglio percettivo e sensoriale. Questo essere cosi sensibile come il bebè, percepisce già il senso di prestazione, di sfida, e si prepara, acquisisce gli strumenti, la giusta attitudine per affrontare tali sfide, pronto a vivere per queste circostanze, “salire sul ring” e resistere.

Questa attitudine determina un disequilibrio statico, che causa una serie di dolori dell’apparato locomotore, questi sono avvertiti dal bambino, attraverso il malessere provato dalla mamma (PM) per via delle tensioni ligamentose. Come dice B. De Gasquet, questi dolori non sono innocui e vanno presi in considerazione senza attendere, poiché sono poco proficui per la creazione del “nido”, per la gestazione e per il parto.

Conclusioni

Questo articolo ha l’obbiettivo di raccogliere informazioni e quesiti che possano contribuire a comprendere i fattori che possono influenzare il vissuto ed il benessere del nascituro, si comprende attraverso queste nostre nozioni che il bebè, a sua insaputa, altro non è l’insieme delle nostre ricchezze e dei nostri limiti, ricevuti come eredità dalla mamma, per cui bisogna prendere coscienza e lavorare per costruire, il giusto bagaglio di informazioni, da trasmettere alle generazioni future. Questo propone il pensiero ed il lavoro di ristrutturazione, nel rispetto della strategia dell’onda di crescita, nel metodo delle catene muscolari GDS.

Tratto dalla rivista Inforchaines. Anno n° 16 -secondo semestre 2011

Autrici:

Veronique Donadille e Martine Matton, Fisioterapiste belgghe, formate nel metodo delle Catene Muscolari ed Articolari GDS

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Traduzione di Alessandro Cialdella
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