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FRANKENSTEIN

«Frankenstein, o il moderno Prometeo» venne scritto fra il 1816 ed il 1817, dunque quando Mary Shelley non aveva ancora vent’anni. La prima edizione fu pubblicata anonima, e solo molti anni dopo si seppe chi era l’autrice, fra lo sconcerto generale: per la sua giovane età... ed ovviamente poiché si trattava di una donna. Come per tutti i grandi capolavori del genere gotico, anche «Frankenstein» ha subìto la ‘maledizione’ del successo cinematografico, perché il prezzo da pagare è stato, molto spesso, la sua degradazione a sottoprodotto horror, focalizzato sugli effetti speciali e sulla spettacolarizzazione del mostro, a discapito dei temi profondi e moderni evocati dal genio di Mary Shelley: i limiti della scienza, il delirio di onnipotenza di chi si crede superiore a tutto, il senso ed il confine tra la vita e la morte, l’emarginazione dei diversi, le profonde ingiustizie dei rapporti umani.

Il nostro adattamento video-teatrale ha voluto smarcarsi da ogni banale effettistica, per concentrarsi sulla valenza etica di questo meraviglioso romanzo. Non a caso, non abbiamo dato alcuno spazio visivo al ‘mostro’; di esso parleranno solo i due personaggi principali, quindi da punto di vista sprezzante ed ostile. Solo alla fine si potrà ascoltare la ‘voce’ della Creatura, proprio a sottolineare la scelta cosciente di non dare un volto al mostro, ma di centrare l’attenzione sulle sue parole.

Created By
Danio Belloni
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