Diego Velazquez

Pittore spagnolo, nasce a Siviglia, nel 1599. Lavora in Italia, Venezia, Roma e Napoli.

I caratteri dello stile di Velazquez :

- Forte contrasto ombra e luce.

- La cura dei dettagli

- Le pennellate sono agili e fluide

Papa Innocenzo X

Ritratto di papa Innocenzo X, realizzato da Velazquez durante il suo soggiorno romano tra il 1649 e il 1650. Ritrae Giovanni Battista, papa dal 1644 al 1655 con il nome di Innocenzo X, era un personaggio proverbiale anche per il suo aspetto ruvido e satirico. Il quadro si regge su una serie di contrasti e di concordanze, che sono di mirabile invenzione. Innanzitutto è evidente il contrasto tonale tra il bianco e il rosso, che in varie tonalità domina in tutto il quadro. Il ritratto appare così vivo e naturalistico, che divenne uno dei quadri più celebri di Roma e uno dei più ammirati anche dai visitatori stranieri. Tale la sua fama, che questo quadro è quasi divenuta un’icona dell’immagine papale, ed insieme un modello, per i pittori successivi, dell’arte del ritratto.

Las Meninas

Las Meninas è uno dei capolavori di Diego Velázquez. Il dipinto fu realizzato tra il 1656 e il 1657. All'interno di una delle stanze del palazzo reale dell’Alcázar, viene rappresentata l’erede al trono, Margherita, accompagnata dal suo seguito, composto dalla damigella d’onore che si piega verso la principessa, la dama d’onore posta dietro a Margherita, sulla destra di chi guarda, e i due nani di corte. Sulla sinistra appare Diego Velázquez: è in piedi con pennello e tavolozza, intento a dipingere; sulla destra e più indietro rispetto alla prima fila di persone appaiono un’altra dama d’onore e un uomo della corte. In fondo sono appesi alcuni quadri dipinti dal genero di Velazquez, accanto a questi quadri e posto vicino alla porta è appeso uno specchio in cui sono riflessi i regnanti, genitori della principessa. In mezzo alla porta, in piedi su una scala è ritratto il ciambellano della regina.

Cristo in casa di Marta e Maria

Il "Cristo in casa di Marta e Maria" è un quadro del pittore spagnolo Diego Velázquez realizzato nel 1619. Attualmente è custodito alla National Gallery di Londra. Diego Velázquez è stato l'artista più importante tra quelli presenti alla corte di Re Filippo IV di Spagna. La scena del quadro si svolge all'interno di una cucina, dove la donna più giovane, probabilmente la cameriera, è intenta a pestare l'aglio in un mortaio; alle sue spalle una donna più anziana le indica quello che probabilmente è un dipinto. Sullo sfondo è presente la scena di Marta e Maria. Accurata è l'attenzine al dettagio di Velazquez.Ulteriore tema di discussione riguarda la rappresentazione sullo sfondo. Questo è l'evento come narrato nel Vangelo:

"Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù,ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" (Lc 10, 38-42)

Nel dipinto, Cristo è raffigurato come un uomo barbuto con una tunica blu. Marta ha le stesse sembianze della donna anziana alle spalle della giovane intenta a pestare l'aglio nella scena in primo piano.Si nota un gioco "dipinto nel dipinto" che lascia un alone di mistero nell'interpretazione nel quadro.

L’infanta Margherita in azzurro

L’infanta Margherita in azzurro è un dipinto realizzato nel 1659 dal pittore Diego Velázquez. Conservato a Vienna, il dipinto ritrae l’infanta Margherita Teresa all’età di otto anni.Si tratta di uno dei molteplici ritratti dell’infanta, che venivano inviati a Vienna per mostrarne la maturazione, di anno in anno, allo zio Leopoldo I d’Asburgo, a cui era stata promessa in sposa.Il quadro ritrae, su uno sfondo appena abbozzato, l’infanta Margherita in un ampio abito azzurro cupo decorato in oro.

“Il buffone Sebastian de Morra“

Sull’opera: “Il buffone Sebastian de Morra“ realizzato nel 1644, custodito al Museo del Prado (Madrid). Sebastian de Morra era un nano buffone di corte, storpio dalla nascita. Velázquez lo ritrae seduto, in una posizione che ricorda i burattini, con un'espressione severa e triste che contrasta con la sua professione, quasi a voler dar voce al tormento dell'uomo.

La Venere allo specchio

La tematica è ispirata alla mitologia romana, e la Venere viene rappresenta adagiata delicatamente su un letto. Cupido di fronte le porge lo specchio. La dea è completamente nuda, ripresa di schiena per il rigore delle inquisizioni spagnole del periodo. Il volto è del tutto celato. L'opera è stata realizzata in Italia 1649-1659

La ragazza con l'orecchio di perla

La ragazza con l'orecchino di perla, 1665-1666. Il viso ed il panno azzurro sulla fronte mettono in risalto lo sfondo scuro. Vi furono diverse interpretazioni del dipinto, molti studiosi pensarono che la donna fosse una schiava probabilmente amante di Vermeer, e gli orecchini non fossero di vera parla, ma di vetro. La fancilla indossa un un mantello color rame, una camicia bianca di cui si vede solo il colletto. Il volto della ragazza mostra una rara bellezza : labbra carnose,naso sottile.

In una stanza di un'agiata casa olandese, una donna sta aprendo una finestra sulla sinistra, mentre con l'altra mano impugna la brocca in metallo. La donna ritratta è una domestica, come si evince dal capo velato.lI dipinto è noto con sicurezza solo dal 1877. Probabilmente sta preparando la toeletta mattutina per la sua signora. Un'altra lettura è che stia aprendo la finestra per annaffiare dei fiori al davanzale. In ogni caso essa ha un'attitudine umile e meditativa, con lo sguardo rivolto verso il basso.

La lattaia

«La lattaia» è sicuramente uno dei quadri più famosi di Vermeer. Ad essere rappresentata è una domestica che, di lato ad una finestra, sta versando del latte da una brocca ad una ciotola di terracotta. La donna ha un aspetto molto serio, compiendo il suo compito con grande concentrazione. In sostanza qui Vermeer fa un quadro per simboleggiare il valore sacro del lavoro, anche il più umile e quotidiano.

Ronda di notte.

L’opera di Rembrandt rientra nel genere dei ritratti collettivi. In questo caso, in un’unica tela, sono rappresentati i componenti della milizia civica di Amsterdam. Il ritratto collettivo fu un genere inventato proprio dai pittori olandesi del Seicento. Nel caso della «Ronda di Notte» la grande tela non si limita a presentare in maniera statica più persone nello stesso quadro, ma presenta un’azione nel suo avviarsi. In pratica il capitano ha dato l’ordine che la milizia si muva. I componenti del gruppo si stanno quindi organizzando per assumere ognuno la propria posizione ed iniziare così il giro di ispezione.

A cura di : Martina Affinito-Martina D'Alessandro

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