Creato da Martino, Marco, Giulia D.G. e Giulia C.

QUANDO: VERSO LA FINE DEL SETTECENTO

DOVE: IN FRANCIA

CAUSE: c'è una crisi politica e sociale

il re tende ad avere il potere assoluto

la società è fortemente divisa in tre classi sociali: i nobili, il clero e la popolazione comune(borghesi, contadini,artigiani,banchieri,lavoratori di vario genere...)

Nelle campagne inoltre era ancora sviluppata la mentalità feudale con le corvées.

FATTI PRINCIPALI

Lo stato è in crisi perché deve sostenere i costi delle varie guerre e per mantenere i nobili della Reggia di Versailles

CHI: il re Luigi XVI si rese conto del problema che era sorto e quindi nominò ministri uomini capaci e onesti come:

  1. l'economista Turgot
  2. banchiere svizzero Necker

Però queste persone non servirono molto e infatti l'economia peggiorò. Diverse manifatture dovettero chiudere e i prezzi aumentarono.

Necker ad un certo punto però propose di far pagare le tasse anche ai nobili e al clero.

Ma a questa idea i nobili e gli ecclesiastici si opposero proponendo la convocazione degli Stati generali, dove fecero valere i loro voti.

Anche il terzo stato aveva chiesto di convocare questa assemblea per far valere i loro diritti e per avere condizioni di vita più umane e giuste.

Gli Stati generali vennero convocati solo il 5 maggio 1789. Entrambe le parti rivali speravano che il sovrano fosse a loro favore, ma esso era in realtà molto indeciso.

Le tre classi sociali.

Alla convocazione tra il terzo stato e i nobili con il clero ci fu un contrasto sulla modalità di votazione. Il terzo stato propose di votare "per testa" mentre nei secoli precedenti si era sempre votato "per ordine". Ma i nobili ebbero sempre la meglio e infatti fecero sciogliere la riunione.

Il terzo stato però era costante e infatti si riunirono tra di loro in una "Assemblea nazionale costituente", giurando di non separasi mai finché non ci sarebbe stata una COSTITUZIONE.

Necker sosteneva le idee dell' "Assemblea Nazionale Costituente" ma dopo vari ribattiti con il re venne licenziato.

Con questo fatto il popolo di Parigi si ribellò e assalì la Bastiglia, l'antica fortezza medievale di Parigi.

Il 14 luglio 1789, giorno della presa della Bastiglia , iniziò la RIVOLUZIONE FRANCESE(Révolution Francaise).

Il 4 agosto 1789 l'Assemblea Costituente votò l'abolizione dei privilegi della nobiltà e dei diritti feudali.

"la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino"

Questo importante documento affermava i diritti universali di tutti gli uomini. Il suo contenuto era sulle principali idee illuministe.

FINISCE LA MONARCHIA ASSOLUTA

Il re dovette accettare questi provvedimenti abbandonando la reggia di Versailles.

Nel settembre del 1791 l'Assemblea approvò la Costituzione che portò alla nascita di una monarchia costituzionale.

In base alla Costituzione il POTERE ESECUTIVO era affidato al re e ai suoi ministri, il POTERE LEGISLATIVO spettava all'Assemblea legislativa e il POTERE GIUDIZIARIO era amministrato da giudici anch'essi eletti.

Con la Costituzione finì l' Antico regime che aveva modi di vivere e pensare ancora medievali.

Nata la Costituzione l' Assemblea costituente, come promesso, si sciolse e così naque un' "Assemblea legislativa" che si divideva in partiti e movimenti politici:

  1. i GIACOBINI, repubblicani e favorevoli alle riforme
  2. i FOGLIANTINI di idee conservatrici e monarchiche
  3. i GIRONDINI, repubblicani moderati.

I Giacobini e i Girondini erano posti nei banchi di sinistra, mentre i Foglianti in quelli di destra.

In questo periodo vissero inoltre personaggi molto importanti per la Rivoluzione Francese: ROBESPIERRE, DANTON, MARAT.

Finché la Rivoluzione Francese si stava propagando le monarchie assolute più forti, Prussia e Austria, formarono un alleanza politico-militare per ristabilire l'autorità di Luigi XVI.

-Luigi XVI, dopo vari tentativi di fuga da Parigi , venne arrestato con la famiglia.

Nel 1792 naque la Convezione nazionale che proclamò l'inizio della Repubblica.

Luigi venne processato per tradimento e condannato a morte e ghigliottinato(nel 1793).

Nata la Repubblica, la Rivoluzione ebbe una svolta radicale e nel 1793 fu approvata la seconda Costituzione che introduceva il suffragio universale*.

In questo periodo in Francia era ripresa l'offensiva delle potenze straniere contro la nuova forma di governo(Inghilterra, Spagna, Olanda e Regno di Sardegna) e c'erano state anche delle rivolte da parte della nobiltà e della Chiesa. Tutto questo portò a una feroce guerra civile interna.

In questo periodo in Francia c'è terrore:

i poteri dello stato vengono affidati a un Comitato di salute pubblica, a capo di Roberspierre, che instaura una vera e propria dittatura, condannando a morte le persone che sono contro le idee della Rivoluzione .

Dopo la vittoria militare a Fleurus, il popolo decise di fermare Robespierre, che nel 1794 venne arrestato e processato a morte.

LA FINE DELL'ANTICO REGIME

Dopo il periodo del Terrore la Francia era stanca di fare guerre e desiderava maggiore tranquillità. Le classi sociali protagoniste erano i borghesi, gli artigiani, i commercianti, i banchieri, ecc.

Questa classe sociale insistette per far approvare una nuova Costituzione, la terza(entrò in vigore nel 1795), che garantiva le libertà personali, le proprietà private e la libertà economica. La Repubblica era affidata a un Direttorio e il potere legislativo a un'assemblea divisa in due Camere.

la Rivoluzione Francese lasciò dietro di sè vari cambiamenti. Essa segnò LA FINE DELL'ANTICO REGIME che aveva una mentalità MEDIEVALE E FEUDALE.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE AFFERMAVA:

  • l' uguaglianza di tutti i cittadini
  • la sovranità popolare (diritto dei cittadini di scegliere il tipo di governo che preferivano)
  • la libertà dei cittadini in tutti i suoi aspetti

le conseguenze della Rivoluzione francese

  • la giustizia divenne uguale per tutti
  • libertà economica (fine delle arti e corporazioni)
  • libertà di opinione(giornali, stampa)
  • difesa del Paese con un esercito nazionale (basta mercenari e stranieri)
  • chi lavora e produce viene considerato più importante e dignitoso (le terre della Chiesa e della nobiltà vengono espropriate e date in mano a gente lavorativa)

Questi principi rivoluzionari col tempo si propagarono in tutta Europa, arrivando sino a noi, che viviamo in una realtà di democrazie moderne.

la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino

Immagine della "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino"

Il 26 agosto del 1789 l'Assemblea nazionale costituente approvò una "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino. I diritti qui presentati valgono per tutti gli uomini e le donne del mondo: i diritti naturali sono "imprescrittibili" o "inalienabili". La "Dichiarazione" divenne famosa ben oltre i confini della Francia.

In questo documento si parla di:

  • uomini che nascono e rimangono liberi e uguali
  • i diritti naturali sono:la LIBERTA' , la PROPRIETA', la SICUREZZA e la RESISTENZA ALL'OPPRESSIONE
  • la legge è l'espressione della volontà generale; essa deve essere uguale per tutti;
  • tutti sonio liberi di dire le proprie opinioni, anche religiose, purchè non turbino l'ordine pubblico
  • la libertà di comunicazione è il diritto più prezioso dell'uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente (...)

le donne e la rivoluzione

Mentre gli uomini erano in guerra le donne: 1. lavoravano nei campi e nelle case; 2. li sostituivano nelle fabbriche e nei laboratori, anche se con un salario misero; 3.cucivano inoltre le uniformi per i soldati; 4. pagavano le tasse dei terreni; Tuttavia NON POSSONO VOTARE NE' ESSERE ELETTE e sono escluse dall'ambito politico.

Però non si rassegnano e fanno delle richieste scritte ai legislatori.

Nel 1792 trecento donne di Parigi chiedono all'Assemblea legislativa di potersi arruolare nell'esercito e inizialmente essa applaude ma poi non le accontenta. Comunque un centinaio di donne riesce a partire per il fronte .

Arrivano a creare dei CLUB FEMMINILI dove si commentano le leggi e i giornali e si discute di politica (alcune donne ricche aprono i loro SALOTTI a deputati e intellettuali)

La maggior parte di queste seguono le idee dei giacobini anche se in qualche caso ce n'è qualcuna che è contro le loro idee e che arriva perfino a pugnalare a morte un giacobino.

Nel 1793 le repubblicane di Parigi chiedono che a tutte le donne sia fatto l'obbligo di portare la COCCARDA, simbolo della rivoluzione e del diritto alla cittadinanza.

Con tutte queste richieste molti uomini cominciano ad intimorirsi e a temere che le donne acquisiscano troppa libertà.

Alcune donne si ribellano e una di loro, Olympe de Gouges, seguì il modello della "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" e scrisse nel 1791 una " Dichiarazione dei diritti DELLA DONNA e DELLA CITTADINA", invitando così le donne a lottare per la parità dei diritti tra maschi e femmine.

Nel luglio del 1793 viene accusata e condannata alla ghigliottina.

Sempre in quel periodo vennero soppressi tutti i club femminili, senza dare alcun vantaggio alle donne.

Tuttavia però questi fatti permettono che la CONDIZIONE FEMMINILE venga discussa, apertamente e verso una nuova mentalità.

Donne che discutono di fatti politici in un loro SALOTTO.

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