Giovanni Pascoli poeta FANCIULLINO

Negli ultimi anni la sua attività poetica si orienta verso poesie celebrative della grandezza d’Italia, e Pascoli diviene così il poeta ufficiale del regno, subentrando, anche in questo ruolo, al suo maestro Carducci.Giovanni Pascoli nasce a San Mauro di Romagna nel 1855. Ilpadre, tenutario dell'importante famiglia di Torlonia, hauna vita politica complessa e articolata, prima di fede repubblicana, poi monarchica. Svolge diversi incarichi pubblicie diventa anche sindaco della città, prima di morire vittima di un omicidio, mai risolto,quando il poeta ha solo 12 anni. Pascoli ha spesso spinto i suoi critci a letture psicanalitiche nelle quali viene attribuito un grande peso ai rapporti familiari. E' indubbio, infatti, che la figura del padre abbia un ruolo notevole nella poetica di Pascoli. Per reagire alla sua scomparsa, creò l'immagine del nido, simbolo di sicurezza dai mali del mondo. Altri lutti segnano la vita adolescenziale del poeta:la morte della madre, di una sorella e di due fratelli. All'età di 17 anni si avvicina al socialismo, dandone col tempo una lettura sempre più deludente e riduttiva. Si laurea con ottimi voti e inizia a insegnare in varie città d'Italia fino a ottenere la cattedra di Letteratura italiana all'Università di Bologna, appartenuta prima di lui a Carducci. Intanto cerca di ricostruire, almeno in parte, il nucleo familiare, chiamando a vivere con sé le sorelle Ida e Maria. Ma l’illusione di una ritrovata serenità familiare è interrotta dal matrimonio di Ida, che il poeta percepisce come un tradimento. Si stabilisce così con la sorella Maria a Castelvecchio di Barga, presso Lucca. Qui, mentre continua l’insegnamento universitario, si dedica alla scrittura di opere in versi e di saggi di critica letteraria ma, soprattutto, all’osservazione della natura e alla direzione del lavoro dei campi della sua tenuta.

Giovanni Pascoli e la sorella Maria
Casa Pascoli a Castelvecchio di Barga

Tra le raccolte poetiche di Giovanni Pascoli vanno segnalate Myricae (1891), la prima e fondamentale, i Poemetti (1897) e i Canti di Castelvecchio (1903), opere in cui il sereno mondo della campagna, con i diversi fenomeni atmosferici e i ciclici lavori agresti, pullula di suggestioni, di memorie e di visioni. Oltre che poeta, Giovanni Pascoli fu anche prosatore. Tra le sue opere in prosa ricordiamo la riflessione sulla poesia intitolata Il fanciullino (1897, 1902), il discorso politico La grande proletaria s’è mossa (1911), pronunciato in occasione dell’impresa libica, che contiene confusi spunti socialisti accanto ad atteggiamenti nazionalistici. Muore a Bologna nel 1912.

Lapoesia è stata pubblicata nel 1896 e fa parte della raccolta Myricae. E' costituita da sei quartinedi decasillabi e novenari alternati. E' stata scritta in ricordo del padre Ruggero, ucciso la sera del 10 agosto 1867. La notte di San Lorenzo, quindi, caratterizzata dalle stelle cadenti, diventa per il poeta caratterizzata da "un pianto di stelle". La poesia è costruita in modo rigidamente simmetrico: una strofa introduttiva + due strofe che hanno per tema l'uccisione della rondine + 2 strofe che presentano l'omicidio di un uomo (il padre del poeta) + la strofa conclusiva. Il poeta presenta il parallelismo tra la rondine che non riesce a tornare bal nido (topos pascoliano) dai suoi rondinini e il padre che non può portare le bambole alle figlie perchè viene ucciso. Da notare i richiami alla figura di Cristo, vittima innocente della cattiveria umana: "spini" (come la corona della Passione di Cristo), "come in croce", il "Perdono" che ricorda le ultime parole di Gesù sulla croce. Nell'ultimo verso emerge tutto il pessimismo del poeta: la Terra è "un atomo opaco del Male", un qualcosa di piccolo, insignificante, senza la luce della speranza perchè fatta di Male.

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