Thomas Hobbes Il leviatano

Thomas Hobbes nasce a Westport, in Inghilterra.

Compie i suoi studi a Oxford, ma deve la sua formazione soprattutto ai suoi viaggi e alle permanenze nelle città europee, che gli permettono di entrare in contatto con personaggi quali Galileo Galilei, Gassendi, padre Mersenne, per mezzo del quale riesce a far arrivare a Cartesio le sue Obiezioni alle Meditazioni cartesiane.

La sua opera principale è il Leviatano, pubblicato nel 1651, che ha come temi, come recita il sottotitolo,«la materia, la forma e il potere di uno Stato ecclesiastico e civile».

Pensiero che afferma hobbes

Hobbes afferma che nello stato di natura gli uomini sono tutti uguali tanto nelle facoltà del corpo quanto in quelle della mente – una tesi nuova e rivoluzionaria nell’ambito politico. L’uomo dello stato di natura è guidato, dice Hobbes, dalla cupiditas naturalis. Ne consegue che due uomini possono desiderare la stessa cosa e diventare, perciò, nemici. Motivo per cui Hobbes, riprendendo l’espressione di Plauto, definisce lo stato di natura una condizione di homo homini lupus.

definisce lo stato di natura bellum omnium contra omnes

La ratio naturalis sopraggiunge e consente il superamento dello stato di natura: piuttosto che correre il rischio di perdere i beni e la vita, è preferibile rinunziare a quell’originario diritto su tutto ciò che lo stato di natura sembra concedere all’individuo.

Un calcolo razionale, questo, che sancisce un contratto che permette all’uomo di uscire dallo stato di isolamento e guerra continua. Il contratto, afferma Hobbes, è stipulato in base a tre regole, dettate dalla ratio naturalis: cercare e conseguire la pace fin quando possibile; rinunciare al diritto di tutti a tutto e accontentarsi, per sé, della libertà che si riconosce agli altri; mantenere i patti stipulati. Ma ciò non bastava

È necessario un nuovo patto che comporti la subordinazione,L’obbligo del potere sovrano è esclusivamente quello di garantire la vita e la sicurezza dei sudditi ed è responsabile solo davanti a Dio.

Hobbes non contempla la divisione dei poteri e il sovrano non è limitato da principi di giustizia, poiché è fonte di giustizia esso stesso. La sovranità assoluta rende lo Stato simile a un Leviatano, mostro marino, simile a un coccodrillo, che nell’Antico Testamento (Giobbe, 40 e 41) è descritto come la più potente e terribile delle creature terrestri e non vi è potere sulla terra che gli possa essere pari.

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