La rivoluzione scientifica e le sue conseguenze a cura di campaci valentina

definizione

Quando in filosofia usiamo l'espressione "Rivoluzione Scientifica" intendiamo alludere a quella profonda trasformazione concettuale che si verificò dall'anno della pubblicazione del De Revolutionibus Orbium Celestium (1543) fino alla fine del Seicento. In quest'epoca si è diffuso un nuovo tipo di sapere, chiamato Scienza e che si caratterizza per alcuni punti coincidenti con quelli della scienza moderna: la riduzione della natura ad oggetto di ricerca da parte dell'uomo, svincolandola del tutto da ipoteche di carattere metafisico, l'uso di nuovi strumenti d'indagine come il telescopio o il microscopio, l'impiego del calcolo matematico per una più precisa misurazione dei fenomeni naturali, la diffusione di una mentalità sperimentale basata sull'osservazione sistematica dei fenomeni e sul controllo dei risultati.

La rivoluzione astronomica

niccolò copernico

Nel 1543 Niccolò Copernico pubblicò il De Rivolutionibus Orbium Celestium nel quale ripropose la teoria eliocentrica che, seppur formulata dal pitagorico Aristarco di Samo secoli prima, era stata presto abbandonata a favore della teoria geocentrica del modello aristotelico-tolemaico, più in linea con la fede cristiana. Copernico propose un modello nel quale intorno al Sole, immobile, ruotano nell'ordine Mercurio, Venere, la Terra con la Luna, Marte, Giove ed infine Saturno. Tutto intorno si trovano le stelle, immobili, il cui moto diurno rispetto alla Terra è apparente in quanto dovuto alla rotazione della Terra intorno a se stessa. Allo stesso modo è apparente il moto diurno del Sole e così pure quello annuo, dovuto quest'ultimo al moto della Terra intorno al Sole. E così per i cinque pianeti. Le dimensioni dell’universo copernicano sono considerevolmente maggiori di quello tolemaico.

giovanni keplero

Con la prima delle tre Leggi di Keplero (1609) si scoprì poi che i pianeti descrivono intorno al Sole orbite ellittiche e non circolari.

giordano bruno

La visione del cosmo di Giordano Bruno non deriva da osservazioni astronomiche o da calcoli matematici, ma da un'intuizione alimentata dal copernicanesimo, egli ammette la presenza di infiniti mondi. Egli infatti si chiese : Se la Terra è un pianeta che gira intorno al Sole, le stelle che si vedono in cielo non potrebbero essere dei soli circondati da rispettivi pianeti? Egli fu considerato eretico e condannato al rogo nell'anno 1600 a Roma.

Tra astronomia e metodo

galileo galilei

Con la costruzione del cannocchiale a opera di Galileo Galilei, si aprì la serie delle grandi scoperte astronomiche: i quattro satelliti di Giove (detti medicei), la presenza delle macchie solari che testimoniavano processi di trasformazione anche nei corpi celesti, gli anfratti della Luna, la negazione della diversità tra i moti rettilinei (ritenuti fino ad allora tipici del mondo sublunare), e quelli circolari (tipici del mondo sopralunare), e quindi della struttura di cielo e terra. Queste osservazioni furono pubblicate nel Sidereus nuncius nel 1610.

Con Galilei non si ha solo l’affermazione di una rivoluzione astronomica, ma egli rappresenta il primo scienziato moderno, perché consapevolmente affermava che la natura si potesse studiare attraverso l’uso dell’esperienza e della matematica con il metodo induttivo-deduttivo. Il metodo scientifico venne trattato nelle opere Il saggiatore (1623) e nel Dialogo sopra i due massimi sistemi (1630).

La rivoluzione metodologica

francesco bacone

Sapere è potere

Il metodo sperimentale si deve in parte a Bacone che nel 1620 pubblicò il Novum Organum. Il suo metodo era principalmente induttivo, ma veniva usato per cercare l'essenza di un certo fenomeno. Egli è considerato il primo scienziato della tecnologia in quanto afferma che il sapere non è fine a se stesso ma è utile per cambiare la natura a proprio piacimento.

renato cartesio

Il dubbio è l'inizio della conoscenza

Cartesio invece nei Discorsi (1637) dichiarò l'importanza del metodo deduttivo e del calcolo matematico a scapito delle esperienze.

L'anatomia

andrea vesalio

Andrea Vesalio è considerato il fondatore della moderna anatomia. Fu il primo a farsi assertore del superamento dell'antica medicina galenica e di una completa riscrittura delle conoscenze anatomiche e mediche, attraverso la pratica della dissezione dei cadaveri. Fu autore del De humani corporis fabrica, prima opera scientifica di anatomia, pubblicata nel 1543, arricchita da disegni e illustrazioni del corpo umano.

Alla scoperta del mondo microscopico

l'invenzione del microscopio

Il merito dell'invenzione del microscopio va attribuito a Zacaria Jannsen, un olandese che nel 1595 costruì uno strumento lungo circa 40 centimetri, composto da tre tubi che scorrevano uno dentro l’altro. Il prototipo era stato fabbricato dal padre, mentre i figli di Zacaria lo perfezionarono ulteriormente. Un esemplare, forse non autentico, degli originari modelli è conservato al museo di Middelburg (Paesi Bassi).

Le conseguenze della rivoluzione scientifica

L'astronomia e il mondo microscopico

Dopo tutte queste scoperte muta l’immagine dell’universo: viene distrutta la cosmologia aristotelico-tolemaica geocentrica; insieme alla nuova cosmologia eliocentrica nasce la nuova fisica, che la fonda e la giustifica. Questo mutamento cosmologico apre rilevanti questioni religiose e antropologiche: è ancora possibile pensare l’uomo come signore e centro dell’universo, come fine ultimo della creazione? E’ possibile pensare l’universo infinito? E allora quale rapporto c’è tra l’universo e Dio?

La rivoluzione copernicana fu uno dei fattori all’origine del barocco. Questa più ampia conoscenza della natura pesò enormemente sulla cultura e sull'arte tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII: toglieva all'uomo l'illusione, tipica del rinascimento del XVI secolo, di essere al centro dell'universo e di poter dominare spazi chiaramente definiti e delimitati. Di qui l'inquietudine dell'artista barocco, il suo senso di precarietà e di insicurezza. Questa insicurezza è bene espressa da Pascal, che invita a contemplare sia l’universo nella sua immensità per prendere coscienza della limitatezza della nostra condizione umana e di noi stessi come individui, sia l’infinitamente piccolo, che ci sgomenta, perché è anch’esso al di là delle nostre capacità di comprensione, e anch’esso incommensurabile.

“Maledetto sia Copernico” afferma Pirandello. Infatti per lui l'uomo non è più niente, è solo un puntino smarrito nell'immensità non misurabile dell'universo, una nullità che non può vantare pretese, una nullità le cui gesta ed azioni perdono il loro significato se commensurate con il resto della realtà.

il metodo scientifico

ll metodo scientifico diviene composto da una parte induttiva (osservazione, esperimento) e deduttiva (ipotesi, conclusioni) secondo quanto previsto da Galilei.

L'anatomia e l'autorità

Con Vesalio e altri anatomisti si compirono enormi passi avanti nello studio dell'uomo abbattendo i pregiudizi che derivavano dagli antichi. Nel Cinquecento in tutti gli ambiti della Scienza si dava per certo ciò che era stato scritto da illustri personaggi come Aristotele, Galeno e Ippocrate, ma spesso, per via dei pochi mezzi a disposizione, le loro affermazioni non erano corrette. In questo secolo e nel successivo si imparò a indagare sulla realtà e a non limitarsi al puro "ipse dixit".

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