CORSO DI FORMAZIONE GESTIONE DEGLI ALUNNI NAI (PRIMO INCONTRO: 13 FEBBRAIO 2017)

QUANDO? 13 Febbraio; 20 Febbraio; 6 Marzo

Quali argomenti?

  • ASPETTI TECNICI E LEGISLATIVI
  • ASPETTI PSICOLOGICI
  • LA DIDATTICA
  • LA VALUTAZIONE
  • L'ORIENTAMENTO
  • GLI ESAMI

Per chi è pensato?

  • Per gli interessati
  • Per chi vuole mettersi in gioco
  • Per chi vuole ampliare le proprie conoscenze
  • Per chi vuole portare il proprio contributo e mettere la propria esperienza a disposizione di tutti
PRIMA DI INIZIARE...COSA SIGNIFICA PER TE "ACCOGLIENZA"?

ASPETTI TECNICI E LEGISLATIVI

CHI SONO GLI ALUNNI NAI???

NAI è l'acronimo di Neo Arrivati in Italia. Sono NAI gli alunni che sono arrivati in Italia entro i 18 mesi. Per essi è previsto un intervento didattico personalizzato

QUALI DOCUMENTI CONSULTABILI

LE LINEE GUIDA MINISTERIALI PER L'INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

IL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI

Da dove comincio???
  • Da lei/lui!
  • Se sono in forte difficoltà linguistica, posso partire anche dal link con il Paese di origine e con la vecchia scuola
  • La documentazione prodotta;
  • Le informazioni sulla scuola e le eventuali indicazioni degli insegnanti.
  • Perchè non contattare la vecchia scuola via email?

ASPETTI PSICOLOGICI

“Siamo sempre lo straniero di qualcun altro” Tahar Ben Jelloun

TUTTI i bambini e i ragazzi arrivano da noi con già alla base un vissuto esperenziale. A noi sta aiutarli a portare avanti quelle passioni nascenti; quando arrivano da noi, NON ricominciamo da zero: portiamo avanti ciò che i nostri colleghi, dall'altra parte del mondo, hanno iniziato...

ALCUNE STORIE MIGRATORIE: METTIAMOCI NEI PANNI DI...

  • "Sono qui perchè ci ha chiamati mio padre"
  • "Sono qui perchè siamo fuggiti: nel mio Paese c'è la guerra civile"
  • "Sono qui con mio padre (e mio zio). Mia madre e i miei fratelli sono ancora nel mio Paese"
  • "Non avevo mai visto mio padre / mio fratello prima di ora"
  • "A scuola, nel mio Paese, ero il primo della classe. Qui mi sento fuori posto"
  • "Voglio imparare, ma non capisco l'italiano"
  • "Ero molto bravo in...
  • "Non so leggere e scrivere perchè non andavo a scuola"
  • La scuola era lontana dal villaggio e mamma non voleva che ci andassi, perchè ero il maschio grande e dovevo proteggere e lavorare per la famiglia

ALCUNE STORIE E TESTIMONIANZE VERE

POSSIBILI STRATEGIE DI ACCOGLIENZA

PREVEDERE UN WELCOME MOMENT, CON UN TUTOR
SOS MOMENT: IL MEDIATORE CULTURALE (Quando, come e perchè chiamarlo)
Collegati al sito dell'IC di Verdellino per i dettagli sul progetto di mediazione culturale
GROUP ACTIVITY ALLA PORTATA DI TUTTI
RAPPORTO DIRETTO
PAIR ACTIVITY / TUTORING con alunno parlante la stessa lingua
LA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE: I COLLOQUI CON LA FAMIGLIA

Prima di parlare, lasciamo che le famiglie si aprano:

  • Cosa conoscono i genitori dei loro figli?
  • Come possono aiutarci?
  • Quali suggerimenti possono darci per l'inserimento?
  • Com'è stata la vita del loro figlio prima di arrivare qui?
  • Che cosa si aspettano dalla scuola?

N.B. Se chiediamo la presenza della mediazione culturale, in particolare se dobbiamo condividere informazioni delicate, sinceriamoci che le famiglie ne siano a conoscenza e che approvino...

Quando abbiamo le informazioni che ci servono, e quando la famiglia si è sentita "accolta", siamo pronti per spiegare il funzionamento della nostra scuola

i progetti interculturali

PERCHE'? Per mantenere ferma e fissa la propria identità culturale, anche in un Paese straniero; QUANDO? In qualunque momento lo si ritenga COME? Cooperative learning - studio individuale su tematiche di approfondimento - trattando un argomento / approfondimento relativo al paese di origine con tutta la classe, chiedendo al nostro alunno di relazionare, anche in L1
Settimana dell'intercultura; valorizzazione delle competenze in L1; valorizzazione delle competenze relative al Paese di origine, come richiesto dalle indicazioni nazionali del febbraio 2014

QUALCHE LUOGO COMUNE...

Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Vivono in affitto in appartamenti fatiscenti. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.

(OTTOBRE 1912: relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione al Congresso Americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti)

Created By
Rita Diletta Di Leo
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