Loading

La Sala della Spogliazione Santuario della Spogliazione

A mettere a fuoco questa “icona” mi ha incoraggiato la visita che, il 4 ottobre 2013, papa Francesco fece ad Assisi sostando anche nella Sala della Spogliazione. Fu una data storica per la riscoperta di quell’evento singolare della vita del nostro Santo. La tradizionale visita ai luoghi francescani della nostra Città lo aveva lasciato piuttosto ai margini, nonostante che ad esso fosse dedicato uno stupendo affresco nel ciclo giottesco della Basilica Superiore, e ad onta delle sue numerose rievocazioni biografiche e cinematografiche. La stessa sala del vescovado in cui siamo soliti far rivivere l’evento, e che lo ricorda con un dipinto attribuito a Cesare Sermei, portava, fino a pochi anni fa, il nome inadeguato, anzi fuorviante, di Sala del Trono, in riferimento a un baldacchino che la decora. Negli ultimi anni c’è stato un costante cammino di riscoperta. Di qui anche la nuova denominazione. Tanti pellegrini ormai passano per la Sala della Spogliazione. (mons. Domenico Sorrentino)

Nell’episodio della spogliazione una parola è decisiva: «Finora ho chiamato te, mio padre, sulla terra: d’ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro che sei nei cieli». Pietro di Bernardone ha l’aria cupa di un padre sconfitto e arrabbiato. Il suo posto è preso dalla tenerezza del Padre celeste. Per Francesco la preghiera del Padre nostro finiva di essere una “formula”, diventava pietra angolare della sua esistenza. Lo stupendo affresco di Giotto fa librare le sue braccia verso il cielo, dove la mano del Padre lo attrae: appuntamento mistico nel cuore della Trinità. Francesco assume, in qualche modo, i lineamenti di Cristo. Sulle sue labbra fiorisce l’Abbà suggerito, nell’intimo del cuore, dallo Spirito Santo (cf. Gal 4,6; Rm 8,15). […] Il padre si allontana da lui con un gramo bottino di beni che ormai per Francesco hanno perso ogni valore. Una famiglia a pezzi. È triste che, da un evento di grazia, la famiglia di Francesco esca così duramente provata. Sia chiaro: la famiglia è un valore di prima grandezza.

Un preciso comandamento di Dio regola i rapporti tra i genitori e figli: «Onora il padre e la madre». Ciò che Francesco rifiuta non è il rapporto di amore con il padre, ma l’idolo che lo insidia, il dio-denaro, con le sue logiche di potere e di gloria, a cui Pietro pretendeva di piegarlo. Al tempo stesso, andando oltre gli affetti terreni, Francesco dimostra quanto il vangelo sappia generare un nuovo tipo di famiglia. «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? […] Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre» (Mc 3,33.35). Il figlio di Pietro di Bernardone è ormai diseredato e abbandonato dalla famiglia naturale. Ma non tarderà a fiorire intorno a lui una famiglia spirituale. Bernardo, Pietro, Silvestro, Egidio, – i primi compagni assisani – e poi tanti altri. Risposta di Dio – quasi regalo di nozze – alla sua spogliazione. Nasce la fraternitas francescana, il cui ideale sarà vivere «secondo la forma del santo Vangelo ». È significativo che nella Sala della Spogliazione, sul muro parallelo a quello dell’affresco della rinuncia, sia raffigurato il dono della Porziuncola, fatto dai benedettini a Francesco. Tra Santuario della Spogliazione e Porziuncola corre un filo ideale. Porziuncola: luogo di contemplazione e, insieme, laboratorio di fraternità. Non a caso il nostro progetto diocesano di rinnovamento delle parrocchie con le piccole fraternità – le Comunità Maria Famiglie del Vangelo –, radicato nell’esperienza di Gesù e della comunità cristiana delle origini, ha proprio nella Porziuncola il luogo ispirante.

Created By
Santuario Spogliazione
Appreciate