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Una Cattedrale di Pietre Luigi Lineri a Memoria Futura - Verona Outsider Art Festival

Si può essere poeti raccogliendo e archiviando sassi? Luigi Lineri ne è una potente e discreta conferma. Da cinquant'anni accumula i frutti del suo peregrinare alla ricerca della forma, creando così nella sua casa un "architettura babelica", secondo la suggestiva definizione di Gabriele Mina, antropologo che da tempo dedica la sua attenzione al sorprendente mondo degli architetti outsider.

Il lavoro di Luigi è stato ampiamente documentato ed esposto in diverse trascrizioni ma per Memoria Futura - Verona Outsider Art Festival, viene riproposto in una installazione suggestiva e coinvolgente: una visita virtuale immersiva realizzata da Marco Ambrosi - fotografo, che da tempo racconta mondi "al confine" - con Ximu.la, una giovane impresa lanciata nel mondo della realtà virtuale e aumentata.

L'installazione verrà presentata nel bel Palazzo Montanari, sede dell'Accademia di Belle Arti di Verona, e sarà visitabile dal 4 al 13 ottobre.

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"Un’opera fatta prima di tutto di necessità (arte “necessaria” si dice). E poi delle scelte di vita, delle rinunce, dei suoi passi sulla ghiaia; è fatta dello scorrere e dell’incresparsi delle acque dell’Adige; del prendere in mano, voltare e rivoltare i sassi, dell’ammucchiare sulla riva quelli scelti, del trasporto delle pietre dal fiume alla corte di campagna; è fatta del processo di catalogazione, di quello di impaginazione; del gesto di disporre nello spazio i vari fogli che raccolgono le forme. [...] è fatta dei patemi d’animo per la mancata tenuta delle colle dopo anni dall’impaginazione di questa e quella forma. È fatta delle delusioni per l’indifferenza o l’incomprensione dei propri compaesani. [...] Insomma, è un’opera che fluisce al ritmo del respiro di Lineri e che si completa anche, se non soprattutto, nella sua persona e nel suo senso di appartenenza a una antica civiltà."

Daniela Rosi, da "La forma salvata", testo sul lavoro di Luigi Lineri, pubblicato nel volume Costruttori di Babele, vasta rassegna di architetture babeliche curata da Gabriele Mina.

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“Memoria Futura”

Un festival itinerante, che giunge nella nostra città dopo tre anni di sperimentazione a Perugia, nella Libera Università di Alcatraz. Sarà poi a Bologna e fra due anni a Torino, ogni volta con un tema diverso. Gli organizzatori, per la tappa veronese, sono il LAO | Laboratorio Artisti Outsider e il Nuovo Comitato Il Nobel per i disabili ideatore dell'iniziativa partita quattro anni fa. La direzione artistica dell'evento è stata coordinata da Daniela Rosi, attiva da molti anni nell'ambito dell'Outsider Art e docente all'Accademia di belle Arti di Verona.

Memoria Futura vuole dare voce e, perché no, mercato ad artisti che talvolta escono da luoghi di cura, che quasi sempre vivono il loro percorso artistico in solitudine, che creano fuori dal sistema ufficiale dell'arte. Un filone artistico che arriva da lontano, dall’Art Brut di Dubuffet, diventata poi Outsider Art in America. E si parla sempre di arte, non di arte terapia.

Perchè artisti si può essere anche senza formazione, indipendentemente dalla propria posizione di marginalità, indipendentemente dal disagio mentale e ogni altra forma di svantaggio fisico o sociale.

Le giornate del festival prevedono mostre, laboratori artistici, spettacoli e contributi formativi multidisciplinari, coinvolgendo la città sotto vari aspetti. Interverranno esperti pronienti da una casta rete di enti e realtà private. Si toccheranno l’Accademia di Belle Arti, l’ex Dogana di Terra, la Chiesa di San Fermo Maggiore. E ancora il Teatro Satiro Off, la Gran Guardia e Palazzo Carlo Scarpa. Alla Gran Guardia sarà proiettato anche un cortometraggio su "La Ricerca" di Lineri che ha vinto a N.Y. la competizione filmica di Raw Vision, la rivista del settore più prestigiosa che esista.

dall'articolo di Camilla Faccini "Memoria Futura: a Verona il Festival dell’Outsider Art" su DAILY - VERONA NETWORK

Scarica con questo link il programma completo in formato pdf

"Si fa presto a dire sassi...

Un po’ meno a raccoglierne centinaia, migliaia dopo averle notate, prese in mano, osservate, scelte, caricate, accostate, amate…e non per un giorno o un mese o un anno ma per quasi cinquant’anni…per una spinta, un istinto, un desiderio inspiegabili, imperscrutabili, quasi al limite della follia perché passeggiando lungo l’Adige in un pomeriggio qualsiasi può succederti che i tuoi occhi non si fermino al tramonto, o all’acqua che scorre o alle tue emozioni ma che, un po’ per gioco e un po’ sul serio, i tuoi occhi si abbassino e si mescolino a quello strato silenzioso di sassi in uno strano dialogo tra uomo e pietra, passato e presente e che il tuo cuore si stupisca di fronte al ripetersi di certe forme…è incredibile questa sembra proprio la testa di una pecora, e anche questa e anche questa…questi invece sono corpi di donna e uccelli e pesci e questi sono visi, visi che ti parlano con parole di vento sul greto di un fiume…e ti convinci sempre più che qualcuno in un giorno qualsiasi abbia scolpito quei sassi, dando loro delle forme precise e dando a te una dolce e tormentata ossessione e ti stupisce lo stupore della gente e trovi incredibile la sua incredulità ma tutti i sassi che raccoglierai, sempre di più sempre di più, convinceranno la gente…non può essere stata la natura, l’acqua, una cascata, il lungo infinito percorso della loro storia a plasmare quei sassi ma i nostri antichissimi avi, i nostri padri primitivi…così finisce che ti scontri con chi mette in dubbio la tua assoluta certezza ma continui senza arrenderti mai controcorrente esattamente come i tuoi sassi…tutto questo ti può accadere in un pomeriggio qualsiasi conferendo alla tua vita un taglio unico, irripetibile, mitico…"

Genziana Lineri, testo introduttivo al sito dedicato al padre

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Le architetture babeliche, gli archivi del sogno, le ricerche irriducibili - come quella sui sassi, di Luigi Lineri - hanno bisogno di strategie sempre nuove per essere mantenute. Restauri inventivi, adozioni, travestimenti... entrare in dialogo con le opere e gli autori per salvarne, almeno, il senso di meraviglia e di fedeltà alla materia.

Gabriele Mina

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Un'intervista di Gabriele Mina a Luigi Lineri, pubblicata nel vasto e sempre crescente archivio on-line Costruttori di Babele.

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Marco Ambrosi | fotografo, lavora nel campo della comunicazione d'azienda, produce con Ximu.la ambienti di Realtà Virtuale e Aumentata, ha insegnato all'Accademia di Belle Arti di Verona, tiene laboratori per Verona FabLab e altri in contesti "sensibili" come carcere e centri di salute mentale. Sviluppa da sempre un'autonoma ricerca espressiva che lo ha portato ad esporre in più di venti paesi.

marcoambrosi.it

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Ximu.la | Nata nell'incubatoio del Verona FabLab, sviluppa applicazioni di realtà virtuale (VR) e aumentata (AR) ad alto valore aggiunto. Realizza esperienze immersive per la formazione del personale, il marketing di prodotto, i processi decisionali, la sicurezza sugli impianti, la cultura.

ximu.la

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Un particolare ringraziamento a

Daniela Rosi - Lao | Laboratorio Artisti Outsider - e Gabriele Mina - Costruttori di Babele