Gian Lorenzo Bernini A Natale con ... La Storia dell'Arte Prof. Dellafiore

Baldacchino di San Pietro, 1624-1633, bronzo, nella Basilica di San Pietro, Roma,

Chiamato a realizzare il Baldacchino per l'altare maggiore della basilica di San Pietro, Gian Lorenzo Bernini si trovo' difronte alla necessita' di creare un'opera unica sia perché' destinata ad uno dei luoghi singolo della cristianità' e sia perché' doveva sorgere proprio sotto la cupola del grande Michelangelo. Uno dei problemi dell'interno della Basilica è costituito dal fatto che la zona dell'altare è difficile da far risaltare viste le dimensioni gigantesche della chiesa. A Bernini viene quindi chiesto di valorizzare questa zona per far capire dov'è il luogo più importante ed egli inventa una struttura a baldacchino di 28,7 metri di altezza.

Autentico capolavoro dell’arte barocca, il Baldacchino fu realizzato con 8372 libbre di bronzo. La copertura superiore è sorretta da quattro enormi colonne tortili alte oltre 11 metri, ogni colonna poggia su un gigantesco piedistallo di 2 metri e 60 centimetri, in marmo di Carrara e ornato da specchiature in giallo antico. Sulle due facce esterne di ciascun piedistallo è scolpito su marmo bianco lo stemma del Pontefice che lo commission (Urbano VIII), uno scudo con tre api a bassorilievo sormontato dalle chiavi incrociate e dalla tiara Si sviluppa secondo una pianta quadrata, i cui lati creano delle curve ellittiche verso l’interno. Al di sopra sono posti quattro angeli, alle cui spalle partono quattro grandi volute, a forma di dorso di delfino, che si incontrano al centro per sorreggere un globo alla cui sommità vi è una croce. Questa forma così originale è nata sicuramente dalla necessità di dialogare con la cupola di Michelangelo ed il Bernini cerca una soluzione per contrasto. Alla regolare geometria della cupola, oppone una forma con linee tutte curve, che creano una spazialità aperta opposta alla chiusa spazialità della cupola.

Estasi di Santa Teresa, 1598-1680, marmo e bronzo d'orato, Roma, Santa Maria della Vittoria, Cappella Cornaro

Nella composizione il corpo della santa appare abbandonato su di un masso a forma di nuvola, con il volto dolcissimo, occhi socchiusi rivolti al cielo e labbra aperte, mentre un cherubino sorridente, con in mano un dardo dorato, scosta le vesti della santa, pronto a colpirla al cuore. I corpi sembrano sospesi nell'aria e nella luce ed emergono dalla penombra.

Bernini, dietro la scultura, crea una piccola abside, che fuoriesce dal perimetro della chiesa. In questo modo riesce ad aprire una finestra in sommità della piccola abside, che rimane invisibile a chi osserva la cappella. Da questa invisibile finestra entra dall’alto un fascio di luce che illumina direttamente ila statua. Per accentuare il valore simbolico della luce, inserisce una serie di raggi dorati, che esaltano la luce che entra dalla finestra nascosta. Una cappella che è quasi un palcoscenico teatrale. E tale fu l’intenzione consapevole di Bernini, che ai lati della cappella inserisce due piccoli palchetti finti dove sono le sculture dei committenti dell’opera, affacciati come a teatro ad ammirare l’estasi della santa.

Piazza San Pietro, 1660-1667, Roma

Nel 1629 moriva Carlo Maderno, l’architetto della «fabbrica di San Pietro» e nella prestigiosa carica gli successe Gian Lorenzo Bernini, che in quegli anni già lavorava in San Pietro per la costruzione del baldacchino. Il nuovo ruolo consentì al Bernini di occuparsi in maniera più diretta dell’architettura, ed egli fu sicuramente l’artista che più contribuì a dare a Roma un volto barocco. E di certo, come architetto, la sua realizzazione più importante, ed anche la più originale e geniale, rimane la sistemazione di piazza San Pietro.

Il suo colonnato consta di 284 colonne e di 88 pilastri disposti su quattro file. A coronamento della struttura vi è uno spesso architrave sormontato da una cornice di marmo. La copertura è a capanna, ma in prossimità della parte del tetto che sporge fuori, si erge una massiccia balaustra sulla quale sono collocate, rivolte verso la piazza, 162 gigantesche statue di santi. La forma del colonnato è simile ad un'ellisse; il colonnato si congiunge alla facciata della Basilica di san Pietro grazie a due ali laterali. Al fedele che attraversa la piazza in direzione della basilica si offrono, via via che avanza, visioni prospettiche sempre diverse della foresta di colonne e pilastri che lo circondano, quasi si trovasse in mezzo ad una scena.

Fontana ei Quattro Fiumi, 1648-1651, marmo travertino granito bronzo, Piazza Navona, Roma

La fontana è immaginata come una grande scogliera di travertino, scavata da una grotta con quattro aperture, che sorregge l’obelisco di granito. Sugli angoli della scogliera sono collocate le statue marmoree dei quattro fiumi che rappresentano i continenti allora conosciuti, identificati anche dalla vegetazione e dagli animali scolpiti accanto: il Danubio per l’Europa, con il cavallo; il Gange per l’Asia, con il remo e il dragone; il Nilo per l’Africa, con il capo velato associato al leone ed alla palma; il Rio della Plata di per l’America con un braccio sollevato - forse per ripararsi dai raggi del sole rappresentato dall’obelisco - ed accanto un armadillo.

Sulla parte alta della scogliera sono due grandi stemmi marmorei della famiglia del papa con la colomba che porta nel becco un ramo di ulivo, e la stessa colomba, in bronzo, è collocata alla sommità dell’obelisco. Magistrale fusione di architettura e scultura, la fontana dei Quattro Fiumi esprime movimento in ogni suo particolare scultoreo, dalla vegetazione, alle statue, alla fauna rappresentata nel bacino e sulla scogliera, divenendo il fulcro dell’intero spazio circostante.

FINE PARTE BERNINI, FEDERICO FONTANA, 4 TURISMO

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