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... VERSO LA PASQUA preghiera martedì 7 aprile

Oggi contempliamo l'ultima cena. Gesù e i suoi amici siedono a mensa. Tre anni passati accanto a un uomo letteralmente disarmante li hanno spinti a crescere a migliorare, ma hanno portato alla luce anche fragilità e incoerenze...

Nella notte in cui fu tradito, egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: «Prendetene e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi». (Preghiera Eucaristica III)

Dal Vangelo secondo Giovanni

Giuda, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: Dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».

Per la riflessione

Il capitolo 13 di Giovanni ci mette in dialogo con tre discepoli di Gesù: Giovanni, Giuda e Pietro.I loro atteggiamenti e le loro scelte sintetizzano bene i moti del nostro cuore. In ciascuno di loro possiamo cogliere un'esperienza che ci appartiene. Chi, come Giovanni, non ha desiderato, almeno una volta nella vita, poggiare il capo sul petto di Gesù, sentirne il battito, gustare l'intimità di un'amicizia profonda? Chi, al pari di Giuda, non ha sentito crescere dentro di sè la delusione, la rabbia, l'incomprensione verso il suo Signore? Chi, spinto dall'amore, non ha sperimentato la generosità e l'entusiasmo di Pietro: «Darò la mia vita per te!».

Tre esperienze, un unico volto: Gesù Cristo. L'espressione «Dare la vita» diventa autentica solo quando consegno l'esistenza a Gesù ed egli, che vive in me la trasforma in dono. Per ben tre volte in questo passo del Vangelo si narra che Giuda intinse il boccone. Quando esce il testo sottolinea che 'era notte'...

Quanti bocconi amari, parole amare, gelosie, invidie entrano in noi come tentazioni e possibilità concrete di volgere il nostro cuore al male. Eppure nulla di tutto ciò esaurisce la grandezza dell'essere umano.

Il tradimento di Giuda fa emergere in una sorta di chiaroscuro, l'infinita grandezza dell'Amore di Cristo; amore che ha la forza di annullare il veleno mortale del tradimento. Nel momento in cui l'uomo consegna l'Amico alla morte, l'amico dell'uomo, Dio, si consegna all'uomo per dargli la vita. Questo è il balsamo che guarisce le ferite dell'uomo.

In silenzio contemplo l'amore di Dio per me.

Ora raccolgo tutte le intenzione di preghiera personali e quelle che mi sono state affidate nella preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato e ci ha consegnato con la sua vita: Padre nostro.

Ogni volta che rinnego il tuo amore, Signore Gesù, scende nel mio cuore la notte. Ogni volta che mi allontano da te, mi invade la tristezza. Non lasciarmi, Signore Gesù. La forza del tuo amore mi tenga legato a te. Amen.

Concludo la preghiera ascoltando il Salmo 112, Beato l'uomo che teme il Signore, musicato da Claudio Monteverdi, e pubblicato nella sua raccolta dal titolo suggestivo Selva mortale et spirituale. Naturalmente Monteverdi utilizzò il testo latino (Beatus vir qui timet Dominum), secondo le esigenze liturgiche dell'epoca. (Fonte: Pastorale Giovanile Ambrosiana FOM)

Traduzione

Beato l'uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. / Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. / Prosperità e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre. / Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti: misericordioso, pietoso e giusto. / Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. / Egli non vacillerà in eterno: eterno sarà il ricordo del giusto. / Cattive notizie non avrà da temere, saldo è il suo cuore, confida nel Signore. / Sicuro è il suo cuore, non teme, finchè non vedrà la rovina dei suoi nemici. / egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s'innalza nella gloria. / Il malvagio vede e va in collera, digrigna i denti e si consuma. Ma il desiderio dei malvagi va in rovina.

Nella preghiera chiedo a Dio le virtù che fortificano il giusto: il timore del Signore, la gioia di cercare il suo regno, la giustizia generosa, la misericordia e la pietà, la fede e la saldezza del cuore anche a fronte di ogni 'cattiva notizia'.

Credits:

Creato con un’immagine di John Silliman - "Moon through leafy branches"