ci vediamo in tribunale i first nations denunciano la violazione dei trattati

Sono numerose le cause legali intentate da tribù e singoli clan di First Nations contro Provincia e Stato federale: i nativi si appellano al rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti a difesa delle tradizioni, dell'utilizzo del territorio, del mantenimento dello stile di vita. Ci si appella inoltre alla Dichiarazione ONU sui diritti dei popoli indigeni, che il Canada ha annunciato di voler ratificare soltanto nel 2016. E i processi in tribunale hanno esiti diversi.

La frammentazione del territorio da parte delle industrie estrattive (gas e petrolio ma anche miniere di rame, oro, carbone nonché legname) ha raggiunto negli ultimi 10 anni livelli di espansione sempre più rapidi. I corridoi di disboscamento turbano le migrazioni degli animali e l'equilibrio naturale ne è compromesso.

Secondo i Trattati, ancora in vigore in Canada ed ancorati alla Costituzione, gli indigeni hanno diritto ad utilizzare il territorio secondo le tradizionali usanze "finché splenderà il sole, scorreranno i fiumi e crescerà l'erba".

Ana Simeon ha lavorato al Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia e si è occupata di diritti umani non appena arrivata in Canada. Prima per Sierra Club BC e poi per Raven Trust, si è concentrata sulla diga Site C e sull'impatto della diga sul delta del Peace River, accompagnando una delegazione dell'Unesco in Alberta. "Per il governo canadese sarebbe un'onta internazionale essere accusato di non tutelare un sito patrimonio dell'umanità". Per Raven Trust, Ana contribuisce alle campagne di raccolta fondi per le diverse cause che vedono coinvolti nativi in British Columbia ma non solo.

Le compagnie di estrazione del gas tramite fracking usufruiscono di sconti e facilitazioni sulle norme per l'utilizzo delle acque pubbliche e per lo smaltimento dei residui. Nel nordest della British Columbia ci sono singole compagnie autorizzate a prelievi di acqua pari a oltre 10 milioni di metri cubi al giorno.

Chief Roland Willson dei West Moberly, in prima linea con tre cause riguardanti la diga Site C

I Blueberry River First Nation hanno citato la Provincia per "danni cumulativi". Nel loro territorio a nord di Fort St. John esiste una struttura industriale ogni 500 metri.

A gennaio 2017 è stata depositata la quarta causa contro la Provincia riguardante l'impianto della Petronas su Lelu Island. Alle iniziative dei Lax'kwalaams si è aggiunta la mossa dei Gitxsan di Hazelton, a metà tragitto dei gasdotti, preoccupati che l'impianto di liquefazione del gas sul Pacifico danneggi l'habitat dei salmoni, che proprio da lì risalgono lungo il fiume Skeena.

Un caso clamoroso di "vittoria" dei First Nations è il caso dell'oleodotto Northern Gateway della Enbridge, che la Corte di Appello Federale nel giugno 2016 ha bocciato argomentando che la consultazione dei popoli indigeni è stata carente. Sia il governo sia la Enbridge hanno rinunciato ad un appello. Qualche mese dopo il governo federale ha definitivamente cassato il progetto.

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paola rosa
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