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Gravidanza e Postura

“Durante la gravidanza, ci sono tanti modi di portare il bambino in pancia quanti sono gli archetipi iniziali. Abbiamo scoperto che la gravidanza accentua l'archetipo originale. L'equilibrio delle tensioni nel bacino è ovviamente di primaria importanza. È auspicabile lavorare a monte e a valle della gravidanza, consentendo così di “accordare” la tensione muscolare in modo globale”.

Basta osservare un certo numero di future mamme per scoprire che non c'è solo un modo per portare in pancia un bambino. Alcune donne hanno la pancia posizionata in alto, altre distribuita piuttosto in basso, altre ancora molto in avanti.

Questo è spiegabile dalla relazione che potrebbe esistere tra le posture evidenziate dal concetto di catene muscolari e articolari G.D.S: la postura influenza il modo di portare il bambino in pancia e la gravidanza non fa che accentuare la postura iniziale stessa.

Torneremo quindi sulle caratteristiche principali delle diverse posture e dedurremo le conseguenze sul posizionamento del feto.

Esiste una differenza marcata a livello delle ossa iliache tra un bacino umano, in cui le ali iliache sono aperte, mentre gli ischi si richiudono durante il passaggio alla bipedia, al contrario dei quadrupedi che hanno ali liache e ischi allargati.

Maternità come momento AM

La maternità fa immediatamente pensare all'AM, a causa dell'immagine spesso utilizzato da G.D.S. per illustrare questa struttura psico-comportamentale: l'immagine di bambino in posizione fetale.

Ed è proprio il bacino, residenza della AM, che possiede un’analogia con la nozione di maternità, di contenente, di recinzione, di protezione.

La postura AM dovrebbe, in linea di principio, essere la più appropriata per garantire la comodità del futuro bambino e quella della madre.

La AM (Fig. 2) infatti, con la sua tipica residenza situata al bacino, sembra essere perfettamente conformata per la gravidanza.

Generalmente infatti, le future mamme appartenenti a questa tipologia AM vivono gravidanze piene, ben vissute e confortevoli, anche se la pancia è molto bassa.

Quando la AM è in eccesso

Tuttavia, in caso di tensioni importanti nelle catene anteromediane, il bacino, che sembrerebbe perfettamente conformato per la gravidanza, rischia di non essere predisponente al parto, il quale richiede, al momento dell'espulsione, una corretta apertura degli ischi e la sufficiente nutazione del sacro.

Le tensioni eccessive del pavimento pelvico AM possono infatti mantenere lo stretto inferiore serrato, contrastare l’espulsione del feto, e rendere necessario un taglio cesareo.

La tensione di muscoli del diaframma pelvico non migliorano di certo le cose favorendo la lesione dei tessuti pelvici. L'elemento meno elastico del perineo è il suo centro tendineo le cui lesioni avvengono in modo pressoché costante, anche se in maniera più o meno importante.

Inoltre, pensiamo che il bambino installato in una comoda AM, rischia di cambiare poco o mai posizione: questo potrebbe portare ad un parto con posizionamento detto trasversale o “in posizione assisa”.

Le associazioni con tipologie non favorenti

Un'associazione con AL aggrava ulteriormente il problema.

Questa postura è caratterizzata da tensioni addominali importanti, il centro frenico è sollevato verso l’alto ma la pressione nel piccolo bacino già molto forte di per sé, è aumentata di il volume del feto.

Il perineo rischia di perdere la partita lasciando il posto ad un'incontinenza.

La crescita del feto renderà soventemente la gravidanza dolorosa, tanto per la mamma che vedrà aumentare le proprie tensioni reattive, quanto per il feto che rischia esaurire il proprio spazio a disposizione.

Una pressione eccessiva, in particolare addominale, può ostacolare il ritorno e linfatico dagli arti inferiori all'addome e generare disturbi circolatori come edema o persino la comparsa di varici.

Il rilasciamento delle tensioni addominali e la liberazione del torace verso l'ispirazione, saranno quindi utili durante la fase iniziale della gravidanza.

Una postura risultante dall'attività preferenziale delle catene postero-mediana e postero-laterale non sembra favorevole alla maternità. Simbolicamente, la catena PM corrisponde alla funzione guerriera e dunque si allontana da tutto ciò che abbiamo appena specificato per AM, ossia la funzione archetipale di Madre.

Una PM fisiologica, mantiene il sacro nella corretta condizione tra le ossa iliache e, in qualche modo, facendo le veci di papà attento, si occupa del nido dell'AM la cui residenza è il bacino.

Il paradosso delle catene che fa sì che una catena può essere tutto e il suo opposto, conduce la PM, in caso di eccesso, a portare in nutazione l’osso sacro e a disincastrarlo rispetto alle ossa iliache.

Le donne di questa tipologia portano la pancia molto in avanti ma anche verso il basso a causa dell'orizzontalizzazione del diaframma e a causa della discesa del centro frenico, tipico di un terreno PM marcato.

L’ osso sacro disincastrato è costretto a sospendersi ai legamenti sacroiliaci posteriori e più particolarmente ai legamenti assili, tesi dall’osso iliaco alla seconda vertebra sacrale. È necessario ricordare che l'utero dove si sviluppa rapidamente il feto è appeso al sacro. Gli sforzi di taglio legati all'aumento del peso del feto contribuiscono ad aggravare questo disincastamento del sacro. Questo genera spesso dall'inizio della gestazione dolori tipo di sciatalgie di origine piriformica, in quanto il muscolo piriforme viene reclutato come legamento attivo dell’articolazione sacroiliaca, nel tentativo di fermare la nutazione sacrale.

Il terapeuta dovrà calmare questa PM, prendendo grandi precauzioni nei primi due mesi, avendo premura di evitare di eccitare questa PM, nel frattempo che si cerca di calmarla.

Per quello che la scelta delle manovre sarà determinante, privilegiando la manualità dolce e determinate posizioni adatte a questa situazione; tra le altre, la posizione seduta su una poltrona da massaggio può offrire qualche vantaggio.

Nella pratica quotidiana, può succedere molte volte di avere la possibilità di preparare il terreno prima della gravidanza che è, ovviamente, la soluzione migliore per vivere una gestazione ben vissuta.

Risulta frequente che la PM e la PL marchino le loro impronte tipiche, approfittando del parto che necessita di una nutazione sacrale e di un allargamento degli ischi. Il nostro intervento sarà quindi quello di limitare l’installazione di queste impronte.

Fisiologicamente, la PL, il cui feudo si trova nella residenza dell'AM al bacino, ha il ruolo di controllare la l’AM regolando la distanza bi-ischiatica su un piano frontale.

Questo controllo si fa per l'intermediazione dei muscoli quadrato del femore e otturatore interno che frenano la chiusura dell'ischi avvenuta per i muscoli del perineo, specialmente i muscoli trasversi.

In caso di eccesso, questo controllo diventa dominazione e porta ad una distensione trasversale del pavimento pelvico.

Nel corso delle nostre valutazioni, abbiamo avuto molte volte l'opportunità di vedere una tendenza ad una difficoltà nel portare a termine una gravidanza, per le donne che presentano questa distensione perineale, sia sagittale come trasversale.

Questo è spesso più evidente nelle donne sportive, poiché gli sport di velocità promuovono la PL e lo spirito di competizione della PM. Ci capita di dover migliorare la situazione di un numero significativo di donne che erano alla loro seconda interruzione della gravidanza.

Personalmente penso che, in questi casi dove la PM è marcata, la posizione del sacro, con il suo disincastro tra gli iliaci, induce una pericolosa instabilità dell'utero, evento nefasto per l'impianto dell’ovulo fecondato.

Ancora una volta dunque, il lavoro preventivo è la migliore soluzione.

Una postura derivante da una scalata di tensione tra catene postero-anteriori e antero-posteriori è caratterizzato da una iper-rettitudine cervicotoracica, un torace fissato in posizione di ispirazione, una Iperordordosi diaframmatico-psoitica e un'antebascula del bacino.

L’iperlordosi sottesa dal diaframma e dallo psoas è spesso impressionante al punto che spesso è possibile entrare in contatto con il bordo anterolaterale del soma vertebre lombari

prendendo il tempo adatto per ridurre lo slack dei tessuti e facilitare il passaggio evitando l'aorta addominale.

A causa di tutto ciò, le mamme di questa tipologia PAAP portano la pancia molto avanti, il che aggrava questa iperlordosi preesistente.

Il trasverso dell’addome è disturbato nella sua fisiologia che è quella di contenere la pressione intra-addominale. Esso aumenta la sua tonicità, che può limitare le possibilità di aumento del diametro addominale. In questo caso, spesso abbiamo trovato la comparsa di una diastasi dei retti dell'addome.

L'antebascula globale del bacino aumenta l'angolo di antiversione del piatto sacrale,

che vanifica la buona base per accogliere il peso della colonna vertebrale. Questo può promuovere lo scivolamento in avanti di L5 su S1.

È quindi l'iperlordosi e l'antebascula del bacino che dovrebbero essere limitate, cosa difficile su una donna incinta. Ancora una volta la prevenzione sarà la via preferibile.

Bisognerà non dimenticare che il pivot primario di questa espressione psico-corporea è al livello della cervicale: è questa la zona dove è necessario iniziare il trattamento, cercando di rompere il cerchio vizioso di azione-reazione tra il collo, mantenuto in erezione tramite il lungo del collo e i pre-vertebrali e in basso il diaframma, il quale cerca di far scendere il suo centro frenico.

E’ solamente dopo questo lavoro di detensione, che potremo rilassare il diaframma e lo psoas e infine restituire la corretta lunghezza al traverso dell’addome.

In una fase già avanzata di gestazione, in mancanza di un intervento efficace su diaframma e psoas, lo scopo dovrà limitarsi a ridare la corretta lunghezza al trasverso dell’addome.

CONCLUSIONE

Un approccio globale come proposto da G.D.S. è perfettamente indicato nel campo di peri-natalità e in tutto ciò che include il periodo di gravidanza e parto, oltre che nel suo periodo seguente.

L'analisi della postura consente di prevedere alcuni disturbi che possono disturbare la gravidanza, attuando un lavoro preventivo, perfino prima dell'inizio della gestazione, quando questo sia possibile.

Inoltre, come beneficio collaterale, un buon lavoro preventivo, non può che facilitare il parto stesso.

La Relaxina è un ormone secreto durante la gravidanza e che ha effetto sul rilascio dei tessuti connettivi, dei legamenti e dei tendini, che consente la necessaria dilatazione permettendo al feto di svilupparsi.

Infine, il periodo postpartum è un periodo favorevole al lavoro di riarmonizzazione per il fatto che questo periodo è un momento in cui si prolunga una certa malleabilità tissutale ed articolare che andrà a beneficio del terapeuta e della neo-mamma.

Numerosi sono, dunque, i benefici e i campi di applicazione che possono essere messi in pratica dallo studio delle catene muscolari e psico-comportamentali GDS, perfino nell’ambito della gravidanza e parto.

Articolo tratto da Accordage -La revue du praticiens GDS N°9 2nd semestre 2018 di Philippe Campignion e liberamente adattato dal sottoscritto

Immagini di Philippe Campignion e Godelieve Denys Struyf , adattate dal sottoscritto

Created By
Fabio Colonnello
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