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"Un terremoto, a differenza di un evento più o meno accidentale localizzato, sconvolge tutti gli aspetti del territorio fisico e umano."

Quello che ha colpito L’Aquila nel 2009 porta con sé non solo l’immediatezza della morte, ma la certezza di una rivoluzione che riguarda ogni singolo sopravvissuto.

Lo sciame sismico ha modificato oltre che il territorio naturale anche il tessuto sociale, ancora più impattante per la vita quotidiana degli abitanti. Ma la trasformazione è una caratteristica fondamentale di un evento traumatico. La memoria converte il dramma in un’opportunità di cambiamento.

Tutto è da ridire.

Il collettivo MOOD Photography ha scelto così di raccontare 5 storie rappresentative della nuova generazione aquilana. Quella che a distanza di 10 anni dal sisma ha saputo reinventarsi, diventare altro.

Per una vera ricostruzione della propria identità.

COME L'ALBA PER LA NOTTE

foto di SIMONA BUDASSI

Paolo e Gabriella sono due bambini aquilani, entrambi nati nell'aprile 2009. Gabriella la notte del terremoto, Paolo quindici giorni più tardi.

Ho chiesto loro di parlarmi della loro storia e di accompagnarmi nei luoghi dove hanno vissuto dopo il terremoto. Ne è nato il racconto del percorso che le loro vite hanno seguito dopo quella notte.

Due storie simbolo di un futuro in evoluzione.

© simona budassi
SIMONA BUDASSI

Nata a Campobasso nel ’73, si occupa di fotografia dal 2014 ed è particolarmente interessata a temi sociali. Nel 2014 partecipa al progetto “Ecce Homo” con Caritas Pescara, nell’ambito del quale documenta la vita all’interno della casa famiglia per malati di HIV. Ancora per conto di Caritas Pescara, nel 2015 cura l’immagine della campagna per il World Aids Day. Dal 2016 al 2017 si interessa al tema della migrazione, con un viaggio lungo la "rotta balcanica" dalla Serbia alla Macedonia, e successivamente raccontando il tentativo di integrazione di giovani migranti africani in Molise, coinvolti nel progetto sportivo "Nero a metà", una squadra di calcio composta da ragazzi del luogo e da ragazzi di colore. E' membro del collettivo Mood Photography.

LUNGO LA LINEA ROSSA

foto di Alessandro Battista

La faglia di Paganica è la frattura del sottosuolo aquilano, che si è mossa alle 3:32 del 6 aprile 2009 generando il sisma che, con la sua forza distruttiva, ha per sempre cambiato la struttura urbana e sociale pre-esistente.

Quello che colpisce, camminando su un percorso ideale che corre lungo la linea di faglia, è il mescolarsi di un paesaggio oramai pressoché immobile da dieci anni, fatto di case crollate, ponteggi e gru, insieme a uno nuovo, fatto di moderni complessi residenziali e vecchi palazzi del centro storico sopravvissuti al crollo, che solo oggi cominciano ad essere restaurati.

Si percepisce sempre, nell’aria, una certa tensione, la presenza di un grande gigante che dorme nel sottosuolo di Paganica e che in qualunque momento potrebbe svegliarsi, scatenando nuovamente la sua forza distruttrice.

© alessandro battista
ALESSANDRO BATTISTA

Alessandro Battista, ha 45 anni, è nato e vive a Chieti. Fin da ragazzo è stato affascinato dalla bellezza del linguaggio fotografico. Nel 2014 comincia a studiare fotografia presso la scuola MOOD PHOTOGRAPHY di Pescara seguendo prima il corso di “story telling” e poi il master sullo svilluppo di un “long term project”. Ha realizzato progetti riguardanti la condizione di vita di persone con gravi disabilità fisiche e mentali e i flussi migratori in particolare lungo la rotta balcanica. E’ impegnato in progetti fotografici riguardanti il lavoro e l’ambiante. E’ attualmente membro del collettivo MOOD PHOTOGRAPHY.

LA MIA TESTA E' PIENA DI RICORDI CHE NON HO

foto di STEFANO SCHIRATO

testo di TIZIANA PASETTI

Una intera generazione è nata in quel periodo, un periodo senza basi solide, senza elementi fisici ai quali poter ancorare i ricordi futuri della propria storia.

Ci sono bambini che hanno vissuto i primi mesi e anni della loro vita all’interno di una tendopoli organizzata in un parcheggio di un centro commerciale o in una stanza di un albergo per vacanze estive sulla costa adriatica. E poi sono cresciuti all’interno di costruzioni a tempo e hanno imparato a leggere e scrivere in moduli provvisori.

Tutto questo in parte non c’è già più e il resto sparirà.

La ricostruzione ha un motto, in questa città: ricostruire com’era dov’era per lenire il dolore di chi ha perso i suoi legami del cuore.

© stefano schirato | testo tiziana pasetti
STEFANO SCHIRATO

Stefano Schirato, classe 1974, si laurea in Scienze Politiche a Bologna. Nel 1998 vince una borsa di studio offerta da Nikon e Grazia Neri per un workshop con Steve McCurry, fotografo di Magnum. Nel 1999 per il sostegno di Emergency pubblica il suo primo libro sul dramma delle mine anti-uomo in Cambogia, “Gli occhi della Cambogia”, con una prefazione di Ferdinando Scianna. Nel 2003 un lungo progetto fotografico sulla vita dei marinai nelle navi sequestrate viene pubblicato in un libro, “Né in terra, né in mare”, con prefazione del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, che visionato il lavoro ne aveva incoraggiato una pubblicazione. Negli ultimi anni, Stefano si è diviso tra tematiche sociali e politiche di respiro internazionale e fotografia di scena e backstage degli ultimi film di Tornatore. Collabora come freelance con riviste nazionali ed internazionali (New York Times, Washington Post, Le Monde, Le Figarò, Geo International, Vanity Fair) e dal 2014 è docente di fotogiornalismo a Pescara, città in cui vive, per la scuola Mood Photography, di cui è socio fondatore.

TIZIANA PASETTI

Tiziana Pasetti, nata nel 1974, giornalista e sociologa. Romana, vive a L'Aquila. Collabora con quotidiani e riviste nazionali e locali e i suoi campi di interesse professionale spaziano dalla letteratura (tiene una rubrica settimanale di consigli di lettura e recensioni per il circuito Mondadori) alle sfaccettature del reale con una predilezione metodologica per gli strumenti dell'intervista e delle storie di vita. Dal 6 aprile 2009 si occupa costantemente della lettura sociale e della divulgazione dell'evento sismico che ha colpito il capoluogo abruzzese. Cura la rubrica Anno X dedicata al decimo anniversario dal sisma sul quotidiano il Messaggero.

CI VEDIAMO LI'

foto di Simone Cerio

Il progetto delle New Town, nuclei abitativi costruiti spesso a decine di km di distanza dai centri storici dei paesi, ha generato una frammentazione del tessuto sociale aquilano. Fenomeni di depressione di massa, suicidi e altri problemi psicologici si sono riscontrati in quasi tutte le neo-abitazioni. Ma una nuova classe intellettuale sta nascendo, per impegnarsi a ricreare coesione sociale all’interno dei centri storici dei paesi colpiti.

© simone cerio
SIMONE CERIO

Simone Cerio è nato a Pescara nel 1983. Fotografo documentarista, è specializzato in linguaggi multimediali e visual-journalism sul tema dell’identità. Dopo aver realizzato numerosi reportage in diversi paesi, nel 2014, ha completato un assegnato in Afghanistan, in collaborazione con Emergency ONG, esibito in tutta Italia, per illustrare la storia del primo medico laureando italiano a terminare i suoi studi in un territorio di guerra. Vincitore del SocialPhotoFest di Perugia 2014, e del Festival Della Fotografia Etica di Lodi nel 2014, ha esposto i suoi lavori in tutta Italia e Europa. Simone collabora con importanti riviste nazionali e internazionali, su progetti indipendenti. È socio fondatore del collettivo MOOD Photography.

CENTOTTANTA

foto di Corrado De Dominicis

Gli eventi catastrofici naturali determinano esperienze di grave stress fisico e psicologico nella popolazione colpita. E’ errato, però, pensare a un semplice rapporto diretto causa-effetto tra evento traumatico ed effetti deleteri sulla salute.

Esistono importanti fattori protettivi e compensativi di fronte a eventi altamente traumatici, che possono essere utilizzati anche da persone con disturbi psichici che in genere risentono di una limitazione importante delle capacità di adattamento nelle normali situazioni di vita.

Lo studio della resilienza, intesa come capacità positiva di adattamento all’esposizione a eventi traumatici, ha messo in evidenza le abilità che portano a mantenere o recuperare la salute mentale a dispetto di drammatiche avversità. E’ verosimile che all’indomani del terremoto vi sia stato un aumento del capitale sociale che potrebbe essere stato protettivo.

RadioStella180, web radio dell’Associazione 180amici Onlus di L’Aquila, nasce con l’idea di dare voce ai ragazzi del Centro Diurno Psichiatrico dell’Aquila per favorire l’integrazione delle persone con esperienza di disagio mentale con tutta la cittadinanza. Nel periodo del sisma diventa strumento per dare voce a chi non ha voce, per entrare in relazione, senza barriere, e fare comunità senza lasciare indietro nessuno.

© corrado de dominicis
CORRADO DE DOMINICIS

Nasce a Pescara nel 1985. Si avvicina alla fotografia nel 2015 iniziando un personale percorso fotografico attratto dal reportage sociale. Fotografa per passione e per raccontare storie alla piccola Daria. Sta realizzando progetti personali a lungo termine. Dopo aver frequentato un corso di reportage e story-telling con il fotoreporter Stefano Schirato, ha seguito la masterclass Longterm project con i tutor Schirato e Simone Cerio. E’ membro del collettivo Mood Photography.

ACQUISTO SOLIDALE

Per sostenere il territorio che abbiamo scelto di raccontare, abbiamo deciso di devolvere il 50% del ricavato della vendita di una serie limitata di stampe fotografiche e di shopper all’Associazione Psicologi per i Popoli – Abruzzo.

Nata nel 2010 a seguito del Sisma Aquilano, l’associazione si occupa di psicologia dell’emergenza in ambiti locali e nazionali. Il loro scopo principale è quello di operare nella prevenzione, nella formazione e nella gestione psicologica di eventi traumatici dovuti a calamità naturali o prodotti dall’uomo.

STAMPE FOTOGRAFICHE

30x30 cm su carta 260 gr. EPSON Luster Certificate, montate su passepartout artigianali. Firmate dall’autore e complete di certificato di autenticità.

Dimensioni totali: 37x37 cm.

Costo: € 50,00

Per ordinare la tua stampa clicca su ORDINA e inserisci i tuoi dati nella mail.

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SHOPPER

Le shopper, in pvc, numerate e in edizione limitata, verranno ricavate dal recupero dei teli in pvc utilizzati per la mostra.

Il motivo riprodotto sarà assolutamente casuale. L'immagine seguente è puramente indicativa.

Dimensioni: 40x40 cm.

Costo: € 25,00

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STAMPA + SHOPPER

Puoi acquistare i due prodotti insieme ad un prezzo vantaggioso.

Costo: € 70,00

#12

LA MOSTRA

Sabato 6 Aprile alle 19.00 Bellamè è diventata una mostra, presso la sede di MOOD Photography in via Dei Marrucini 84 a Pescara, interagendo anche con l’ambiente urbano della città tramite un'installazione sui muri messi a disposizione dalla Rete Ferroviaria Italiana su via Lago di Campotosto.

Per chi avesse perso l'inaugurazione la mostra sarà visitabile su appuntamento inviandoci una mail a info@moodphotography.it oppure chiamando il 3687818983. Saremo disponibili dal lunedì al venerdì nelle fascie orarie 10-12 e 16-18.

Prossimamente, la mostra farà tappa all’Aquila, nella zona di Collemaggio.

Un ringraziamento particolare a SOGEDA, grazie al cui contributo è stato possibile realizzare l'esposizione.

vai su GOOGLE Maps

Inaugurazione: Sabato 06 Aprile, alle 19.00

LA SQUADRA

Il collettivo MOOD Photography nasce dall'esigenza di costruire un nuovo modello di pensiero. Un gruppo di fotografi pronto a cimentarsi su progetti a lungo termine.

Indipendenza artistica e autoproduzione sono le colonne portanti di questa idea.

web | Marco Di Vincenzo/MOOD

grafica | Davide D'Amato/MOOD

Created By
MOOD photography
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