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Ecuador, nella foresta amazzonica A caccia con gli Huaorani

Il sogno si avvera

Da ragazzo ho letto un libro che mi ha appassionato molto, si intitola “I fiumi scendevano a oriente”. L’autore, Leonard Clark, che è stato anche esploratore leggendario di quelle che all’epoca si potevano definire "le terre estreme di mezzo globo", narra le avventure vissute di persona nel viaggio del 1946 nell’oriente amazzonico alla ricerca del mitico “El Dorado” con partenza nel mese di luglio da Lima e arrivo a dicembre a Quito. Lo cito perché è sicuramente uno dei libri che ha influenzato il mio immaginario di viaggio, perché mi ha lasciato una voglia di Amazzonia che ho soddisfatto nel 2016 con il viaggio Amazonas e per via dell’itinerario. Il viaggio anzi la spedizione etnico - naturalistica lungo i fiumi amazzonici, così definisce il sito di Avventure nel Mondo il viaggio “Amazonas“, parte da Quito e arriva a Lima, l’itinerario di Leonard Clark aveva partenza e arrivo invertiti. La vaga idea di un viaggio in Amazzonia si è concretizzata a Genova, durante il raduno dei partecipanti di un viaggio di inizio 2016 a Cuba, davanti alle fotografie scattate propio in Amazzonia da Salgado nella mostra “Genesi” visitata nell'occasione. Davanti a quelle foto con l’amico Tiziano si è deciso di vedere se si riusciva a formare un gruppo per la partenza di agosto, il periodo in cui le piogge in Amazzonia sono meno intense. Il risultato è stato sorprendente per questo tipo di viaggio, gruppo "pieno" da 15, che ha reso possibile le foto e questa storia: Amazzonia, a caccia con gli Huaorani.

Il viaggio

Siamo arrivati nella zona dove vivono le comunità Huaorani di Bameno dopo qualche giorno di navigazione sul Rio Napo e sul Rio Chiripuno, immersi nella natura selvaggia, sistemati su due grandi canoe: una destinata al trasporto dei viveri e l’altra per noi, ed abbiamo montato le tende accanto ad un villaggio dove la vita scorre lenta e si percepisce un’atmosfera serena.

Nei giorni indimenticabili che abbiamo trascorso presso la comunità Huaorani abbiamo avuto modo di vedere quanto gli indios conoscano bene la foresta, utilizzando le proprietà delle piante in tantissimi modi e utilizzandone i principi attivi a vari fini, quando è stata organizzata la caccia anche per preparare il curaro.

Gli Huaorani

Presso la comunità Huaorani di Bameno ci accoglie una figura importante, uno dei capi riconosciuti che li rappresenta anche con il governo centrale, si chiama Penty, lo incontriamo a Coca ed è lui che comincia ad introdurci alle loro tradizioni, il loro modo di vivere e di pensare, ci parla del parco, i problemi con i petroleros, la zona cuscinetto e la zona intangibile.

Gli Huaorani, vivono al di fuori della civilizzazione, presso la zona intangibile, all’interno del Parco Nazionale ( Yasuni ) riconosciuto da poco come area protetta.

Come la maggior parte dei popoli amazzonici vivono in comunità stanziali lungo corsi d'acqua. Normalmente coltivano piccoli orti intorno ai villaggi garantendosi una grande varietà di frutta e verdura tra cui manioca, fagioli, grano e banane.

Inoltre cacciano e pescano, spesso utilizzando veleni vegetali per stordire i pesci. Oggi alcune tribù cacciano con i fucili, molte altre, invece, utilizzano archi e frecce, lance o cerbottane con dardi intinti nel curaro.

La caccia

Nella selva regna il silenzio, interrotto solo dai suoni degli animali della foresta e non esiste nessun sentiero, i nostri amici indios ci aprono la strada con i loro machete.

La foresta è fitta e rigogliosa, ricca di felci giganti e alberi altissimi, guadiamo fiumi e ruscelli su tronchi traballanti, viscidi e stretti, qualche volta gli indios devono crearci dei corrimano con liane e tronchi.

Il fango risucchia i nostri stivali e rende difficoltoso il cammino.

Proviamo cerbottane e lance, ma quando i nostri amici individuano una preda e si mettono a correre nella selva noi risultiamo impacciati (vestiti come siamo per ripararci da zanzare, ragni e insetti vari oltre che dalle proverbiali piogge amazzoniche e per giunta con gli stivali) e capiamo perché preferiscano cacciare nudi e scalzi con quel clima e quell’umidità.

Li raggiungiamo solo quando hanno già catturato un esemplare di pecari.

Created By
FABRIZIO VANZINI
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Credits:

Un grazie di cuore alla comunità Huaorani di Bameno