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IL RE FARFALLA Brian - Claudia - Claudio - Rida - Tommaso

C’era una volta, tanto tempo fa, un paesino molto piccolo, dove tutti si conoscevano e si aiutavano a vicenda. Il sovrano di questo paesello era un tiranno, tanto che nessuno aveva mai avuto il coraggio di entrare nel suo bellissimo ed imponente castello.
Una sera d’inverno, nevicava ed una signora vecchia e storpia stava portando la legna da ardere nella sua piccola casetta diroccata che si trovava non molto lontano da quel paesino. Dopo un po’, però, la ruota del carretto si congelò e si staccò, facendo cadere tutto il carico.
La povera signora, infreddolita, si ritrovò davanti al castello del re, così bussò, bussò e ribussò finché non le venne aperta la porta dal sovrano in persona: un bel ragazzo, giovane, alto e con gli occhi azzurri come il mare. La signora non esitò a chiedergli di poter alloggiare, visto che era notte, la strada era pericolosa e faceva tanto freddo. Il sovrano non la fece entrare, ma le disse che le avrebbe dato: un cavallo, una lanterna e delle coperte.
La signora lo implorò di farla entrare, perché, così vecchia e malandata, non sarebbe stata in grado di cavalcare. Il re iniziò ad insultarla e a deriderla.
La vecchia, delusa e amareggiata, si trasformò in una bellissima ragazza: alta, snella e dai capelli bianco latte.
Era meravigliosa e lui sarebbe stato per ore a guardarla. Lei gli disse:<< Non giudicare mai un libro dalla copertina!>>. Detto questo, distrusse il suo bellissimo castello e per punizione lo trasformò in una farfalla, con ali di colore nero e blu cristallo.
Di colpo la ragazza sparì in un raggio di luce, che la faceva sembrare una stella cometa. Lui cercò di chiamarla, ma ormai aveva perso tutto, anche il dono della parola.
Era disperato. Iniziò a svolazzare di qua e di là ed infine, stremato, si posò sopra un cavolfiore che si trovava nel giardino di una casa vicina al castello.
Volò fino alla finestra, dove si posò. Fu catturato da mani profumate che lo misero dentro un barattolo con dei residui di marmellata. Era affamato e mangiò voracemente. Sentì una voce, si girò e vide una ragazza non molto bella, un po’ grassottella e piena di lentiggini, ma molto dolce: era Bianca, la figlia di Celesta. Era alta, con un viso irregolare, la bocca piccola e degli occhi un po’sporgenti. La giovane stava chiacchierando con una signora che le raccontava di aver viaggiato e di aver incontrato molte persone in tutto il mondo. La signora aveva portato in regalo alla ragazza dei libri di astronomia. Appena la signora se ne andò, Bianca iniziò a leggere quei libri sgualciti dal lungo viaggio, ma pieni di argomenti affascinanti. Bianca era estasiata ed ogni tanto guardava la farfalla e le sorrideva, dopo un po’ aprì il coperchio del barattolo, il re-farfalla incredulo e felice si posò sulla sua mano. La ragazza col passare del tempo si affezionò all’insetto, gli parlava come se fosse una persona e per il re era una terribile sofferenza non poter comunicare con Bianca. La ragazza era rimasta così affascinata dall’astronomia che implorò i suoi genitori di mandarla ad approfondire quegli argomenti nella scuola della città più vicina. Non fu facile convincerli, ma pur di vederla felice, cedettero a quella richiesta e dopo tre mesi Bianca partì con la sua amata farfalla. In città non c’erano distese di prati, alberi, fiori colorati e profumati e per la farfalla, tutto ciò rappresentava una grande sofferenza. Ogni mattina la sveglia suonava all’alba e, dopo una veloce colazione, di corsa in biblioteca a cercare libri sui pianeti e sulle galassie, poi, la sera, doveva studiare meccanica e fisica ininterrottamente fino a tarda notte.
La vita in città era molto faticosa, ma per una ragazza volenterosa e solare come Bianca era impossibile non immaginare un mondo migliore. Dopo tre anni Bianca, che ormai era una giovane donna, riuscì, assieme alla sua amata farfalla, a costruire una navicella spaziale. La presentò a tutti gli scienziati ed a tutti i giornalisti del mondo. Dopo qualche mese Bianca e la farfalla partirono con la loro astronave alla volta dello spazio: erano felicissimi, emozionati, ma anche un po’ ansiosi.
In prossimità della galassia, chiamata Via Lattea, Bianca si girò, guardò la sua amata farfalla ed una luce abbagliante la avvolse ritrasformandola nella bellissima ragazza dai lunghi capelli bianchi che lo aveva mutato in una farfalla. Arrivati in orbita, lei disse al re-farfalla:<< All’inizio hai giudicato un libro dalla sua copertina, ma, in questi anni, sei rimasto a vivere in città, in un luogo che non amavi, non adatto ad una farfalla e lo hai fatto, perché ti sei legato a me, ti sei innamorato delle mie doti e non certo della ragazza grassottella e piena di lentiggini, quale ero. Questo significa che hai imparato la lezione e che ora meriti la libertà.>>
Con la navicella si avvicinarono ad una stellina e la farfalla la sfiorò con le ali, ritrasformandosi nel bel ragazzo che era prima.
Bianca e il re si abbracciarono
e lentamente tornarono sulla terra.
Per prima cosa andarono in città a prendere tutti i libri che avevano lasciato nella loro piccola casa, poi tornarono nel paesino, dove il re chiese perdono a tutti i suoi sudditi, i quali lo aiutarono a ricostruire il castello. I due si sposarono e vissero, per sempre, felici e contenti, come re e regina, umili e ragionevoli, regnando con pace e tranquillità.
Created By
Claudia G
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