Loading

Zanzibar Un viaggio tra spezie, colori, culture e natura

Devo essere sincera, avevo sentito parlare di questa isola e del suo mare bellissimo ma non è mai stata una meta prioritaria. Un giorno arriva Davide, il mio ragazzo, e dice "Eli, perché non andiamo a Zanzibar?". Inizia tutto per caso, mi documento, ascolto l'esperienza di alcuni amici (è grazie a loro se abbiamo scelto la struttura dove abbiamo soggiornato) e mi convinco.

Andare a Zanzibar significa essere catapultati in un'altra epoca, scoprire la triste storia degli schiavi, imparare le proprietà delle spezie ed essere conquistati dal suo mare. Ad oggi credo che come mare e spiagge posso benissimo inserirla nelle mie prime tre posizioni!

Zanzibar (Unguja) è l'isola principale di un arcipelago. E' un luogo magico, tutto da scoprire. I principali centri turistici si trovano a nord, dove il fenomeno delle maree è poco presente. Io ho scelto come punto di soggiorno Kendwa, poco distante da Nungwi, proprio per questo motivo.

Qui ogni sera potrete godere di un tramonto diverso. Sedetevi in spiaggia ed aspettate finché l'ultimo raggio di sole non sarà scomparso, lasciatevi cullare dal suono delle onde e sorprendere dai colori unici del cielo.

Zanzibar è anche l'isola dei contrasti. Da una parte i villaggi ed il turismo, dall'altra l'estrema povertà della stragrande maggioranza della popolazione. Uscite ed esplorate l'isola, entrate in contatto con questo popolo che con tanta dignità combatte ogni giorno per poter vivere meglio.

Il ragazzo con la maglia azzurra si fa chiamare Italia, è uno dei beach boys a cui ci siamo rivolti per le escursioni. Parla un ottimo italiano, è molto competente e non vede l'ora di condividere la reale situazione della popolazione. Dimenticavo: ha il tesserino che lo autorizza a fare la guida turistica. Tutti vi diranno di non fidarvi di questi ragazzi, io invece vorrei ringraziarli per la loro professionalità, per la loro gentilezza e perché hanno sempre fatto di tutto per farci star bene. I luoghi che vi racconterò li ho visitati con loro.
Ora basta, è giunta l'ora di iniziare a scoprire questa isola così unica!
Vi presento il nostro giovane capitano! :)
Benvenuti a Prison Island! Siamo a 5km a nord di Stone Town, la capitale. Il suo nome deriva dal fatto che questo luogo era utilizzato in un primo momento per la detenzione degli schiavi ed in seguito come centro di quarantena.

Oggi è famosa per le sue tartarughe giganti provenienti dalle Seychelles. Pensate che in origine erano solo due, oggi sono davvero tantissime e su ognuna di loro potrete notare un numero...

… Non pensate a cose strane, è solo la loro età! La foto risale a settembre 2018 e la più anziana aveva ben 194 anni!
Il primo incontro con il fenomeno delle maree, ma questo è ancora niente, tra poco rimarrete a bocca aperta!

Quella che a prima vista può sembrare una semplice spiaggia, in realtà è una lingua di sabbia che si forma in mezzo al mare solo con la bassa marea!

La sensazione è unica: state camminando sul fondale marino e, da lì a poche ore, il mare ritornerà ad essere padrone di quel luogo.

E per gli amanti dei crostacei… si griglia! Un'esperienza unica!
Fate attenzione a dove mettete i piedi!
Granchi...
… Coralli e...
… Stelle Marine sono solo alcuni piccoli, grandi incontri che farete!

La spiaggia davanti al nostro villaggio era davvero lunghissima, bianca, dove poter fare delle belle passeggiate. In alcune giornate abbiamo trovato un po' di maltempo ma posso dirvi la verità? Le nuvole passano in fretta ed i colori che vedrete non li scorderete mai!!!

I giorni volano in fretta ed è già ora di imbarcarsi verso una nuova avventura. Devo confessarvi che andare a visitare il villaggio di Nungwi mi metteva un po' di ansia perché, come già mi è successo a Santo Domingo, entrare in contatto con realtà così mi tocca profondamente. Mi zittisco e non riesco a scattare fotografie perché mi sembra di far loro un torto.

Qualcosa scatto, ma mi rendo conto che non lo faccio a cuor leggero. Ritraggo momenti pensando a quando poi racconterò la situazione reale, la loro dignità. Rimango colpita da quel senso di gratitudine che hanno verso gli italiani, secondo loro persone gentili che non guardano la ricchezza ma che sono sempre disposti a scambiare una chiacchiera con chiunque. La vera ricchezza è ascoltare le loro storie, leggere i loro occhi e raccontare che la loro povertà potrebbe non esistere per varie ragioni. Ma la realtà è un'altra: rimarrete stupiti.

Ho alcune immagini con i bimbi in fila per prendere vestiti, penne, quaderni e cibo che portano i turisti. Altre foto con adulti ed anziani che allungano la mano per chiedere qualcosa. Ma voglio chiudere solo con lo sguardo di questo bimbo, occhi vispi e la speranza di qualcuno che ha diritto ad un futuro migliore.

Il tempo vola ed arriva un nuovo tramonto. E' tempo di tornare in villaggio, di metabolizzare le emozioni provate.

Siete pronti? Saliamo in macchina e andiamo ad esplorare l'entroterra. Qui visiteremo una piantagione dove sono coltivate le spezie e scopriremo come la popolazione le usa per guarire i malanni.

Frutti, bacche, spezie, erbe qui ovunque volgi lo sguardo è una nuova scoperta. Ho avuto il piacere di assaggiare un chiodo di garofano fresco (non fatelo!!!) perché non stavo molto bene di stomaco e loro lo usano per curare quel disturbo. Ammetto però che mi ha aiutata a star meglio!

Cos'è? Dai è semplice, si tratta di zenzero!
Camminando nella foresta abbiamo anche incontrato lui...

Gli abitanti della piantagione sono bravissimi a lavorare le foglie di palma per creare anelli, cappelli, cerchietti..

Alla fine del tour potrete acquistare le spezie prodotte da loro (lo zafferano in pistilli è ottimo!!!) ed assisterete allo spettacolo. Un ragazzo si arrampicherà su una palma altissima per raccogliere i cocchi…

Ammetto che quando ha staccato i piedi ed ha iniziato a cantare non vedevo l'ora che fosse a terra al sicuro!

Il pomeriggio lo trascorriamo a Stone Town, la capitale dell'Isola. E' un miscuglio di stili, di stradine dove perdersi e di fantasmi.

Sì, di fantasmi, perché qui a Stone Town si è tenuto uno degli ultimi mercati di schiavi al mondo ed in questi luoghi le sofferenze e le torture persano ancora.

L'architettura della città nasce dall'intreccio di influenze arabe, indiane, europee ed africane. L'elemento saliente di queste architetture sono gli antichissimi portoni in legno intagliato: oggi se ne contano circa 250!
Benvenuti al mercato!

Se non sopportate gli odori evitate la parte del pesce, è un consiglio spassionato!

L'escursione di cui vi sto per parlare mi ha lasciata un po' così. Non rifarei la prima parte della giornata ma solo perché io adoro da sempre i delfini e vedere barche che li inseguono per far tuffare le persone al volo non è quello che penso io immaginando un bagno con questi animali così intelligenti.

Finalmente si arriva alla barriera corallina, l'acqua è limpidissima, i pesci coloratissimi e devo ammettere che a tratti sembrava di essere in un acquario!

E' tempo di tornare indietro, anche il cielo sembra sapere che quella di oggi sarà una delle ultime avventure del viaggio.
Prima di tornare in villaggio facciamo tappa in questa spiaggia deserta...
Lasciatemi qui!!!

E' tempo di tornare ma voglio salutarvi con i loro colori. Hanno nel sangue la musica, il canto, la danza e la pittura.

Mi sarei fermata ore ad osservarli dipingere sulla spiaggia. Non riesco ad immaginare un luogo più giusto per creare.
Jambo Zanzibar, non scorderò mai le persone che ho incontrato, i tuoi colori, i tuoi tramonti, la speranza, la gentilezza e la grande dignità di questo popolo.
Ciao, sono Elisa Piemontesi, nasco come fotografa di reportage specializzata in storytelling e presto capisco di essere attratta anche dal magico mondo dei social media. In "Plume, raccontare le imprese" ricopro il ruolo di fotografa e di social media manager riuscendo così a unire questi due mondi per raccontare storie uniche ed emozionanti! E' proprio l'esprimersi attraverso linguaggi ogni volta differenti ciò che lega il mio attuale lavoro alla mia formazione in un'accademia per lo spettacolo. Amo raccontare i viaggi che faccio, credo sia un ottimo modo per far vivere delle emozioni e magari per ispirare qualcuno.
Created By
Elisa Piemontesi
Appreciate

Credits:

Elisa Piemontesi - Plume raccontare le imprese

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a copyright violation, please follow the DMCA section in the Terms of Use.