PURGATORIO Flavia Bruselles - Flavia Spataro - Simona Brillantino supervisione a cura della prof.ssa Filippa Ferro

La montagna del Purgatorio
Il Purgatorio, descritto da Dante come una montagna altissima, è il secondo dei tre regni dell'Oltretomba cristiano che visita nel corso del viaggio. Con la guida di Virgilio, Dante vi arriva attraverso la «natural burella» che partendo dal centro della terra, cioè dal fondo dell'Inferno, si congiunge con l'emisfero australe, agli antipodi di Gerusalemme che si trova al centro dell'emisfero boreale. Totalmente invaso dalle acque, la montagna del purgatorio, è formata, alla base, da una spiaggia che corrisponde all'Antipurgatorio.
Rappresentazione iconografica delle pene del Purgatorio

Innumerevoli sono stati attraverso i secoli gli illustratori di Dante e delle sue opere, in particolare della Divina Commedia, la quale certamente si presta a ciò per la molteplicità e varietà di situazioni, personaggi e riferimenti. Uno dei più importanti pittori fu Hieronymus Bosch, nome d'arte Jeroen Anthoniszoon van Aken (1453-1513) , che ha rappresentato I Sette peccati capitali in un dipinto ad olio su tavola. Un altro importante pittore fu Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietto, al quale si devono le iniziali decorate e le scene dell'Inferno e del Purgatorio nella Divina Commedia di Alfonso d'Aragona appartenenti agli anni 1442 - 1450.

Le sette scene dell' "iride" mostrano i peccati capitali, ciascuno con la propria indicazione in latino: in basso si trova l'Ira, poi in senso orario Invidia, Avarizia, Gola, Accidia, Lussuria e Superbia. Il quadro di Bosch rappresenta i sette vizi capitali. E' interessante notare la varietà di separatori tra una scena e l'altra, ora fatti come colonnine, ora come pareti di edifici, magari anche con finestre che legano una scena all'altra, come nel caso di Lussuria/Avarizia.
Dante e Virgilio nel Purgatorio

L' ANTIPURGATORIO

L'arrivo nell'Antipurgatorio

Le anime penitenti arrivano nell'Antipurgatorio traghettate, dalla foce del Tevere, da un angelo nocchiero, e vengono accolte dal custode del secondo regno: Catone l'Uticense.

Il celestiale nocchiero
L'Attesa

Nell'Antipurgatorio le anime sostano in attesa di essere ammessi per un tempo che varia a seconda della categoria di penitenti cui appartengono, e l'attesa può protrarsi a lungo, ma non oltrepassare il Giorno del Giudizio in cui queste anime, comunque salve, accederanno al Paradiso.

L'incontro con le anime dei Contumaci

Qui per primi Dante incontra le anime dei Contumaci; coloro che sono morti dopo essere stati scomunicati dalla Chiesa e che attendono di poter iniziare la loro purificazione, cioè sostare nell'antipurgatorio trenta volte il tempo della scomunica.

L'attesa delle anime penitenti
L'incontro con le anime dei Negligenti

Successivamente incontra le anime dei Negligenti; tutti coloro che indugiarono a pentirsi delle loro colpe, o che si pentirono solo in punto di morte. O coloro che, occupati in armi, pensiero o politica, o troppo presi dalla gloria mondana, trascurarono fino all'ultimo la propria conversione. Adesso attendono di poter iniziare la loro espiazione sostando nell'Antipurgatorio tanto tempo quanto durò la loro vita.

L'ingresso di Dante nel Purgatorio

Prima di attraversare la porta del Purgatorio, l'Angelo guardiano incide con una spada sulla fronte di Dante sette «P», che rappresentano i sette peccati capitali che dovranno essere da lui scontati moralmente. Ogni «P» verrà cancellata all'uscita da ciascuna Cornice. L'ascesa di Dante lungo il monte, quindi, si presenta come un percorso di purificazione morale analogo per certi aspetti alla discesa all'Inferno.

Il “cortese portinaio” con la “spada nuda” che ha in mano incide “sette P" sulla fronte di Dante.

Infine, accompagnato da Virgilio, supera la porta del Purgatorio e inizia la salita della montagna.

IL PURGATORIO

Il purgatorio è suddiviso in 7 cornici: Superbia, Invidia, Ira, Accidia, Avarizia, Gola, Lussuria.

In ogni cornice c'è un angelo corrispondente. Per i Superbi l'Angelo dell'Umiltà, per gli Invidiosi l'Angelo della Misericordia, per gli Iracondi l'Angelo della Pace, per gli Accidiosi l'Angelo della Sollecitudine, per gli Avari l'Angelo della Giustizia, per i Golosi l'Angelo dell'Astinenza, per i Lussuriosi l'Angelo della Castità.

PRIMA CORNICE - I SUPERBI

Dante nella prima cornice incontra i Superbi, queste anime camminano curve sotto il peso di un grande macigno, che li costringe a guardare verso il basso perché essi, in vita, guardarono verso l'alto con presunzione.

La Superbia. Sulla sinistra: Nella Superbia si vede una donna di spalle intenta a provarsi un'acconciatura, mentre un diavolo le regge lo specchio. Sulla destra i Superbi prostrati scontano la pena secondo la legge del contrappasso.
SECONDA CORNICE - GLI INVIDIOSI

Nella seconda cornice incontra gli Invidiosi i quali indossano un cilicio e hanno gli occhi cuciti con fil di ferro: stanno seduti con le spalle poggiate contro la parete del monte e si reggono a vicenda, ascoltando esempi di umiltà e di invidia e recitando le litanie dei santi.

Gli Invidiosi. Sulla sinistra: L'Invidia è raffigurata mediante il proverbio fiammingo che recita "due cani con un osso difficilmente raggiungono un accordo". L'immagine mostra infatti due cani che non si interessano alle ossa davanti a loro, ma aspirano all'osso tenuto in alto; la coppia al di sopra è paragonata ai cani stessi, in quanto essi guardano con invidia un elegante nobile con il falco in mano, che fa lavorare gli altri per lui (l'uomo che porta il pesante sacco sulla schiena); aspirano a quello che non possono avere, mentre la loro figlia si rivolge dalla finestra a un pretendente, del quale spicca soprattutto il grande portafoglio.
TERZA CORNICE - GLI IRACONDI

Nella terza Dante incontra gli Iracondi avvolti da un denso fumo, che li soffoca e li acceca, come in vita si lasciarono accecare e soffocare dall'ira.

Gli Iracondi. Sulla Sinistra : L'Ira è rappresentata con una rissa tra due paesani ubriachi, mentre una donna cerca di calmarli.
QUARTA CORNICE - GLI ACCIDIOSI

Nella quarta cornice per espiare le proprie colpe gli Accidiosi, colpevoli in vita di scarso amore per il bene, adesso corrono gridando esempi di sollecitudine nel bene e del loro vizio di accidia punito, incitandosi a non perdere tempo per poco amore.

Gli Accidiosi. Sulla sinistra : L'Accidia è simboleggiata da un personaggio che dormicchia in un'abitazione accogliente, davanti a un camino, mentre la Fede, nelle sembianze di una suora, gli appare in sogno per ricordargli i suoi doveri di preghiera.
QUINTA CORNICE - GLI AVARI E PRODIGHI

Nella quinta cornice, l'unica in cui sono puniti due peccati opposti, gli Avari e Prodighi giacciono bocconi con il viso rivolto a terra, con mani e piedi legati e piangono ripetendo un versetto del Salmo 118 e gridando del loro vizio e della virtù premiata.

Gli Avari e Prodighi. Sulla sinistra : E' rappresentato un giudice disonesto, che accetta denaro di nascosto dalle due parti in causa.
SESTA CORNICE - I GOLOSI

Nella sesta cornice i Golosi orribilmente smagriti, passano sotto alberi carichi di frutta profumata e accanto ad una fonte d'acqua fresca, senza poter toccare, soffrendo la fame e la sete, mentre in vita si abbandonarono ai piaceri raffinati del bere e del mangiare.

I Golosi. Sulla sinistra : Due contadini mangiano e bevono smodatamente, davanti a un bimbo obeso che da loro trae cattivo esempio.
SETTIMA CORNICE - I LUSSURIOSI

I Lussuriosi e Sodomiti nella settima cornice camminano tra le fiamme, elevando il loro canto al Signore e gridando "esempi" di virtù contraria al loro peccato.

I Lussuriosi. Sulla sinistra : Nella Lussuria due coppie di amanti banchettano sotto un tendone rosato, rallegrate da buffoni.
IL PARADISO TERRESTRE
Il Paradiso Terrestre

Infine Dante arriva nel Paradiso Terrestre dove incontra le anime che hanno compiuto la loro espiazione. Qui, il poeta incontra Beatrice e all'apparire della donna scompare Virgilio, cosa che provoca la disperazione e il pianto di Dante.

Il rito di purificazione di Dante

Beatrice rimprovera aspramente Dante per i peccati che l'hanno fatto smarrire nella selva, quindi lei e Matelda immergono Dante nelle acque dei due fiumi: Lete il fiume dell'oblio che cancella la memoria dei peccati commessi e dell'Eunoè il fiume che rafforza la coscienza del bene compiuto.

Il battesimo di Dante con l'acqua della verità, rito indispensabile prima dell'ascesa al Paradiso Celeste, completa la sapienza della Ragione umana fin qui rappresentata nella figura di Virgilio e anticipa la Rivelazione e la Teologia che saranno successivamente rappresentate nella figura di Beatrice.

Matelda immerge Dante nelle acque dei due fiumi

Caratterizzata da una bellezza assoluta, sia nell'aspetto sia nei gesti, Matelda simboleggia la condizione umana prima del peccato originale. operazione che permette la successiva ascesa al Paradiso Celeste.

Beatrice, la nuova guida di Dante

Dal Paradiso Terrestre, infine, Beatrice accompagnerà Dante nell'ultima parte del viaggio, nei cieli del Paradiso Celeste, così come già preannunciato da Virgilio in Inferno.

Beatrice accompagna Dante nel Paradiso Celeste.

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Flavia Bruselles
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