25 MOTIVI PER AMARE LEOPARDI

  1. Perché amava nascondersi in soffitta e giocare con l'ombra e la luce sin da bambino, consapevole che la vita è tenerle insieme.
  2. Perché fu il primo a dedicare un verso a un creatore di gelati, di cui andava pazzo: "l'arte onde barone è Vito".
  3. Perché quando da bambino lo portavano via da una festa o dai giochi con gli amici cominciava a piangere come un forsennato.
  4. Perché ci ha fatto capire che la malinconia è molto di più del pessimismo.
  5. Perché a 21 anni aveva già scritto l'Infinito.
  6. Perché a 21 anni aveva già scritto che non c'è siepe senza infinito e infinito senza siepe.
  7. Perché nessuno come lui sapeva che l'immaginazione non è fuga dalla realtà, ma penetrazione e comprensione della realtà.
  8. Perché ha tentato di fuggire di casa scrivendo la lettera che ogni ragazzo dovrebbe scrivere in questi casi.
  9. Perché voleva scrivere una "Lettera ad un giovane del XX secolo", ma non fece in tempo. O forse sì.
  10. Perché si aggrappò all'amicizia come l'amore più grande.
  11. Perché "Dolce e chiara è la notte, e senza vento" è un endecasillabo capace di allontanare la tristezza.
  12. Perché tutti gli italiani sono dolcemente naufragati nel suo mare.
  13. Perché nascondeva i dolci vietati dal medico sotto il guanciale e li divorava di nascosto.
  14. Perché era soltanto un ragazzo di un paesello della periferia dello Stato Pontificio ad inizio del XIX secolo.
  15. Perché doveva procurarsi lavori che non amava per campare.
  16. Perché ha riempito le sue poesie di punti interrogativi come nessuno aveva fatto fino a quel momento.
  17. Perché la sua speranza è lunare: non ci nasconde il notturno della vita, ma vi cerca sempre la luce a cui aggrapparsi.
  18. Perché gli intellettuali del suo tempo lo soprannominavano "ranocchio" come bulletti di scuola media.
  19. Perché consigliava i biglietti della lotteria dicendo che la sua gobba portava fortuna.
  20. Perché ha guardato le stelle come se ogni notte fosse quella di san Lorenzo.
  21. Perché fece riparare molte volte il suo vestito blu, per essere più bello quando si innamorò di una donna.
  22. Perché nessuno come lui ha preso sul serio il dolore.
  23. Perché nessuno come lui ha preso sul serio la felicità.
  24. Perché ha resistito per decenni alla calunnia di pessimismo ricordandoci che "il cuore sente sempre ... un desiderio di qualche cosa, anzi di molto di più".
  25. Perché in una sua lettera riduce tutto all'osso: "Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né d'altre cose simili. Ma ho bisogno d'amore".
Datemi le vostre nuove e de’ vostri, e vogliatemi bene. Addio, addio. Il vostro Leopardi.

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