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Rivoluzione comunista in Cina pagina di felipe & milo

Video riassuntivo

Cina all'inizio del '900

Due anni dopo la proclamazione della repubblica cinese, avvenuta nel 1911, venne imposto un regime autoritario da parte del generale Yuan Shi-kai, che non riusci ad assicurare tranquillità e unità al paese. Al contrario la Cina precipito in una situazione di semi anarchia. Dopo la morte del generale il governo non ebbe più la forza per imporre la sua autorità alle province, dove i governatori militari, anche detti signori della guerra, si comportavano come capi feudali.

Avvento del movimento nazionalista

Nel 1917 la Cina intervenne, più che altro simbolicamente, a fianco dell'intesa nel primo conflitto mondiale. Alla fine della guerra le potenze occidentali riconobbero al Giappone, schieratosi contro la Germania nel 1915, il controllo economico dello Shantung, una regione nell'est della Cina. Questa decisione risveglio nel popolo cinese un sentimento nazionalista.

Donne soldato nazionaliste

Nacque cosi un movimento nazionalista capitanato da Sun Yat-sen. Questo movimento provoco numerose proteste, iniziate nelle università per poi propagarsi nelle grandi città.

Alleanza tra nazionalisti e comunisti

Le proteste da parte dei nazionalisti riscossero il consenso da parte del partito comunista, che era anch'esso favorevole ad una lotta contro l'imperialismo e i signori della guerra; questo portò l'appoggio da parte dei comunisti verso i nazionalisti. Nel 1921 venne formato un governo da parte di Sun Yat-sen a Canton.

Scontro iniziale tra comunisti e nazionalisti

Sun Yat-sen muore nel 1925, lasciando il potere nelle mani di Chiang Kai-shek, esponente del ala moderata che era più diffidente nei riguardi dei comunisti.

Chiang Kai-shek

I contrasti cominciarono a manifestarsi nel 1926, quando durante una campagna militare, in seguito riuscita, per riunificare il paese e scacciare il governo di Pechino (ancora riconosciuto dalle potenze occidentali); i nazionalisti attaccarono numerose roccaforti comuniste e ne bandirono il partito.

La crescita comunista

I comunisti, sconfitti nelle città e comandati da Mao Tse-tung, iniziarono a organizzarsi nelle campagne con molteplici "basi rosse". Proponendo così la strategia contadina, che individuava nelle masse rurali il vero protagonista del processo rivoluzionario. Ottenendo numerosi proseliti grazie anche alla mancata attuazione della promessa riforma agraria da parte del governo di Chiang Kai-shek.

comunisti cinesi

Offensiva dei nazionalisti contro i comunisti

Chiang Kai-shek decise di dare la precedenza alla lotta contro i comunisti, trascurando la minaccia giapponese. Lanciò fra il 1931 e il 1934 una serie di sanguinose campagne nelle zone controllate dai comunisti; che vennero investiti dall'offensiva e successivamente accerchiati nell' Hunan.

La lunga marcia

Nell'ottobre del 1934 i circa cento mila comunisti accerchiati nel sud del paese, sotto la guida di Mao diedero vita alla lunga marcia. Che consisteva in uno spostamento delle forze comuniste verso il nord in una regione giudicata meglio difendibile, lo Shanxi.

Rappresentazione grafica della lunga marcia

Durante questa lunga marcia morirono il 90% delle forze comuniste, lo stesso Mao rischio la vita in un'epidemia.

Accordo tra comunisti e nazionalisti

Quando nel 1936 lanciò una nuova campagna di annientamento, Chiang Kai-shek dovette scontrarsi con la dissidenza di una parte dell'esercito che chiedeva la fine della guerra civile e l'unione di tutte le forze nazionali contro l'aggressione giapponese. Nel 1937 le due parti stipularono un accordo secondo il quale si impegnavano a costituire un fronte unito contro l'imperialismo straniero.

Invasione giapponese

Nel 1931 i giapponesi invasero la Manciuria, una vasta regione ai confini con la Siberia, e vi crearono uno stato-fantoccio che avrebbe dovuto servire come base per un' ulteriore espansione sul continente.

Nell'estate del 1937 i giapponesi sferrarono un'attacco contro l'intero territorio cinese. Scontrandosi contro un'accanita resistenza da parte dell'intero fronte unito.

Il Giappone, uscito distrutto dalla fine della seconda guerra mondiale, viene occupato dalle forze alleate di cui faceva parte anche la Cina, che riprende dunque i sui territori.

soldati comunisti cinesi

Scontro finale

Tra il '37 e il '45 la forza comunista era decuplicata (essa poteva contare su quasi 1 milione di combattenti), a loro volta i nazionalisti avevano triplicato l'esercito e rifornito pesantemente l'artiglieria.

La guerra tra comunisti e nazionalisti riprende vigore dopo la fine del fronte unito. L'esercito nazionalista anche essendo superiore in numero e in artiglieria aveva però 10 anni di guerra sulle spalle, e il morale era prevalentemente basso; tanto che diverse unita nazionaliste passarono con i propri armamenti all'esercito comunista.

Fu molto importante la conquista della Manciuria da parte delle forze di Mao, il che li porto ad ottenere anche molteplici armi pesanti.

I comunisti nei 3 anni successivi dopo aver resistito ad un' ultima offensiva di Chiang Kai-shek, conquistarono definitivamente tutto il territorio cinese, scacciando i leader nazionalisti sull'isola di Taiwan.

gruppo di soldati comunisti

Chiang Kai-shek con i soldati nazionalisti

soldati comunisti pronti per la battaglia

soldati nazionalisti in azione

Ruoli esterni

Ruolo URSS

L'URSS nel 1945 dichiara guerra al Giappone e invade la Manciuria.Dopo la fine della seconda guerra mondiale firmarono un accordo con Chiang Kai-shek che richiedeva tra le altre cose il ritiro delle truppe sovietiche dal territorio cinese.

In questo periodo l'Unione sovietica non da aiuto alle truppe rivoluzionarie, successivamente però fornirà un moderato contributo in materiale bellico e un certo numero di consiglieri. L'URSS aiuterà poi il governo di Mao con risorse finanziare e tecniche.

Ruolo USA

Gli Statunitensi sostengono sin dall'inizio le forze nazionaliste, donando risorse economiche oltre a materiale bellico, aiuto nel trasporto aereo di truppe e 50 mila marines.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti provano a mediare un accordo tra comunisti e nazionalisti per formare un governo democratico. Il che non riscuote consenso da nessuna delle due parti.

Marshall prova a mediare tra due cine

Cina comunista

La Repubblica Popolare Cinese nasce nel 1949, ed era sin dal principio un paese sottosviluppato, tanto che 80% della popolazione era contadina

Il PCC con a capo Mao promosse una riforma agraria che prevedeva l'esproprio delle terre ai grandi proprietari terrieri e la ridistribuzione di esse a tutti i contadini. L'obbiettivo era di annullare il prestigio e il ruolo dei vecchi padroni.

Dopo solo 3 anni dalla distribuzione delle terre si passo alla collettivizzazione agraria per non lasciar sviluppare una nuova classe di contadini ricchi. Questi obbiettivi furono raggiunti anche grazie al sostegno finanziario e tecnico dell'URSS.

Il grande balzo in avanti

L'obbiettivo del grande balzo in avanti era lo sviluppo contemporaneo dell'agricoltura e dell'industria.

I risultati di questa politica furono molto deludenti, infatti il paese entrò in una grande crisi economica " i tre anni neri", per via della riduzione dei raccolti ci fu un'enorme carestia che portò alla morte di svariati milioni di persone.

All'interno del partito comunista iniziarono ad esserci alcune divergenze.

La rivoluzione culturale

Mao puntava a esaltare i valori dell'ugualitarismo e del collettivismo con la rivoluzione culturale. Il PCC pubblico e distribui gratuitamente il "piccolo libro rosso".

Nelle città fu lanciato un attacco generale contro le elite intellettuali, costrette all'autocritica pubblica. Molti dirigenti vennero sottoposti a una rieducazione. Si giunse a un grado di estrema tensione che rischio di accendere una guerra civile.

Il dopo Mao

Dopo la morte di Mao nel '76 salì al potere Deng-Xiao-Ping che procedette alla definitiva liquidazione della già arginata rivoluzione culturale e intraprese una moderata demaoizzazione. Si rinunciò così alla collettivizzazione dell'agricoltura e le imprese industriali ebbero maggiori margini di autonomia, con l'obbiettivo di accrescere l'economia e la produzione interna.

la Cina di oggi

La Cina dunque ha perduto alcuni dei suoi connotati egualitari, con la nascita di nuovi ceti sociali privilegiati, causati dal ritorno all'economia di mercato e all'apertura verso l'estero.

Il partito comunista però conserva il suo ruolo guida e mantiene un'accentuata rigidità ideologica che lascia poco spazio alla liberta di manifestazione del dissenso

Documentario

Documentario di Rai storia

Bibliografia

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_cinese

http://it.nextews.com/9e2e10ef/

correva l'anno - Mao Tze-tung di Rai storia

schede ricevute in classe

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