LEONARDO DA VINCI

“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”

LEONARDO DA VINCI nasce il 15 aprile del 1452 ad Archiano di Vinci. Nel 1469 si trasferisce con il padre a Firenze, dove diviene allievo del Verrocchio, compiendo i primi studi nella sua bottega.

Leonardo cresce artisticamente in un ambiente dove si insegnava a concepire la figura umana, scolpita o dipinta, non immobile ma inserita nello spazio. Fin da piccolo nutrì una forte insoddisfazione per ciò che faceva, non riconoscendo mai la sua maestria nell'arte e nelle scienze.

Fra tutti i suoi contemporanei è definito un caso unico. Fu un "homo senza lettere" (ossia non studiò nè latino nè greco) ma appassionato della storia antica.

Leonardo svolge la sua attività a cavallo di due secoli, il ‘400 e il ‘500, e proprio in questo sta la sua peculiarità: spesso gli è stato riconosciuto il merito di essere colui che, sintetizzando i caratteri della cultura quattrocentesca, ha posto le basi per una nuova impostazione nel Cinquecento, un secolo sconvolto da grandi avvenimenti religiosi e politici.

Diviene pittore indipendente nel 1472 ed il 5 agosto del 1473 da la sua prima opera certa, il Paesaggio con fiume, un disegno con una veduta a volo d'uccello della valle dell'Arno.

Introduce un nuovo tipo di prospettiva: la prospettiva aerea, che rende lo spazio in maniera più realistica. L'artista infatti si rende conto dell'esistenza di molteplici strati dell'aria, sempre più densi verso il basso ed in lontananza, motivo per cui i suoi volumi sono meno definiti sullo sfondo ed assumono un colore più tendente al bianco.

Giorgio Vasari scrive: " Non lasciò mai di disegnare" .

Infatti, Leonardo, nutriva una fortissima passione per il disegno. Numerosi sono i disegni da lui pervenuti, e molti anche solo su fogli, su cui l'artista ha lasciato schizzi, bozze e figure accompagnati da scritte o addirittura codici ed indovinelli, raccolte in biblioteche in tutto il mondo.

Nelle sue prime opere indipendenti, l'artista mostra una forte adesione al linguaggio comune degli allievi di Verrocchio. Appartenenti infatti al periodo in bottega sono: la Madonna Dreyfus (che contiene un piccolo "errore" di prospettiva, nel braccio destro eccessivamente lungo della Vergine) e l'Annunciazione.

L' Annunciazione
Madonna Dreyfus

Dal gennaio 1474 all'autunno 1478 non si conoscono opere dell'artista: i 4 anni di silenzio. Si ipotizza che il poco più che ventenne Leonardo fosse ancora incerto sul proprio futuro, così iniziò ad avvicinarsi al mondo della scienza; ebbe modo di approfondire l'anatomia assistendo alla dissezione dei cadaveri nelle camere mortuarie, ma dovette comunque studiare la fisica e la meccanica tramite esperimenti diretti.

Nel l'anno del 1476, Leonardo, insieme ad altri, viene accusato di sodomia, consumata prima verso i confronti del diciassettenne Jacopo Saltarelli, ed alcuni mesi successivi, un'altra accusa anonima. Nonostante la Firenze dell'epoca aveva una certa tolleranza verso l'omosessualità, la pena prevista in questi casi era severissima. Ma l'accusa venne archiviata e gli imputati furono tutti assolti.

Verso i suoi 30 anni, Leonardo si avvicina particolarmente alla famiglia dei Medici, in particolare a Lorenzo il Magnifico, che gli chiese consulenze militari e ingegneristiche.

Disegno dell'impiccato Bernardo Bandini, responsabile della Congiura dei Pazzi.

Una delle commissioni più importanti ricevute in giovane età, fu quella di dipingere la pala dell'altare maggiore di San Donato a Scopeto, con il tema dell' Adorazione dei Magi. Opera mai portata a termine o consegnata, sostituita quindici anni dopo da Filippo Lippi.

La scena è collocata in uno spazio aperto con la Vergine posta centralmente. C'è una forte prevalenza di colori caldi, e per la prima volta Leonardo introduce nella composizione anche il linguaggio dei gesti e dei volti. Una piccola curiosità vuole che il questo dipinto ci siano anche le fattezze dello stesso autore.

Nel 1482, partì per Milano, città che lo affascinò particolarmente per la sua apertura alle novità scientifiche e tecnologiche. Appena giuntò partecipò ad una gara musicale con una lira in argento, in parte a forma di testa di cavallo, alquanto insolita. Si dice infatti che Leonardo fu anche un grande musicista «laonde superò tutti i musici, che quivi erano concorsi a sonare» scrisse Vasari.

In quel periodo dipinse due importantissime opere: La dama con l'ermellino e La Vergine delle Rocce.

Dama con L'ermellino Vergine delle Roccie

Nei primi anni milanesi Leonardo proseguì con gli studi di meccanica, le invenzioni di macchine militari, la messa a punto di varie tecnologie.Verso il 1485 doveva essere già entrato nella cerchia di Ludovico il Moro, per il quale progettò con versatilità sistemi d'irrigazione, dipinse ritratti, approntò scenografie per feste di corte, ecc.

Un altro tema ricorrente del periodo milanese è il ritratto, in cui l'artista poté mettere a frutto gli studi anatomici avviati a Firenze, interessandosi soprattutto ai legami tra le fisionomie e i "moti dell'animo", cioè gli aspetti psicologici e le qualità morali che trasparivano puntualmente dalle caratteristiche esteriori.

Ritratto di Musico Belle Ferronnière

Intorno al 1490 a Pavia, Leonardo compie gli studi sul corpo umano e sulle sue perfette proporzioni, che culminarono nell'esecuzione del celeberrimo disegno dell'Uomo Vitruviano.

Le perfette proporzioni del corpo umano, sono inscritte nel cerchio , che rappresenta la perfezione divina e poi nel quadrato. Il disegno è accompagnato da due testi esplicativi.

Lo studio è un chiaro omaggio dell'artista al pensiero classico e una sorta di affermazione della scientificità della pittura.

Nel 1494 Leonardo ricevette però una nuova commissione, legata al convento di Santa Maria delle Grazie, luogo caro al Moro. Si decise di affrescare le pareti minori con temi tradizionali: una Crocifissione, per la quale fu chiamato Donato Montorfano, e un'Ultima Cena affidata a Leonardo.

Leonardo cambiò l'iconografia tradizionale scegliendo di non rappresentare Giuda da solo su un lato del tavolo, ma accanto agli altri sul medesimo lato rivolto allo spettatore.

Come è noto, l'artista , non si trovava a suo agio con la tecnica dell'affresco, poiché i veloci tempi di asciugatura dell'intonaco richiedevano un tratto deciso e rapido, non compatibile con i lunghi studi. Per questo inventò una tecnica mista di tempera e olio su due strati di intonaco, che rallentò le fasi di esecuzione dell'opera consentendogli di rendere una maggiore armonia cromatica.

L'esperimento si rivelò però drammaticamente inadatto a un ambiente umido come il refettorio,già nel 1517 Antonio de Beatis annotò le prime perdite di colore.

Nel 1502 Leonardo venne assoldato da Cesare Borgia in veste di architetto e ingegnere militare; per lui mise a punto un nuovo tipo di polvere da sparo, formata da una miscela di zolfo, carbone e salnitro, studiò macchine volanti e strumenti per la guerra sottomarina.

LEONARDO VS MICHELANGELO

Il rapporto tra i due geni del Rinascimento, fu difficile, spesso teso, a causa della differenza generazionale, ma soprattutto, per via dei caratteri diversi e degli ideali artistici inconciliabilmente lontani: il primo fu riflessivo, poliedrico e interessato al mondo naturale; il secondo più impulsivo, notoriamente riottoso e idealista. Leonardo condannò gli "eccessi anatomici e la retorica muscolare" che fanno parte dello stile michelangiolesco.

Nel 1503 venne incaricato a Leonardo ed a Michelangelo di affrescare il nuovo Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Al primo venne affidata la Battaglia di Anghiari, mentre sulla parete opposta, dove avrebbe dovuto lavorare Michelangelo, la Battaglia di Cascina. Per ragioni diverse, nessuna delle due pitture murali venne portata a termine, né si sono conservati i cartoni originali, anche se ne restano alcuni studi autografi e copie antiche di altri autori.

Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti

LA GIOCONDA

Identificata tradizionalmente come Lisa Gherardini, moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo (da cui il nome "Gioconda"), il dipinto, considerato il ritratto più famoso del mondo, va ben oltre i limiti tradizionali del genere ritrattistico.

"Leonardo ha creato con la Gioconda una formula nuova, più monumentale e al tempo stesso più animata, più concreta, e tuttavia più poetica di quella dei suoi predecessori. Prima di lui, nei ritratti manca il mistero; gli artisti non hanno raffigurato che forme esteriori senza l'anima. Solo nella Gioconda emana un enigma: l'anima è presente ma inaccessibile."

IL PAESAGGIO: Il quadro di Leonardo fu uno dei primi ritratti a rappresentare il soggetto davanti a un panorama ritenuto, dai più, immaginario. Una caratteristica interessante del panorama è che non è uniforme. La parte di sinistra è evidentemente posta più in basso rispetto a quella destra. Questo fatto ha portato alcuni critici a ritenere che sia stata aggiunta successivamente.

Considerando la grande cura di Leonardo per i dettagli, molti esperti ritengono che non si tratti di uno sfondo inventato, ma rappresenti anzi un punto molto preciso della Toscana, cioè là dove l'Arno supera le campagne di Arezzo e riceve le acque della Val di Chiana.

GLI ULTIMI ANNI: Nei suoi ultimi anni di vita progettò il palazzo reale di Romorantin, che Francesco I intendeva erigere per la madre Luisa di Savoia. Si trattava del progetto di una cittadina, per la quale previde lo spostamento di un fiume che l'arricchisse d'acque e fertilizzasse la vicina campagna.

  • L'ultima data presente su un suo manoscritto risale al giugno del 1518: preso da calcoli di geometria, gli studi sono bruscamente interrotti con un "eccetera, perché la minestra si fredda"! Si tratta di una rara annotazione istintiva di vita quotidiana, che rende la dimensione umana del personaggio che, incalzato dai richiami di qualcuno, deve rompere la concentrazione per mangiare.

Morì il 2 maggio del 1519.

« Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire. »

(Trattato della pittura, 27 r.)

leonardo da vinci: uomo e genio

LA PITTURA: La pittura, per Leonardo, è scienza, rappresentando «al senso con più verità e certezza le opere di natura». Era affascinato dai colori, la cosa che lo colpiva maggiormente era l'effetto che aveva l'atmosfera sui colori dei soggetti più distanti. Una delle sue teorie pittoriche affinate è "l'inazzurrimento dei lontani". Questo effetto è dato dalla sovrapposizione dei vari strati dell'atmosfera che dona una colorazione sempre più azzurrina man mano che l'occhio umano si allontana.

Leonardo studiò anche per primo in Europa la possibilità di proiettare immagini dal vero su un foglio dove potevano essere facilmente ricopiate, con la cosiddetta CAMERA OSCURA LEONARDIANA. Egli inoltre fu tra i pionieri dell'uso della pittura a olio in Italia.

“La pittura è una poesia muta, e la poesia è una pittura cieca.”

Lo Scienziato

LO SCIENZIATO: Secondo il pensiero di Leonardo, una prima verità si trae dall'esperienza diretta della natura, dall'osservazione dei fenomeni. Se l'esperienza fa conoscere la realtà delle cose, non dà però ancora la necessità razionale dei fenomeni. Le leggi che regolano la natura si esprimono mediante la matematica.

Riconosce validità allo studio dell'alchimia, «partoritrice delle cose semplici e naturali», considerata non già un'arte magica ma una scienza dalla quale l'uomo, partendo dagli elementi semplici della natura, ne ricava dei composti, come un moderno chimico.

Leonardo è conosciuto soprattutto per i suoi dipinti, per i suoi studi sul volo, probabilmente molto meno per le numerose altre cose in cui è stato invece un vero precursore, come ad esempio nel campo della geologia. È stato tra i primi, infatti, a capire che cos'erano i fossili, e perché si trovavano fossili marini in cima alle montagne.

Anche in astronomia ebbe intuizioni fondamentali, come sul calore del Sole, sullo scintillio delle stelle, sulla Terra, sulla Luna, sulla centralità del Sole. A quel tempo si era ben lontani dall'aver formulato le leggi di gravitazione, ma Leonardo già paragonava i pianeti a calamite che si attraggono vicendevolmente, spiegando così molto bene il concetto di attrazione gravitazionale.

Nella botanica compì importanti osservazioni: per primo si accorse che le foglie sono disposte sui rami non casualmente ma secondo leggi matematiche (formulate solo tre secoli più tardi); è una crescita infatti che serve ad usufruire della maggiore quantità di luce. Scoprì che gli anelli concentrici nei tronchi indicano l'età della pianta.

Soprattutto scoprì per primo il fenomeno della risalita dell'acqua dalle radici ai tronchi per capillarità, anticipando il concetto di linfa ascendente e discendente.

Gli studi d'anatomia

L'insaziabile desiderio di conoscere, di capire tutto ciò che vedeva, portava Leonardo a esplorare ogni cosa. Anche il corpo umano l'affascinava, quale macchina perfetta e ben più complicata delle macchine fatte di ingranaggi.

Fu il primo a rappresentare l'interno del corpo umano con una serie di disegni; si trattava anche di un modo del tutto nuovo per "guardare dentro" il corpo, rompendo tra l'altro antichi tabù.

Inventò l'illustrazione anatomica; un modo di illustrare che ancora oggi viene usato dai moderni disegnatori, la cosiddetta "immagine esplosa".

Studiò le ossa, i muscoli, le arterie, le vene, i capillari; riuscì a capire le alterazioni senili e persino a intuire l'arteriosclerosi. Gli sfuggì invece il ruolo del cuore, ma fu il primo a intuirne che come funziona come pompa. Per questo alcune strutture anatomiche cardiache hanno in seguito preso il suo nome per esempio: il “fascio moderatore di Leonardo da Vinci” o anche la “trabecola arcuata di Leonardo”.

Leonardo studiò anche i meccanismi dell'occhio per capire come funziona la visione tridimensionale, dovuta alla sovrapposizione di due immagini leggermente sfalsate.

  • Fece bollire un occhio di bue in una chiara d'uovo, in modo da poterlo sezionare e vedere ciò che si trova all'interno. Scoprì così la retina e il nervo ottico, e riportò queste osservazioni nei suoi disegni.

L'INVENTORE: Leonardo aveva espresso la sua fede nella possibilità del volo umano, dimostrandolo nel "Trattato delli uccelli", dal quale avrebbe voluto estrarre il segreto del volo. Il volo umano però, realizzato attraverso l'uso di una macchina, ed individua nel paracadute il mezzo più semplice.

“Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare.”

Pensa all'attuale bicicletta, all'elicottero, a un apparecchio a ruote dentate interpretato come il primo calcolatore meccanico, a un'automobile spinta da un meccanismo a molla e a un telaio automatico

Ideò numerosi concept, alcuni di essi, come la macchina volante, furono dei veri e propri prototipi. I suoi appunti contengono numerose invenzioni in campo militare: gli scorpioni, i cortaldi ( cannoncini da usare contro le navi), vari tipi di cannoni tra cui il cannone con 33 canne, le serpentine etc... Progetta navi con spuntoni che rompano le carene nemiche e bombe incendiarie composte di carbone, salnitro, zolfo, pece, incenso e canfora. Un altro progetto avrebbe compreso il palombaro, una prima addattatura del sottomarino.

La personalità di Leonardo

PRESUNTA OMOSESSUALITA': Che Leonardo possa essere stato omosessuale è un'ipotesi incerta, ma secondo alcuni studiosi sarebbe avvalorata da alcuni documenti e altri indizi, a partire dalla doppia denuncia anonima in cui veniva accusato di sodomia assieme ad altri quattro giovani fiorentini.

Secondo alcuni, aveva un controverso rapporto con i suoi allievi Melzi e Caprotti, molto più giovani di lui e avvenenti: forse furono semplici garzoni, ma alcuni congetturano che oltre al discepolato si fosse instaurato un legame pederastico.

Altri indizi vengono dedotti dalla esistenza di disegni erotici privati dell'artista, tra cui in particolare uno nella Royal Collection in cui un efebo, dalle fattezze tipiche dei suoi modelli, è ritratto in evidente itifallia (in erezione).

Dalla nota dello stesso Leonardo, «ne la mia prima ricordazione della mia infanzia è mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra»,derivò l'interpretazione di Sigmund Freud, nel suo libro "Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci", pubblicato nel 1910, come fantasia di un atto sessuale orale, mentre il nibbio rappresenterebbe androginicamente la madre.

"Dalla curiosità sessuale infantile dell'artista deriverebbe la sua curiosità artistica e scientifica mai soddisfatta e conclusa."

  • Se l'omosessualità di Leonardo resta incerta, la sua irreligiosità e scetticismo religioso, sono indubbio. Molte sue note mostrano disprezzo verso gli uomini di Chiesa, nei confronti dei preti che dicono la messa, sulle chiese, sul vendere il Paradiso, o anche sulle "invisibili monete" ( le promesse di vita eterna),sui conventi ed addirittura ironizza sui riti e, sulla devozione delle immagini.

A questo si aggiunge la figura di Leonardo "esoterico", parzialmente vera.

Leonardo infatti, è sempre stato un personaggio avvolto da un alone di mistero, sia per la sua singolare personalità, sia per l'incredibile poliedricità dei suoi interessi. Non mancano, nel suo personaggio, alcuni lati per così dire "oscuri", che possono suscitare incertezze e perplessità, come i metodi con cui riusciva a condurre le sue indagini anatomiche, o il suo approccio immanente, così anticipatore dei tempi. A ciò va aggiunta la scrittura criptica da destra a sinistra e l'abitudine, per divertimento, di inventare frasi in codice, anagrammi e rebus.

  • Si dubita anche che Leonardo era probabilmente nato mancino e corretto poi a usare la mano destra.

Questi e altri elementi hanno costituito un immenso serbatoio da cui attingere per rileggere la sua vicenda umana, artistica e intellettuale, secondo nuove interpretazioni, che poco hanno a che fare col senso autentico della sua complessa personalità. Il caso più eclatante ed emblematico, resta senz'altro nel romanzo Il codice da Vinci di Dan Brown, col suo clamoroso successo editoriale e mediatico. In esso, tra enigmi, omicidi, esoterismo, trame intrecciate, arte ecc..., si narra di un segreto sconvolgente per la Cristianità tramandato nei secoli da una sorta di società segreta, il Priorato di Sion, ma tenuto nascosto dalle gerarchie ecclesiastiche. Tale segreto riguarderebbe la natura umana di Cristo, il suo matrimonio con la Maddalena e l'esistenza di una loro progenie. Tra fatti storici realmente avvenuti e altri di pura fantasia, si sostiene che Leonardo abbia rivestito la carica di Gran Maestro del Priorato, celando in alcune sue opere, tramite allusioni e messaggi in codice, una serie di riferimenti alla sua partecipazione attiva e al segreto.

Tra le varie opere scelte da Dan Brown ci sono la Gioconda e il Cenacolo: il primo nasconderebbe un autoritratto del pittore in vesti femminili, il secondo sarebbe una rappresentazione del "segreto", con san Giovanni che andrebbe identificato come la Maddalena. Nonostante le infinite polemiche generate dal libro, la curiosità e l'attenzione quasi maniacale generata su quasi tutto ciò che riguarda Leonardo ha avuto, tutto sommato, il merito di portare sotto i riflettori il genio di Vinci, con mostre, convegni, inchieste e documentari passati su tutti i media del mondo.

“La vita bene spesa lunga è”

Marta Pepe IV D Linguistico

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Marta Pepe
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