Se stai male schiaccia il pulsante rosso la pazienza dei pazienti di Niguarda

Quando sono caduta dalla bici e il mio piede ha scoperto nuove forme e angolazioni, non ho rivisto i momenti più significativi della mia vita, ma tutti gli sbattimenti che avrei dovuto affrontare. Non stavo, infatti, andando all'Aldilà: un soccorritore gentile, con una macchina blu e un cane che non mi ha mai smesso di leccare, stava per portarmi all'ospedale più vicino. Il Niguarda.

Lui è l'Orsetto Speranzoso e ha una caviglia ingessata, come me. È stato per dieci giorni vicino al letto 22, terzo piano, reparto di Ortotraumatologia. Ha ascoltato gli infermieri, con la divisa azzurra, e gli operatori socio-assistenziali, con la divisa bianca, dirmi:

"Se stai male, schiaccia il pulsante rosso!"

L'Orsetto Speranzoso sapeva quante volte avrei voluto schiacciare quel pulsante. Tutte le volte che ho sentito quella frase, avrei voluto rispondere che stavo male quando il lenzuolo cadeva come piombo sul mio piede; quando la pipì si scontrava con il bordo della padella ed usciva sul lenzuolo; quando, insieme alla pasta scotta c'era lo yogurt all'ananas... ma a chi piace lo yogurt all'ananas?!

Avrei voluto rispondere che stavo male quando il signor Mario baciava sulla bocca la mia compagna di stanza, Domenica, la novantunenne dagli occhi azzurri, e le diceva "mi, sensa de ti, podi minga sta".

Avrei voluto rispondere che stavo male quando facevo una scoreggina e avevo paura di aver sporcato il lenzuolo; ma, soprattutto, quando vedevo gli sguardi di chi sapeva tanto, ma di empatia proprio non voleva saperne.

Avrei voluto schiacciare quel pulsante fino ad assordare le orecchie di chi non ha mai ascoltato il giuramento di Ippocrate. Ma non l'ho fatto, perché in questi dieci giorni ho capito che, al terzo piano di Ortotraumatologia, chi indossa la divisa azzurra e bianca ha scelto quel lavoro proprio per risolvere almeno una di quelle mille cose che farebbero schiacciare il pulsante rosso di continuo.

E allora grazie a quelle divise: a chi, quando la mia operazione era stata rimandata per la terza volta, si è ricordato che i cioccolatini mi piacciono fondenti; a chi, mentre mi cambiava la fasciatura, mi ha distratto raccontandomi del suo gatto Oreste; a chi ha detto alla signora Domenica che era bella e a chi ha sfanculato a bassa voce un falegname in camice verde che vedeva ossa da riparare e non persone da curare.

Created By
Giulia Scuffietti
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