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Il CSM che vogliamo Le proposte di autonomia&indipendenza per cambiare l’autogOverno: un iMpegno concreto, non semplicI promesse

L’eccesso di domanda di giustizia, i carichi di lavoro, la tutela della qualità contro il cottimo giudiziario.

➢ Fissazione dei carichi esigibili a livello nazionale per tipologie di funzioni, come previsto dal Legislatore, a tutela della dignità della funzione e della qualità del servizio giustizia, con tutte le relative conseguenze in tema di valutazioni di professionalità e di responsabilità disciplinare. Solo la fissazione dei carichi consentirà di imputare alla politica la responsabilità del malfunzionamento della giustizia e di restituire, a chi è chiamato a gestire carichi inesigibili, la serenità necessaria per evitare la vera burocratizzazione dell’attività giudiziaria.

Le procedure selettive per le nomine: quando la discrezionalità senza regole mortifica il lavoro negli uffici.

➢ Reintroduzione delle fasce di anzianità per il conferimento degli incarichi direttivi (con possibilità di apertura della fascia solo in casi eccezionali di magistrati con curricula di spiccato rilievo sulla base dell’esperienza acquisita in ruolo) e dei punteggi funzionali per gli incarichi semidirettivi (con la valorizzazione delle capacità organizzative acquisite in ruolo).

➢ Incremento da tre a sei dei punti da attribuire all’anzianità per l’accesso alla Corte di Cassazione ed alla Procura Generale, con valorizzazione effettiva anche del pregresso esercizio delle funzioni di appello.

➢ Previsione dell’assoluta prevalenza, per l’accesso al Massimario, del pregresso esercizio di dieci anni di funzioni giudiziarie.

La mancanza di trasparenza che contribuisce alla mancanza di fiducia nel corretto esercizio della discrezionalità.

➢ Introduzione del principio di massima trasparenza per le decisioni del C.S.M., stabilendo l’obbligo per chi presenta domanda per un qualsivoglia incarico di autorizzare la pubblicazione sulla rete intranet almeno della propria autorelazione.

➢ Previsione, per favorire un trasparente e maggior accesso agli incarichi di supporto al Consiglio, di concorsi scritti anonimi in materia di ordinamento giudiziario per gli incarichi di magistrato segretario ed addetto all’ufficio studi, nonché introduzione di un apposito albo, da cui attingere a rotazione, per il conferimento degli incarichi ex art. 28 del Regolamento per la redazione delle bozze delle delibere.

➢ Previsione, per favorire la massima trasparenza nella nomina dei componenti commissione di concorso in magistratura, del solo sorteggio tra i magistrati aventi i requisiti oggettivi preventivamente individuati.

La gestione della mobilità nell’ottica della motivazione (e non della costrizione) dei magistrati.

➢ Pubblicazione del bando dei trasferimenti ordinari due volte all’anno a fronte dell’allungamento del termine di legittimazione, con gestione delle scoperture negli uffici in situazioni di criticità oggettiva mediante l’introduzione di punteggi che valorizzino, anche nelle procedure selettive per il conferimento di incarichi semidirettivi, la permanenza in uffici in condizioni di criticità oltre il termine di legittimazione ovvero la disponibilità alle applicazioni endo ed extra distrettuali in tali uffici.

➢ Introduzione di criteri oggettivi per i tramutamenti extra ordinem (come quelli disciplinati dalla L. n. 104/92), con previsione di appositi posti in sovrannumero per non ostacolare la mobilità ordinaria.

L’Ufficio del Pubblico Ministero

➢ Salvaguardia dell’autonomia ed indipendenza dei singoli magistrati del pubblico ministero.

➢ Rivisitazione delle circolari e delle risoluzioni consiliari al fine di limitare lo strapotere interno dei capi e di garantire che ogni Procura sia un ufficio realmente autonomo da qualunque condizionamento esterno, direttiva, sovraordinazione; un ufficio nel quale ogni magistrato, all’interno di un quadro organizzativo che garantisca la uniformità delle scelte strategiche, possa svolgere fino in fondo il proprio compito senza sentirsi subalterno al consenso dei capi con riguardo al merito delle iniziative giudiziarie.

L’organizzazione dell’ufficio come strumento di effettiva partecipazione di tutti i magistrati.

➢ Introduzione dei princìpi della temporaneità e della tendenziale rotazione negli incarichi “fiduciari” conferiti dai dirigenti degli uffici, previa creazione di un “albo” dei magistrati disponibili al fine di valorizzare le effettive competenze e la concreta conoscenza degli uffici, con scelte che prescindano da qualsiasi legame con il dirigente o con i gruppi associativi.

L’eccesso di carico di lavoro ordinamentale: contro la logica del controllare tutto per non controllare nulla.

➢ Semplificazione dell’iter per le valutazioni di professionalità, mediante la previsione, almeno per le valutazioni di professionalità pari, di rapporti standard a cura dei dirigenti degli uffici per tutti i casi che non presentino criticità, in modo da consentire ai consigli giudiziari di concentrare la propria attenzione sui soli casi veramente problematici.

➢ Esclusione di ogni ipotesi di ampliamento della partecipazione degli avvocati alle valutazioni di professionalità.

➢ Introduzione, anche tenuto conto della semplificazione dell’attività connessa alle valutazioni di professionalità, di tempi certi e celeri per le procedure relative alle variazioni tabellari ed ai pareri per il conferimento di incarichi.

➢ Semplificazione massiccia degli adempimenti gravanti sui capi degli uffici, con concentrazione in poche scadenze annuali dei soli adempimenti effettivamente necessari per il migliore funzionamento degli uffici, introducendo allo scopo format standard sintetici.

Il benessere organizzativo e l’effettiva fruizione delle ferie: dalla teoria alla pratica.

➢ Previsione di un capillare monitoraggio sulle prassi applicative delle delibere consiliari in materia di c.d. benessere organizzativo e di effettiva fruizione delle ferie, con costante pubblicazione di tali prassi sulla rete intranet allo scopo di promuovere una più efficace ed uniforme applicazione di tali delibere sull’intero territorio nazionale e di incentivare, anche mediante la valutazione in sede di conferma del dirigente, delle prassi che consentano di coniugare effettivamente la tutela del servizio e quella del magistrato. Ancora una volta, la motivazione e non la costrizione rappresentano la chiave per un più efficace servizio giustizia.

La formazione presso la SSM e la liberalizzazione docenze: i ripensamenti possibili e necessari.

➢ Riforma della formazione iniziale e permanente, con previsione di un maggior ruolo del C.S.M. in materia di formazione su deontologia e ordinamento, nonché in materia di programmazione dell’attività formativa presso la scuola.

➢ Apertura di un tavolo tecnico finalizzato ad una trasparente e partecipata analisi sui costi (anche logistico-economici) e sugli effettivi benefici della formazione presso la SSM, alla quale dovrà essere richiesta anche la massima trasparenza nel conferimento degli incarichi di docenza a livello nazionale e territoriale.

➢ Liberalizzazione, mediante l’introduzione di meccanismi di silenzio - assenso, delle attività di docenza per enti pubblici e confronto, aperto e non dogmatico, sulla liberalizzazione dell’attività di docenza per enti privati.

L’attività di proposta del C.S.M.: è necessario promuovere le riforme che tutti sappiamo essere necessarie.

➢ Esercizio dell’attività di proposta in modo più strutturale ed effettivamente orientato a promuovere le riforme che veramente possono garantire un miglior funzionamento della giustizia e dell’organo di autogoverno, nonché a garantire una migliore tutela dei magistrati.

➢ Tra i tanti interventi necessari: - abolizione del divieto di reformatio in peius; - depenalizzazione ragionata e, al contempo, la certezza della pena ove prevista; - razionale ripensamento delle materie per le quali prevedere il doppio grado di giurisdizione di merito; - introduzione di norme che, come per il processo amministrativo, garantiscano la sintesi degli atti giudiziari a fronte dell’introduzione del p.c.t.; - modifica delle recenti riforme in materia di intercettazioni ed avocazione obbligatoria; - rimodulazione della normativa in materia di incompatibilità a fronte del cambiamento di funzioni per evitare la strisciante e progressiva separazione delle funzioni; - reintroduzione della moratoria biennale per il conferimento di incarichi ai consiglieri; - introduzione di norme che consentano di porre fine alle porte girevoli tra politica e magistratura, prevedendosi il rientro non in ruolo ed in funzioni non apicali; - riforma della legge elettorale del Consiglio, nell’ottica di limitare l’influenza dei gruppi associativi e di tutelare l’effettiva parità di genere; - abolizione delle norme che prevedono la non corresponsione dell’indennita’ giudiziaria in caso di assenza per malattia; - introduzione della riabilitazione in relazione alle condanne in sede disciplinare.

Le attività dimenticate: le competenze del C.S.M. in materia di sussidi e di vigilanza sul rispetto della normativa sulla sicurezza negli uffici.

➢ Reintroduzione, nell’ambito dell’autonomia di bilancio del Consiglio ed all’esito di una ragionata revisione di tutte le spese dello stesso, del capitolo di spesa relativo all’erogazione di sussidi a magistrati come previsto dalla legge istitutiva del C.S.M. per dare una risposta effettiva, a legislazione vigente, almeno ai magistrati che si trovano ad affrontare lunghi periodi di malattia.

➢ Valorizzazione in sede di nomina e di conferma dei risultati effettivamente ottenuti, nei limiti delle competenze e delle risorse disponibili, in materia di rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, rispetto che, al pari della tutela della malattia, costituisce requisito minimo indispensabile per ogni lavoratore.

Siamo convinti che il nostro sia ancora un lavoro meraviglioso e vogliamo, con il vostro aiuto, dire basta alla costante mortificazione delle funzioni giudiziarie.
Ai magistrati non serve un C.S.M. insindacabile, in mano ai gruppi associativi ed arbitro assoluto di ogni aspetto della loro vita professionale, ma un C.S.M. trasparente e garante dell’autonomia e dell’indipendenza di ogni singolo giudice e pubblico ministero.
Dateci fiducia. Grazie al vostro supporto, realizzeremo questi risultati

Piercamillo Davigo per la Cassazione

Sebastiano Ardita per i requirenti

Ilaria Pepe per i giudicanti

Giuseppe Marra per i giudicanti

Created By
Pierpaolo Beluzzi Cremona
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