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QUANDO COSTRUIRAI UNA CASA NUOVA FARAI UN PARAPETTO AFFINCHE’ NESSUNO CADA DI LA’ Riflessioni sulla sicurezza del lavoro nel nostro territorio

Lunedì 12 ottobre a San Benedetto del Tronto, nel pomeriggio, poco dopo le ore 15, lungo la statale 16 in zona Santa Lucia, nei pressi della parrocchia San Pio X, è crollato un solaio appena gettato di un edificio in costruzione che dovrà accogliere una nuova concessionaria di auto.

Sul posto c’erano diversi lavoratori e due di loro sono stati travolti dal crollo. Sembra che uno sia già stato dimesso dall’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto, ma l’altro (che, come riportato da diverse testate, sembra essere il titolare della ditta) è stato trasportato con l’eliambulanza all’ospedale Torrette di Ancona e a quanto pare versa ancora in gravi condizioni. Ora il cantiere è sotto sequestro e le autorità preposte indagano sulla causa del crollo. Questa la cronaca, e ai lavoratori coinvolti va tutto il nostro augurio e la nostra solidarietà.

Ma questo ennesimo incidente sul lavoro ci porta a una riflessione. È accaduto proprio a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata mondiale del lavoro dignitoso del 7 ottobre scorso e dopo la 70esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro che quest’anno è stata celebrata domenica 11 ottobre.

Proprio in occasione delle celebrazioni di quest’ultima il Premier Conte in un messaggio dice: “La sicurezza sul lavoro è uno dei pilastri di una società progredita, moderna e civile” e si legge ancora nel testo “Mi permetto, inoltre di aggiungere come oggi la vostra attività di diffusione della “cultura della sicurezza” sia particolarmente importante, in un momento di grandi trasformazioni per il Paese. É una fase cruciale, fondamentale per progettare il futuro insieme, fianco a fianco. Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti uno dei pilastri sui quali non può non reggersi una società che si definisce progredita, moderna, civile. Nel 2020 subire un infortunio invalidante o, peggio ancora, perdere la vita mentre si sta svolgendo il proprio lavoro non può essere più considerato accettabile”.

Anche il presidente della Repubblica Mattarella nel suo messaggio per l’occasione scrive:

Gli infortuni sul lavoro sono una «ferita sociale che lacera il nostro Paese».

Dal sito dell’Inail si legge che le denunce di infortunio sul lavoro presentate entro lo scorso mese di luglio sono state 288.873, in diminuzione di circa 90mila casi rispetto alle 378.671 dei primi sette mesi del 2019 (-23,7%).

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi sette mesi di quest’anno sono state 716. Pur nella provvisorietà dei numeri, questo dato evidenzia un aumento di 117 casi rispetto ai 599 registrati nello stesso periodo del 2019 (+19,5%). L’incremento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 luglio 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo. Quindi le denunce di infortunio diminuiscono ma i caduti sul lavoro aumentano.

Io non sono un’esperta del settore e non saprei come interpretare questi dati, ma alcune considerazioni mi vengono spontanee. Si fa un gran parlare di questi temi: Giornata mondiale del lavoro dignitoso, Giornata mondiale della sicurezza e salute sul lavoro, Giornata nazionale per i caduti sul lavoro, Corsi per la sicurezza a iosa in ogni ambito lavorativo e poi … accadono ancora questi situazioni. Perché?

Esiste da sempre il concetto di protezione e conservazione della propria persona e in qualche modo questo implica da sempre il rispetto delle norme di sicurezza. Anche nella Bibbia ritroviamo questo tema, nel Deteuronomio (22,8) è scritto: “Quando costruirai una casa nuova, farai un parapetto intorno alla tua terrazza, per non attirare sulla tua casa la vendetta del sangue, qualora uno cada di là”.

Forse è il tempo in cui ognuno di noi deve tornare ad esercitare la Responsabilità, l’Onestà e il Rispetto. Rispetto per la persona la cui dignità è al primo posto, ma anche rispetto per l'ambiente, come ci ricorda la Laudato si che abbiamo letto insieme questa estate. Avere una visione di ecologia integrale che sappia guardare alla centralità della persona e l'attenzione all'ambiente del luogo di lavoro, della città. Non possiamo pensare al lavoro solo dal punto di vista del corrispettivo economico che ne potremo avere o il profitto a ogni costo; dobbiamo – ognuno di noi! - pensare al fatto che qualsiasi lavoro svolgiamo se lo facciamo male o in modo superficiale può avere conseguenze per gli altri, che le scelte compiute sono legate anche al luogo, perché "tutto è connesso" afferma Papa Francesco.

Allora rimettere al centro valori importanti e tramandarli alle future generazioni, può aiutarci in ogni ambito della nostra vita ed anche in quella lavorativa, per ritrovare il senso autentico del lavoro, i legami sociali e ambientali, che sono segno di vero sviluppo della persona e della comunità. E come ricorda papa Francesco impegnarci perché "Sia sempre tutelata la dignità e la sicurezza del lavoratore", di un lavoro fatto con dignità che è una cosa inseparabile dal rispetto dell’ambiente.