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caduti una storia ambientata a mondragone (CE), liberamente tratta da "monumental need" di beniamino servino, lettera ventidue, 2012

Disclaimer

Il protagonista del nostro racconto visivo è un monumento.

Affascinato dallo stato di abbandono del monumento ai caduti della Grande Guerra, ho deciso di immortalalo per proporlo all'utente sotto una angolatura equidistante sia dall'indifferenza che dalla denuncia sociale.

Pertanto, questo racconto non intende rappresentare una critica politica del mero stato d'abbandono del monumento, bensì una sua osservazione intensa, che ho voluto collegare allo studio sulla "Necessità monumentale nel paesaggio dell'abbandono" dell'Architetto Beniamino Servino e ad una intervista-conversazione pubblicata sul magazine Rapsodia, nel gennaio 2017.

Idea e realizzazione grafica: Claudio Landi [Foto: 12 novembre 2018]

Monumento ai caduti in attesa di restauro, Villa comunale di Mondragone (CE)

La città è l'esercizio dell'equilibrio delle sue parti

"Le cose che ognuno inserisce nella propria memoria sono cose adattate a sé stessi, non un semplice archivio. Le cose che riemergono, lo fanno già modificate e rielaborate da te. Per questo motivo, anticipando il lavoro della memoria, intervengo su una figura, su un testo, per archiviarli non in maniera fedele bensì laboratoriale all’interno della memoria. Quando intervengo pesantemente su un testo con una sovrascrittura, il testo può rendersi autonomo, diventando altro, disponendosi a una nuova sovrascrittura. La parola che non si deve mai usare è invenzione. Questo è il lavoro sugli avanzi, sui resti, sugli scheletri, gli ecomostri". [Intervista a Beniamino Servino, Rapsodia n°14, gennaio 2017]

Da sinistra: "Cucciolo, ti amo" [Ignoto]; "Vuless nu joint!" [RD] e "Capuzzella" [Ignoto]

Abusi di necessità

Abuso. Cattivo uso, uso eccessivo, smodato, illegittimo di una cosa. Io abito troppo, lo faccio in modo eccessivo.

Abbandonare. Lasciare senza aiuto e protezione, lasciare in balìa di sé stessi o di altri. Smettere di occuparsi di una cosa. Smettere di averne cura.

Ma il paesaggio vuole [vuole!] essere abbandonato [...] é quella la sua vocazione, il suo destino.

[Col tempo forse l'abbandono assorbe il bisogno, assorbe l'oggetto con cui il bisogno di è manifestato]

La lingua parlata e il linguaggio usato nella costruzione di un luogo fisico sono sovrapponibili.

Quando questo non avviene chi parla quella lingua vive lo spaesamento di abitare un luogo di cui non capisce il linguaggio [non ne decodifica l'apparato iconografico-simbolico].

E allora lo rifiuta [quel luogo] e lo deturpa [quel luogo] oppure ne ha timore e lo rispetta [quel luogo]. Spesso lo consuma semplicemente...

Per essere condiviso e sostenuto il monumento deve essere riconosciuto come proprio. Deve essere rappresentato [il monumento] in una forma generata dal proprio repertorio linguistico.

"Ci sono tanti modi per seguitare il progresso naturale di una città. Una città vive di queste interruzioni, conserva delle tracce, altre ne riproduce, su alcune si appoggia, altre ne modifica, costruisce sul vuoto. Io, personalmente, preferisco sempre conservare ogni traccia, farla leggere. Mi piace il termine latino “palinsesto”. Una tavoletta che non riesce mai ad essere pulita completamente ma che conserva ogni segno. Più è complessa questa sovrapposizione di livelli, più è vera la città". [Intervista a Rapsodia]

Urban haiku

Libertà

Patria

Figli

Che

Caddero*

*Cad-Deborah-ero

"Con l’operazione di riscrittura, quando vai a nascondere un testo, questo diventa un testo nuovo che porta l’altro dietro, in filigrana, per diventare un’altra cosa che, a sua volta, si presta a diventare altro". (Intervista a Rapsodia)

Idea e realizzazione grafica: Claudio Landi [Foto: 12 novembre 2018]

Created By
Claudio Landi
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Credits:

©Claudio Landi

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