Cinema e Propaganda nella prima metà del XX sec - parte 2

"linguaggio comprensibile a tutti i popoli della terra"
1924 nasce L’Unione Cinematografica Educativa (Luce) che si dedicava alla produzione di documentari e cinegiornali

I film più famosi dell’epoca erano d’intrattenimento

“Gli uomini, che mascalzoni…” (1932) e “I Grandi Magazzini” (1939).
il pubblico invariabilmente si annoia quando il cinematografo lo vuole educare

A Venezia, nel 1932, fu creato il primo festival cinematografico del mondo, la Mostra Internazionale di Arte Cinematografica

Non mancarono di essere prodotti lungometraggi a scopo celebrativo e propagandistico. Come alcuni dei film di Alessandro Blasetti.

“Vecchia guardia” (1934) ( di cui Hitler rimase entusiasta ) o “1860 – I mille di Garibaldi”

Lo squadrone bianco di Augusto Genina (1936), racconta le guerre coloniali italiane e venne realizzato in Libia.

Vinse la Coppa Mussolini a Venezia, ed ebbe una grande diffusione all'estero..

la Germania negli anni Venti e all'inizio dei Trenta aveva una grande tradizione cinematografica

Capolavori che avevano avuto un successo enorme e che sono entrati nella storia del cinema

Adolf Hitler era un vero amante del cinema, come il suo ministro della propaganda Joseph Goebbels; decisero – seguendo l’esempio Russo e Italiano – che il controllo della produzione cinematografica era necessario.

Il governo tedesco nazionalizzò l’industria attraverso l’acquisto di tutte le case di produzione, unite nella neonata UFI.

Film più apertamente propagandistici che esaltavano le virtù della razza ariana e denigravano gli ebrei

Questo film tristemente celebre fu iniziato subito dopo la "Kristallnacht" ("la notte dei cristalli") alla fine del 1938”.

"Altamente raccomandato per il suo valore artistico e la sua aderenza alla politica dello Stato, da raccomandare ai giovani" (Goebbels).

Documentare il regime: Leni Riefenstahl

Durante le riprese al congresso del partito nazionalsocialista a Norimberga

Il Trionfo della Volontà, 1935

Nel documentario è chiara la volontà di creare una liturgia del regime, fatta attraverso simboli, immagini, folle in movimento coordinato ma anche le espressioni dei singoli partecipanti

ANATOMIA DI UNA SCENA: L’ADUNATA DELLE SA E DELLE SS

Olympia 1938

Le Olimpiadi di Berlino nel 1936 dovevano presentare al monfo la Nuova Germania. Erano la vetrina internazionale più ambita per attirare le simpatie delle potenze straniere e dimostrare la forza e l'ordine che il nazismo aveva portato al Paese

I mezzi a disposizione di Leni Riefenstahl erano enormi

un esercito di operatori, carrelli mobili, trincee, riprese subacquee e in mongolfiera

I tedeschi stravinsero le Olimpiadi, portando a casa ben 33 ori

ma nella storia quelle del '36 sono sempre state le Olimpiadi di Jesse Owens,

velocista e saltatore in lungo afroamericano

la gara di salto in lungo con Luz Long è rimasta nella storia

come esempio non solo di determinazione e grande sport, ma anche per testimoniare che, nonostante la propaganda e l'ideologia di regime, è sempre possibile essere, prima di tutto, umani

ovviamente, Hitler non strinse mai la mano a nessuno dei vincitori "non ariani". E si arrabbiò con Leni per come aveva ripreso e dato importanza al gesto atletico al di là delle ideologie e delle razze

ancora oggi Olympia è un esempio di grande documentario sportivo, che va oltre la propaganda per esaltare lo sport e la bellezza

le riprese sono spesso liriche, e risentono molto dell'opera di quei grandi registi dell'espressionismo tedesco che furono costretti a fuggire dalla Germania

Propaganda di guerra dall’altra parte dell’oceano

la propaganda viene usata attivamente in tutto il mondo durante e dopo la guerra.

Il presidente americano Roosevelt parla costantemente alla nazione attraverso le sue celebri "chiacchere del focolare"

Dopo l'entrata in guerra degli USA la cinematografia americana inizia a produrre film "di propaganda", che possono essere ambientati fra i soldati in guerra, o fra chi resta a casa....

il documentario di guerra vede il suo apice con la serie "Why We Fight": sette film propaganda di Frank Capra e commissionati dal governo Usa. Inizialmente pensati per informare le forze armate statunitensi; solo in un secondo momento l'Office of War Information decise di utilizzarli anche per la propaganda tra i civili.

riconoscete le stesse "armi" usate dalla propaganda nazista?

e qui?

Il Grande Dittatore di Chaplin. un elogio della pace e di ciò che l'umanità ha di buono, e un'accurata analisi e smitizzazione delle armi della propaganda fatta attraverso la consapevolezza e la risata

Fine

Cristina Carnelli

Credits:

Created with images by Archives New Zealand - ""Metropolis" (1927 film)"

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