Caravaggio Periodo Napoletano

Le tre opere di caRavaggio a napoli

Il martirio di Sant' Orsola

La flagellazione di cristo

Le sette opere di misericordia

Il martirio di saNt'orsola (1610)

L' opera è situata a palazzo Zevallos a via Toledo , è un olio su tela, è l ultima opera di Caravaggio , infatti essa viene dipinta poche settimane prima della sua morte , il dipinto fu fatto con molta velocità perché Caravaggio doveva lasciare Napoli per ricevere da Papa Paolo a la revoca della condanna di morte , fu commissionato da Marcantonio Doria. Il committente, infatti, aveva sposato Isabella della Tolfa, vedova del principe di Salerno Agostino Grimaldi. La figlia di Isabella e di Agostino, Anna, nel momento in cui era entrata nel monastero napoletano di Sant’Andrea delle Dame aveva assunto il nome religioso di Suor Orsola , Naturalmente Caravaggio si discosta dalla solita iconografia che vede la santa ritratta con i simboli del martirio in compagnia delle sue compagne. Per la prima volta, parafrasando lo storico dell’arte Giorgio Bonsanti, il pittore, proprio nel suo ultimo dipinto, non ci mostra un’azione nel momento in cui essa si compie, ma piuttosto i suoi effetti. Un drappeggio sullo sfondo ci indica che la scena è ambientata nella tenda di Attila e il tutto è permeato da giochi di luci ed ombre, caratteristica tipica della pittura caravaggesca.

La fLagellazione di Cristo (1607)

È un olio su tela, conservato nel museo di capodimonte (Napoli) , questo dipinto fu commissionato per adornare la cappella della famiglia De Franchis nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. È tra i tesori principali delle collezioni napoletane di Stato, e parte del Patrimonio del Fondo Edifici di Culto, la cui origine risale alla soppressione delle corporazioni religiose avvenute con le leggi eversive nella seconda metà dell’Ottocento.

Il dipinto è organizzato intorno alla colonna alla quale è legato Cristo, dove si dispongono due dei torturatori, uno a lato ed uno dietro alla colonna, i cui gesti precisi e lenti ci proiettano nello sfondo del quadro e verso il primo piano, dove si trova il terzo degli aguzzini, chino. Il corpo luminoso e robusto di Cristo sembra accennare a un movimento danzante che riecheggia la pittura manierista e che contrasta con i movimenti strozzati e secchi nella concentrazione dei suoi aguzzini. È una rappresentazione non convenzionale della realtà umana e naturale, un modo nuovo di fare pittura, bloccando sulla tela, tra contrasti netti e laceranti di luci e ombre, frammenti o, meglio, brandelli, di corpi in movimento colti nel momento di più alta e sconvolgente tensione non solo fisica, quanto soprattutto psichica, emotiva, sentimentale.

Le sette opeRe di misericOrdia (1607)

L'opera è conservata presso il Pio Monte della Misericordia di Napoli, ed è la rappresentazione delle sette opere di misericordia, L' opera sembra che sia rappresentata in un tipico vicoletto napoletano, Sulla parte superiore del dipinto, a supervisionare l'intera scena che si svolge nella parte bassa, vi è la Madonna col Bambino accompagnata da due angeli.

Le sette opere di misericordia sono raffigurate in questo modo da Caravaggio

Seppellire i morti: è raffigurato sulla destra con il trasporto di un cadavere di cui si vedono solo i piedi, da parte di un diacono che regge la fiaccola e un portatore.

Visitare i carcerati e dar da mangiare agli affamanti:sono concentrati in un singolo episodio: quello di Cimone, che condannato a morte per fame in carcere, fu nutrito dal seno della figlia Pero e per questo fu graziato dai magistrati che fecero erigere nello stesso luogo un tempio dedicato alla Dea Pietà. Sullo stesso luogo fu poi edificata la Basilica di San Nicola in Carcere

Vestire gli ignudi: appare sulla parte sinistra concentrato in una figura di giovane cavaliere (un San Martino di Tours) che fa dono del mantello ad un uomo dalla posa michelangiolesca visto di spalle; allo stesso santo è legata la figura dello storpio in basso nell'angolo più a sinistra: anche questo episodio è un riferimento alla agiografia di Martino, un emblema del "Curare gli infermi".

Dare da bere agli assetati: è ragppresentato da un uomo che beve da una mascella d'asino, Sansone, perché nel deserto bevve l'acqua fatta sgorgare miracolosamente dal Signore.

Ospitare i pellegrini: è riassunto da due figure: l'uomo in piedi all'estrema sinistra che indica un punto verso l'esterno, ed un altro che per l'attributo della conchiglia sul cappello (segno del pellegrinaggio a Santiago de Compostela) è facilmente identificabile con un pellegrino.

Caratteristiche stilistiche

Uno dei luoghi comuni più frequenti è quello del pittore che coscientemente tradisce le volontà e le esigenze di rappresentazione dei committenti per dipingere scene di strada e popolaresche senza altre finalità. Nello stile di Caravaggio il naturalismo, la scelta di soggetti reali nelle sue pitture e l'alto livello di simbolismo sono condensati in un'unica scena. Il significato morale di fondo è il rapporto speculare tra le opere misericordiose che uomini compiono come avvicinamento a Dio e la misericordia della Grazia che Dio rende agli uomini, un tema che era logico trovare in una pala destinata ad una congregazione, come quella napoletana, dedita a questo tipo di attività assistenziale.

Created By
Giuseppe, Antonio Iodice, Calzone
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