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FILI TRAME INTRECCI "Leggere. Le navette delle Biblioteche di Roma"

Il CEMEA del Mezzogiorno onlus ha partecipato questo anno al Progetto “Leggere. Le navette delle Biblioteche di Roma” promosso da Istituzione Biblioteche di Roma con finalità di diffusione della lettura, di attività culturali e di interventi specifici nella città.

“Fili trame intrecci” è il titolo del Laboratorio che all’interno del Progetto ha voluto far incontrare genitori e figli in un territorio di condivisione di esperienza. Un laboratorio di lettura, ascolto, narrazione e pratica di antichi e nuovi saperi delle tradizioni artigianali, per riscoprire nella relazione intergenerazionale una dimensione di scambio di esperienze, di saperi e di conoscenza reciproci.

Ci sembra importante riportare qui di seguito le riflessioni finali di ogni partecipante del gruppo che così potentemente raccontano il significato e il vissuto dell’intera esperienza laboratoriale:

● Il laboratorio "Navette - Fili, Trame, Intrecci" è stata una esperienza molto interessante. Leggere/ascoltare storie mentre si svolgevano attività manuali è stato come ritornare bambina e rivivere i momenti in cui ascoltavo mia madre con le sue amiche che si raccontavano le loro vite mentre si aiutavano nello svolgimento di alcune attività come cardare la lana a mano, cucire, ricamare, preparare dolci per le festività.

Commentare una storia con un gruppo di persone unite dallo stesso interesse ma diverse tra loro è stato molto stimolante, la presenza dei bambini ha aggiunto freschezza, innocenza e spontaneità alle osservazioni di tutti.

Constatare come ognuno di noi, in ogni storia, ha colto un aspetto diverso, elaborato pensieri diversi o soltanto utilizzato parole diverse per esprimere lo stesso pensiero è stato "illuminante", ha permesso di analizzare le cose da diverse prospettive, anche quelle che inizialmente erano sfuggite.

Durante la condivisione delle storie ho lavorato ai ferri, l'attività manuale mi ha aiutato a concentrarmi nell'ascolto e nello stesso tempo mi dava soddisfazione nel realizzare qualcosa. Sono impaziente di unire il mio lavoro a quello di tutti gli altri per realizzarne uno unico.... un po’ come le attività di mia madre con le sue amiche!

Annamaria

● Il laboratorio Navette, è stato un momento abbastanza particolare, un momento dove fermare tutto e riavvolgere il nastro della vita fino a raggiungere ricordi quasi dimenticati, che riaffiorano solo in determinati momenti.

Navette è stato uno di questi, mi ha fatto ricordare il fascino delle vecchie storie, ha rispolverato la manualità che ogni tanto viene messa da parte.

La condivisione poi di una lettura è stata bellissima, non mi era mai capitata, soprattutto perché non sono un grande lettore e probabilmente non ne ho mai avute di occasioni del genere.

Ciliegina sulla torta l’aver condiviso tutto questo con i miei figli, non nel ruolo di genitore ma come semplici partecipanti diversi.

Antonio

● Io nel gruppo di Navette mi sono ambientato subito perché ho trovato tanta sincerità, educazione e ospitalità nelle persone che erano in quel bel gruppo.

E parlando di favole mi sono piaciute tanto e mi hanno insegnato tante cose.

Per esempio ad ascoltare la gente, a non giudicare, ad essere felice delle cose che ho.

Lorenzo (12 anni)

● Dunque, Fili, Trame, Intrecci non posso dire sia stata del tutto un sorpresa, perché avendo avviato un percorso con Anna e Letizia in precedenza sapevo già di immergermi in un progetto che mi sarebbe stato di sicuro supporto, in un anno tanto difficile come quello in piena pandemia.

Quella che è stata davvero una scoperta è stato un metodo inaspettato di lettura di antiche storie, di comprensione e ri-racconto, di riflessione personale e di ascolto di quelle del gruppo, di contatto con la spontanea saggezza dei più piccoli e del lavoro manuale, un po' individuale ma poi collettivo nell'insieme finale... insomma un vero intreccio! Una trama di tante cose - che nemmeno ha risentito tanto dell'esperienza virtuale - che di incontro in incontro mi ha arricchito e sostenuto come una rete vera e propria. Esco da questo lavoro insieme con la consapevolezza nuova di poter imparare molto dalle fiabe, dalla tradizione, dal ragionamento unito all'azione manuale, ma soprattutto da un gruppo di sostegno reciproco a una quotidianità difficile, sia come genitori, che come figli, che come esseri umani.

Non avrei mai affrontato una pandemia globale come ho fatto senza i puntelli fenomenali dei miei ferri da calza e i miei giovedì con Anna, Letizia... e le altre "intrecciate" e "intrecciati" del gruppo!

Lucie

● Bello e inaspettatamente coinvolgente, NON NOIOSO

Ludovica e Federico (8 e 12 anni)

● Fili, trame, intrecci è stata un'esperienza molto interessante.

Ad un primo approccio la parola che mi viene in mente è "pausa", una bella pausa dalla quotidianità dove poter fare un lavoro artigianale che molte volte si ha la sensazione di non aver tempo di fare e nel mentre ascoltare un racconto.

Poi a pensarci bene mi rendo conto che c'è tanto altro: c'è il riappropriarsi dell'ascolto delle storie del passato; c'è l'arricchimento che queste vecchie storie ti possono dare, perché comunque le possiamo ritrovare nella nostra quotidianità.

C'è il confronto, lo scoprire che tramite questo scambio di opinioni, ci si possa ritrovare a stravolgere completamente il tuo pensiero iniziale, ed è bello, soprattutto quando questo passa per la semplicità dei più piccoli! Insomma una bellissima esperienza!

Grazie!

Marco

● Il laboratorio di Navette (anche detto Fili, Trame, Intrecci) è stato un appuntamento per me molto sentito, dato che alle normali conversazioni che abbiamo sempre tenuto nei nostri incontri, si affiancavano due nuove esperienze: la lettura di un racconto e l’esperienza manuale di un hobby.

Dopo il primo incontro, utilizzato per apprendere la manualità dell’hobby scelto, siamo entrati nel vivo dell’esperienza. Commentare assieme un racconto, sviscerarne i probabili significati, confrontare i nostri diversi punti di vista su quanto ascoltato è stato molto stimolante.

Mi sono trovato più spesso a condividere le osservazioni altrui che a contestarle e già questo mi ha fatto calare in un’atmosfera di conforto per il semplice motivo di ritrovarmi con un gruppo di persone che, evidentemente, aveva le mie stesse sensazioni e impressioni sulle esperienze di vita che erano riflesse nei racconti. Ma l’aspetto più interessante è stato senza dubbio l’accorgermi di comprendere ed assimilare alcune opinioni ascoltate che invece non erano state così spontanee in me; in alcuni casi è stato come se mi si fosse accesa la classica “lampadina” ad illuminarmi e farmi vedere con chiarezza una sensazione che in me era solo latente. La condivisione profonda di pensieri, ragionamenti, ipotesi tra un gruppo tutto sommato abbastanza eterogeneo per genere, età, professione, è stata una sorgente di nuovi modi di pensare ed agire per me che spero di non dimenticare troppo velocemente a causa di un ritmo frenetico di vita che fatico a controllare. Chissà se anche qualcuna delle mie riflessioni ha fatto breccia negli altri …

E che dire delle attività manuali: inizialmente temevo potessero distrarmi dall’ascoltare il racconto o dal trovare in esso spunti di riflessione, invece è stato senza dubbio il contrario; l’impegno nel fare qualcosa di pratico, si è rivelato fonte di stimoli per lavorare più in profondità con il cervello.

Michele

● Ascoltare racconti insieme ad altre persone seppur lontane ma vicine nelle intenzioni è stato molto importante in un periodo come questo di isolamento non solo fisico ma a volte anche spirituale.

Fermarsi ad ascoltare insieme ai miei figli e lavorare con loro ad un progetto è stato formativo.

Non immaginavo la ricchezza di pensiero e parole dei miei figli nel commentare le storie e mi ha stupito la capacità di attenzione alle storia che hanno avuto considerando il fatto che fossimo on line.

Trovare il tempo per fermarsi ad ascoltare storie e a lavorare all’uncinetto mi ha aiutato a riflettere sui percorsi che la vita ci offre e sull’atteggiamento che ognuno di noi può avere di fronte alle infinite scelte che ogni giorno dobbiamo fare.

Il ritrovarsi, seppur di fronte ad un pc, e ascoltare le riflessioni degli altri partecipanti è stato un arricchimento personale. Grazie

Mirea

● Questa esperienza è stata di grande aiuto per la mia immaginazione.

Le fiabe che ci avete raccontato sono state di grande ispirazione per inventare e creare con la mente e con le mani.

Nicola (8 anni)

● Fili, trame, intrecci o Navette questo è il titolo di un percorso che ho affrontato nella mia vita. La vita è fatta di percorsi. Percorsi lavorativi, percorsi di gioco, percorsi di vita.

Fili, trame, intrecci è proprio un percorso di crescita, di benessere dell’uomo affiancato al benessere dei figli, della famiglia, del lavoro.

Se troviamo il filo conduttore di tutto ciò possiamo dire che stiamo andando avanti con passione, tranquillità e la nostra mente assume un equilibrio non da poco che dovremmo imparare a riconoscere, per metterci a confronto con le difficoltà con più riflessione.

Quante scelte sono state fatte nel mondo disumane per pazzia pura, ma anche la pazzia fa parte di noi stessi e proprio per questo dobbiamo dare spazio all’educazione mentale ad una visione non solo politica, religiosa, economica, materiale, che delle volte è accesa da una forte illusione che ci può far stare male.

In fondo il mondo siamo noi, lavoriamo su di noi stessi e il resto si fa sempre con grande passione professionalità e strumenti giusti.

Allarghiamo il pensiero, cerchiamo nelle piccole cose le grandi cose, ad esempio in una favola possiamo prendere spunti meravigliosi e portarli nella nostra realtà.

Non rimaniamo indietro, facciamo entrare nel “sistema” anche la sfera emotiva mentale come se fosse una “politica”. Questo è un messaggio forte , ma guardiamo intorno a noi tutto quello che sta succedendo di disumano, figli che ammazzano i genitori o viceversa, questa non è una malattia dove possiamo intervenire con i “vaccini” medicine o altro, ma è ben di più, ragazzi allo sbaraglio con la mente confusa, nera, non chiara, si può trovare quella luce.

Facciamo spazio alle strutture idonee a lavorare su questi profondi disagi che stanno dentro tutti noi e non fuori , bisogna riconoscerli, lavorarci e poi tutto il resto si fa con passione, onestà e amore. Ho sempre creduto in queste utopie che hanno lasciato un segno, come questo meraviglioso percorso che fortunatamente è entrato nella mia vita e nella mia casa per dare aiuto ad un equilibrio che stavo perdendo.

E io faccio parte di voi.

Silvia

● Laboratorio Navette, un’esperienza completa e inclusiva.

In un unico appuntamento creatività manuale, lettura e riflessione condivisa.

Pertanto ci siamo messi in gioco, abbiamo riscoperto capacità sommerse dalla frenesia tecnodigitale, ne abbiamo imparate altre accompagnandole al piacere della lettura, una lettura “antica” e soprattutto abbiamo sviluppato e affinato l’ascolto.

Il laboratorio ci ha restituito ricchezze smarrite e così tanto disperse da non sentirne nemmeno la mancanza …

Ci ha permesso di entrare in contatto con noi stessi in modo discreto ma profondo per poi giungere alla riflessione condivisa; e tutto questo “dalla culla alla bara …” annullando i divari generazionali oggi socialmente molto profondi.

Senza l’inibizione del ruolo ognuno ha partecipato offrendo il suo punto di forza e il suo punto di vista …. i ragazzi hanno detto: “bello e inaspettatamente coinvolgente, NON NOIOSO”… detto questo detto tutto!!!!

Stefania

Le attività del Laboratorio “Fili trame intrecci “ sono state progettate, condotte, elaborate da Anna Catalano e Letizia Cardines.