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bambini da nascondere i meninos de rua del Brasile

In Brasile sono milioni i bambini sotto i 14 anni che vivono abbandonati a se stessi a causa delle condizioni di estrema miseria dei genitori. Hanno otto, nove anni e non sanno ancora leggere e scrivere, perché spesso devono lavorare dalla mattina alla sera. Per l’istruzione o il gioco, non c’è tempo…

Li chiamano meninos de rua: bambini di strada, perchè è lì che vivono la maggior parte del loro tempo
i meninos Sono figli di quelle famiglie che vivono nelle baracche che circondano le grandi metropoli brasiliane, le cosiddette Favelas.
Le favelas delle grandi metropoli brasiliane
"Favela" in lingua portoghese indica le baraccopoli brasiliane, costruite generalmente alla periferia delle maggiori città. Sono caratterizzate da costruzioni improvvisate, costruite con diversi materiali di recupero e spesso pericolosi come l'eternit e la plastica, che con il caldo delle assolate estati brasiliane emanano sostanze tossiche e dannose.

Nello stato brasiliano del Minas Gerais, le favelas sono costruite nelle ampie periferie di città di medie dimensioni, e si distendono nelle campagne. Le baracche compaiono meno addossate, ma non per questo c'è meno povertà

nelle periferie di citta' importanti come quella di montes claros, vivono i meninos de rua che spesso rubano per sopravvivere, vengono reclutati dalla malavita e sono sfruttati dagli adulti che il più delle volte li conducono sulla via della delinquenza.
Fogne a cielo aperto, baracche di eternit e legni: In queste periferie fatte di miseria, è la povertà che genera ignoranza e anche tanta rabbia.

In questa realtà nasce tanta violenza da parte degli adulti che arrivano ad abbandonare senza scupoli i figli, questi vanno ad ampliare l’esercito dei meninos de rua che per sopravvivere rubano e non di rado arrivano ad uccidere per difendersi da una società che li respinge, perché li considera irrecuperabili e pericolosi. E proprio in questo passaggio dalla condizione di vittime a quella di aggressori, i meninos trovano la via d’uscita per il loro quotidiano di carenza e paura. Nei furti non c è volontà di accumulare soldi o beni, né la volontà deliberata di aggredire gratuitamente la società , c'è solo il tentativo di soddisfare le più semplici ed elementari necessità della vita.

Generalmente nelle favelas sono diffusi problemi di degrado, criminalità diffusa e gravi problemi di igiene pubblica dovuti alla mancanza di idonei sistemi di fognatura e acqua potabile.
Vita quotidiana nella favela: Tra i vicoli che percorrono in lungo e in largo la favela, spesso le fogne scorrono a cielo aperto in rivoli maleodoranti.

Ripercorrere le motivazioni storiche, economiche e sociali del fenomeno dei bambini di strada, permette di conoscere a fondo una realtà così diversa e lontana.

Il fenomeno dei meninos de rua ha una spiegazione storica che affonda le radici nel tempo della schiavitù.Dopo la lunga colonizzazione portoghese avvenuta nel XVI secolo, il Brasile divenne indipendente solo nel 1822. Per molto tempo venne guidato da un’oligarchia che rimase legata al latifondo e al lavoro di manodopera schiava. Infatti la schiavitù venne abolita solo nel 1888 con la Legge Aurea.
FRONTESPIZIO DEL TESTO DELLA LEGGE AUREA CHE ABOLI' LA SCHIAVITU' IN BRASILE

Già prima dell'abolizione, furono le bambine schiave che iniziarono a cercare rifugio sulla strada. Non sopportavano più lo sfruttamento del padrone e scappavano dalle piantagioni per nascondersi nelle città.

Dopo il 1888 si donò la libertà agli schiavi, ma senza offrire loro i mezzi per sopravvivere liberi. Senza terra da coltivare, gli ex schiavi ingrassarono le fila dei disoccupati e i loro figli, senza istruzione e qualificazione, non trovarono spazio nel mercato del lavoro. Così, molti giovani lasciarono le piantagioni per la città, dove diedero inizio al fenimeno dei ragazzi di strada che si ampliò tanto che , dopo poco più di un mese dall’abolizione della schiavitù, il parlamento brasiliano approvò il decreto di “Repressione dell’oziosità” da applicare soprattuttto contro i giovani di colore: i figli degli ex schiavi.

Questo fenomeno non si è mai sopito del tutto e in età contemporanea è esploso.

Alla base della piaga dei meninos c’è un profondo disagio economico perdurante da almeno un secolo e mezzo e mai cessato.

Oggi in Brasile il tasso di analfabetismo è di circa il 30% e la scuola dell’obbligo statale non copre i bisogni di tutti i bambini di età scolare, perché spesso le aule sono sovraffollate e non tengono conto dei problemi sociali che i meninos vivono nelle periferie: 5 milioni di bambini non vanno a scuola e vagano per le strade!

I gravi problemi sociali di chi abita le favelas, riducono la permanenza del bambino a scuola, visto che ha bisogno di andare per strada per procurarsi il pasto della giornata.

In Brasile, nonostante la legge lo proibisca rigorosamente, ci sono 7 milioni di bambini e adolescenti che lavorano. I bambini vengono impiegati nelle piantagioni di arance o nelle fabbriche di carbone vegetale del Minas Gerais, in quelle di zucchero dello stato di Rio de Janeiro e di scarpe nel Rio Grande do Sul. Questo perché i bambini sono convenienti, sottopagati, non sindacalizzati, senza diritti. Spesso questi bambini schiavi, senza tutela lavorativa, sono i preferiti delle holding economiche che si arricchiscono con l’attività dell’economia informale pagata quasi a costo zero.Queste ore sono sottratte al tempo della scuola e al gioco.

Povertà e fame fanno prosperare fenomeni criminali e attività degradanti tra i meninos. Oggi la prostituzione infantile ha raggiunto livelli allarmanti: le bambine anticipano sempre più l’ingresso nel mercato. I più grandicelli tra i meninos sono sfruttati dalle gang di delinquenti come aviào (corriere) per la consegna della droga ai clienti. Il passo da spacciatore a consumatore è breve, arrivano anche al crak , droga che fa impazzire in poche settimane e uccide un corpo in sviluppo nel giro di pochi mesi.

Diffuso è anche il consumo di colla anche tra i più piccoli( 10,11 anni).In generale le droghe vengono consumate quando i meninos devono avere un comportamento più deciso e coraggioso, come per esempio rubare oppure quando devono riempire dei vuoti quando si sentono spaventati e cercano una fuga da una realtà persecutoria.

I meninos sono considerati delinquenti e per gran parte della società sono una denuncia scomoda, una vergogna da nascondere, una piaga da eliminare, se necessaria anche con la forza, con lo sterminio. Infatti, questi bambini sono spesso vittima di pestaggi, torture e uccisioni di gruppi paramilitari che agiscono spesso con il consenso della polizia. I preconcetti continuano e i neri e i mulatti sono le vittime preferite. Il rifiuto di questi bambini e bambine continua anche oggi.

Gli adulti delle classi sociali più alte trasformano le loro case in fortezze circondate da filo spinato, sistemi di allarmi per proteggersi da questi bambini di cui hanno paura. Spesso finanziano gruppi di giustizieri perché vadano “a caccia” di bambini per ucciderli, perché di loro hanno paura, temono le loro aggressioni e le rapine.

I Meninos sono considerati una piaga sociale da eliminare, una vergogna. Quindi molti considerano giusto e naturale che siano eliminati. L’orrore quotidiano dei meninos non è dato solo dalla fame, miseria e abbandono, ma anche dall’opera di un’altra parte della società e dalla disuguaglianza che sfocia in una guerra civile nascosta che si cerca di ignorare.

Nella periferia di Jaragua II
Solo negli ultimi tempi qualcosa sta lentamente cambiando. Per migliorare le condizioni di vita de bambini che sono stati privati del diritto all’infanzia, si sono mosse organizzazioni sociali e private e religiose.

Ma per migliorare la vita di questi meninos, occorre che vengano prima di tutto considerati come cittadini. Il primo passo per questo riconoscimento è la registrazione anagrafica da attuare nel primo anno di vita che in molte parti remote del Brasile non viene fatto. Secondo l’Unicef ogni anno in Brasile 500.000 bambini non vengono registrati all’anagrafe nel primo anno di vita. Il possesso o meno di un certificato di nascita, si rifletterà sull’attuazione concreta dei loro diritti: la possibilità di essere vaccinati, di andare a scuola, di avere assistenza sociale. Non avere questo certificato, non essere considerati cittadini, significa essere esposti ad abusi e sfruttamenti . Negli ultimi tempi il governo promuove campagne di conoscenza e formazione di una coscienza civile educando i giovani a richiedere il rispetto dei loro diritti, ma molto deve essere ancora fatto.

MIGUEL, menino de rua di jaragua II

"Os amigos vem e vao, mas os amigos verdadeiros ficam para sempre no coraçao" (da una lettera di Luciana, menina de rua di Jaragua II, periferia di Montes Claros)

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