It's not an illusion di Carimati Sara, Dozio Alessandro e Anna Maria Miedico

"Il segreto dei film è che sono un'illusione". Viviamo in un mondo in cui immaginare ci viene facile perché ci sono i film ad aiutarci. Viviamo in un mondo in cui recepire le informazioni è facile perché ci sono la televisione, gli smartphone e il web. Noi ci siamo chiesti qual è la vera realtà e abbiamo deciso di percorrere uno dei tanti passi di coloro che vengono in Italia in cerca di una vita migliore e di provare a vedere tutto con una nuova prospettiva, con i nostri occhi. Così, dopo esserci recati al centro ARCA a Milano, abbiamo deciso di contestualizzare le informazioni recepite partendo da alcuni titoli di noti film sull'immigrazione.

"Welcome"

PROGETTO ARCA: Con chi ha più bisogno. Ascolto. Assistenza. Integrazione.

La fondazione PROGETTO ARCA, attiva ormai da più di vent'anni nel territorio di Milano e presente anche in altre città italiane quali Ragusa, Torino e Roma, si occupa dei più bisognosi, realizzando interventi di accoglienza e sostegno verso coloro che necessitano di aiuto per il soddisfacimento dei bisogni di prima necessità.

Negli ultimi anni ha sviluppato 30 servizi. La metà è dedicata ad adulti senza dimora, il 30% a migranti e il 20% a famiglie in emergenza abitativa. Inoltre presta attenzione anche ad individui con gravi problemi di dipendenza (alcol, droghe...).

"Il cammino della speranza"

L'HUB di Milano: un punto di accoglienza zero

NASCITA

L' hub di stazione centrale per i 'transitanti' a Milano ha circa quattro anni. Dal 18 ottobre del 2013, data di apertura, al 16 novembre 2016 si calcola che siano transitati per la città 107.000 profughi.

Le numerose famiglie siriane e afgane, giunte in Italia per fuggire da condizioni di guerra e povertà, che dormivano sugli scalini della Stazione Centrale, hanno sensibilizzato la popolazione milanese e il comune, che si è attivato per offrire un luogo di accoglienza; nasce così l'hub di Milano. Inizialmente situato in Via Tonale, dove si trovano locali della vecchia mensa del dopolavoro ferroviario, che Grandi Stazioni aveva concesso al Comune.y

Ad aprile del 2016 Grandi Stazioni si è ripresa bruscamente i locali di via Tonale con l’intenzione di venderli, concedendo in cambio quelli di via Sammartini, dove ancora oggi si trova l'hub.

"LAmerica"

ACCOGLIENZA EMERGENZIALE

Alice, operatrice che si occupa dell'organizzazione dei turni nella struttura, lo definisce una 'TAPPA SICURA DOPO UN LUNGO VIAGGIO', 'UN PUNTO DI ACCOGLIENZA ZERO' che provvedere a prestare un primo soccorso ai migranti che, successivamente al loro sbarco nel meridione, proseguono il loro viaggio o che, dopo aver raggiunto un Pease europeo differente, sono costretti a tornare in Italia, in quanto paese di approdo e quindi unico Stato membro che deve farsi carico della loro richiesta di asilo (come prevede il REGOLAMENTO DI DUBLINO III). "coloro che arrivano sono come persone che bussano alla porta, persone che giungono in Italia senza alcun bagaglio, portando solamente loro stessi. L'hub costituisce un primo punto di orientamento per tutti loro, un luogo di accoglienza che li ospita solo per un tempo emergenziale" ci spiega Alice. Infatti il compito dell'hub è quello di indirizzare i sopraggiunti nei veri e propri centri di accoglienza della città. "Trovare un tetto per tutti", però, "non è facile". Le strutture di Milano, infatti, non riescono a fornire posti sufficienti per tutti, e il numero di immigrati è in continuo aumento. Per questo motivo anche nei locali di via Sammartini, luogo in cui si dovrebbe stanziare solamente per qualche ora, vengono montate ogni notte numerose brandine che, di giorno, vengono smontate per lasciare libero lo spazio della sala principale.

"Terraferma"

UN COMPITO DIFFICILE: "ORIENTARE"

Un'altra mansione che gli operatori svolgono riguarda il lato burocratico/giuridico: spiegare il funzionamento dell'iter giudiziario italiano in relazione al permesso di soggiorno e convincere "gli ospiti" a recarsi in prefettura per dichiararsi (azione che deve essere svolta entro i cinque giorni successivi allo sbarco) e poi in questura, per poter avanzare la richiesta di asilo politico. Nel momento che intercorre tra la richiesta e il suo convalidamento, l'hub fornisce accoglienza 'alberghiera' a coloro che non dispongono di un'altra dimora.

LA LENTEZZA DELLA BUROCRAZIA ITALIANA: CARA, CAS e SPRAR

Cara, Centri di accoglienza per richiedenti asilo, sono stati istituiti nel 2002 sotto il nome di Cdi, Centri d’identificazione, aventi un carattere detentivo, e si sono trasformati poi in 'Cara' tramite una modifica apportata da un D.lgs. del 2008. I Cara presenti sul territorio italiano sono solo 13. Il tempo di permanenza all’interno di essi dovrebbe essere di un massimo di 35 giorni, il tempo necessario per la trattazione della domanda o l’ottenimento di un permesso temporaneo. La realtà è molto diversa: attese con tempi molto più lunghi, che spesso arrivano anche a superare l’anno intero. PERCHÉ?

Cas, Centri d’accoglienza straordinaria, sono l'equivalente emergenziale dei Cara. All’interno di queste strutture gravitano soprattutto i richiedenti asilo, in attesa che la commissione dia un esito positivo riguardo la loro richiesta. Sono molti sul territorio italiano. Anche in questi centri i tempi di attesa si prolungano notevolmente. PERCHÉ?

Sprar, Sistema per Richiedenti asilo e Rifugiati, Nato nel 2002, lo si può definire come un approccio diramato di gestione degli immigrati, composto da una rete di strutture sparse per il territorio. Oggi negli Sprar viene inserita la persona immigrata che precedentemente ha fatto una richiesta d’asilo e proviene da un Cara o Cas. Lo Sprar, infatti, è un centro di accoglienza di secondo grado che ha il compito di convalidare la richiesta di asilo precedentemente analizzata e accettata dalle commissioni dei Cara e dei Cas. A differenza di questi ultimi, però, le strutture Sprar sono molto poche; ciò crea gravi problemi (sovraffollamento centri di accoglienza che porta all' ingestibilità della situazione...) derivanti principalmente dai lunghi tempi di attesa.

"Nuovomondo"

LA GIORNATA E GLI AMBIENTI nell'hub

La giornata non è scandita da vere e proprie 'attività' precedentemente organizzate. Una particolare attenzione viene riservata ai bambini; vi è piccolo spazio giochi gestito e animato alternativamente da volontari di Save the Children e Albero della vita.

Gli ambienti non sono né numerosi né spaziosi.

LA CUCINA

È la sala in cui vengono serviti colazione, pranzo e cena. Pur non essendo molto ampia, ospita sempre un gran numero di persone (400 in media, in caso eccezionali fino a 900). Le presenze degli inservienti sono organizzate su turni, in modo tale da disporre di 4/5 volontari per pasto.

IL MAGAZZINO

Il magazzino, che ha preso il posto di una vecchia discoteca, raccoglie prodotti non solo per l'hub, ma per tutta progetto Arca a Milano. È grande e suddiviso in più parti. La merce (abbigliamento, prodotti per la cura del corpo, cibarie a lunga conservazione...), proveniente da offerte di donatori, viene suddivisa minuziosamente e accuratamente da volontari e riposta sugli scaffali.

SALA PRINCIPALE

È il luogo in cui si trascorre la maggior parte del tempo e in cui si riposa durante la notte. Comprende un piccolo ambulatorio dove viene effettuato un primo 'screening sanitario' a coloro che ne necessitano e che lo richiedono, e lo spazio giochi precedentemente citato.

La triste realtà, come Alice sottolinea, è che migrano numerosissimi bambini e ragazzi molto giovani non accompagnati, su cui i drammi del viaggio e le ingiustizie subite gravano pesantemente e incidono indelebilmente i loro animi, chiamati a crescere rapidamente, molto più in fretta dei loro corpi.

La procedura giudiziaria da seguire e i tempi da attendere in questi casi si complicano e aumentano notevolmente, in quanto interviene anche il tribunale dei minori, responsabile tra tutto anche dell'inserimento dei più grandi di essi in realtà scolastiche o istituzionali.

"Uno per tutti"

LO STAFF, l'importanza del volontariato

Nell'intera struttura lavorano persone su operamento giuridico (come gli assistenti sociali), GRUPPI di medici e pediatri (di orientamento ASL o di un proprio orientamento medico/pediatrico), mediatori linguistici che parlano inglese, francese, arabo e tigrino e numerosi volontari, fondamentali per la sopravvivenza dell'hub.

"Devi andare il più possibile in là con la consapevolezza. Allora nessuno potrà illuderti poiché allora non vedrai l'apparenza ma la realtà." - Buddha

Credits:

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